Vita e Opere di Virgilio: Il Percorso del Poeta Latino

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Notizie biografiche

Virgilio non dice quasi nulla della sua vita nelle sue opere, ma non mancano fonti biografiche per ricostruirne i fatti principali: la più importante è la Vita di Elio Donato, scrittore vissuto poco più di un secolo dopo Virgilio. Oltre a questa, c'è la biografia che accompagna il commento di Servio all’intera opera del poeta e quella di Probo. Infine, vanno citati alcuni passi della Cronaca di San Girolamo.

Publio Virgilio Marone nacque ad Andes, vicino Mantova, il 15 ottobre del 70 a.C. La sua famiglia era di origini modeste, ma è più probabile che i genitori fossero benestanti proprietari di terre, dato che poterono permettersi di mandare il figlio a studiare prima a Cremona, poi a Milano ed infine a Roma. Qui, nel 53 a.C., seguì le lezioni di retorica di Epidio, ma si accorse che la carriera politica non faceva per lui. È probabile che abbia passato qualche anno a Napoli, dove avrebbe studiato presso la scuola epicurea di Sirone, ma questa rimane solo un'ipotesi. Tuttavia, è certo che a Napoli Virgilio rimase legato per tutta la vita.

Gli anni di cui si parla nella sua prima opera, le Bucoliche, sono quelli della guerra civile e della fine della Repubblica. In questo periodo, sia che Virgilio fosse vissuto a Napoli, sia che fosse tornato nella campagna mantovana, si può pensare che nel 41 a.C., all'epoca in cui i triumviri confiscarono le terre del Mantovano per assegnarle ai veterani, Virgilio si trovasse a casa sua, se è vero che il fatto drammatico gli ispirò la prima e la nona delle Bucoliche.

Dopodiché si trasferì a Roma, dove entrò a far parte del circolo di Mecenate. L'ingresso in questo circolo cambiò la sua vita e fece la sua fortuna.

Virgilio nel progetto politico-culturale augusteo

Virgilio fu molto vicino al progetto politico-culturale di Ottaviano e di Mecenate, cui obbedì senza tradire il suo modo di essere, distante dai clamori del potere. Così, quando Mecenate lo invitò a scrivere un poema didascalico sull'agricoltura e sull'allevamento, a Virgilio non fu difficile accettare. Egli si trovò a suo agio tra piante, alberi e animali, in perfetta sintonia con un progetto di rinascita dell'Italia che partisse dalla campagna in cui era nato. Le Georgiche furono composte tra il 37 e il 30 a.C. e furono il suo secondo capolavoro.

Più difficile fu per lui accettare l'invito di Augusto a scrivere un poema civile che esaltasse la res Romana; eppure, Virgilio seppe trovare la soluzione giusta per scrivere il poema di Roma e, al tempo stesso, il suo poema personale. All’Eneide dedicò i dieci anni che gli rimanevano da vivere, dal 29 al 19 a.C. Di questo periodo si hanno poche notizie:

  • 29 a.C.: incontrò Augusto e gli lesse le Georgiche.
  • 28 a.C.: divenne amico del poeta Properzio.
  • 22 a.C.: lesse ad Augusto alcuni canti dell’Eneide.

Nel 22 a.C. i tre libri erano completati, ma tre anni dopo Virgilio non era ancora soddisfatto dell'opera intera. Perciò decise di intraprendere un viaggio in Grecia, convinto che avrebbe trovato ispirazione. Tuttavia, la sua salute non era buona e il viaggio la aggravò. Incontrato Augusto in Grecia, questi, viste le sue condizioni, lo convinse a tornare a casa, ma appena sbarcato a Brindisi il suo stato peggiorò. A Brindisi morì il 22 settembre del 19 a.C. In punto di morte consegnò il manoscritto a Vario Rufo e Plozio Tucca perché lo bruciassero, ma Augusto lo vietò, affidandone a Vario Rufo la pubblicazione. Il suo corpo fu trasferito a Napoli e sepolto sulla via per Pozzuoli.

Le Bucoliche

Intorno ai 28 anni Virgilio iniziò a scrivere il suo primo capolavoro, le Bucoliche, la cui composizione durò circa tre anni, dal 45 fino al 39 a.C. Bucolica significa “poesia di argomento pastorale” ed indica l'opera nel suo complesso, mentre ognuna delle dieci poesie che la compongono è chiamata ecloga.

Il genere pastorale e il modello teocriteo

Le origini e il mondo di Teocrito

Virgilio volle cimentarsi in un genere che non era ancora stato affrontato a Roma: la poesia pastorale, il cui maestro era stato Teocrito di Siracusa. La scelta di Virgilio non fu casuale: trovò l'occasione per creare un suo mondo poetico scegliendo come scenario la campagna, che nel modello teocriteo rappresentava la serenità a contatto con la natura.

In breve, il mondo pastorale di Teocrito era caratterizzato da una campagna piena di sole, dove pastori innamorati esprimevano in versi i loro sentimenti, a volte da soli, a volte sfidandosi in duelli di abilità musicale. La campagna siciliana rimaneva una cornice, un impasto di realismo e finzione.

Struttura e innovazioni virgiliane

Nella struttura esteriore, nei contenuti e nel sistema dei personaggi, Virgilio seguì il modello teocriteo:

  • Ecloghe con lamenti amorosi.
  • Canti sulla morte e l'apoteosi del pastore perfetto.
  • Ecloghe a carattere “amebeo” (sfide a botta e risposta).
  • Racconti di riti magici e gelosie.

Virgilio si ispirò a Teocrito anche per la metrica (l'esametro) e per la scelta linguistica e stilistica, che rimane umile. Tuttavia, vi sono differenze sostanziali: la campagna virgiliana è meno realistica di quella teocritea ed è soffusa di un velo di malinconia. Il paesaggio virgiliano è fittizio: un misto tra la campagna siciliana, quella mantovana e l'Arcadia. I poeti-pastori virgiliani spesso adombrano allegoricamente figure della cerchia del poeta, che mostra una profonda partecipazione alle sofferenze dei suoi personaggi.

Nel mondo pastorale, Virgilio proietta il suo desiderio di pace e serenità. È un mondo interiorizzato, oggettivazione poetica dei suoi sentimenti. Nelle Bucoliche, Virgilio trova spazio anche per un'utopia non legata al luogo, ma al tempo; per il resto, domina il dolore o una malinconia diffusa che dà il colore generale a tutta l'opera.

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