L'Opposizione al Regime di Franco: Storia, Movimenti e Resistenza
Classificato in Scienze sociali
Scritto il in
italiano con una dimensione di 4,54 KB
L'opposizione al regime franchista: dalle origini alla transizione
Alla fine degli anni Cinquanta, a causa dell'opposizione al regime da parte del movimento operaio e delle pressioni esercitate, venne promulgata una nuova legge che consentiva la creazione di consigli di fabbrica per risolvere i conflitti interni. Approfittando di questa normativa, nel 1962 nacquero le Commissioni Operaie (CCOO) (Doc.3: "...che è stato caratterizzato da tali commissioni permanenti elette dai...") attraverso le assemblee, pur continuando l'attività con l'UGT. Sia i leader sindacali che gli attivisti subirono immediatamente una dura repressione, come accadde a Ferrol nel marzo 1972, dove due operai morirono a causa di uno scontro con la polizia durante una massiccia protesta sindacale. Tuttavia, il ruolo dei sindacati aumentò notevolmente, contribuendo in modo decisivo all'erosione del regime.
Il "Contubernio di Monaco" e la spinta democratica
Nel 1962 ebbe luogo a Monaco di Baviera una riunione dei vari gruppi di opposizione, sia interna che in esilio, in occasione del Congresso del Movimento Europeo. In quella sede si decise di chiedere l'ingresso della Spagna nel Mercato Comune Europeo, ponendo come requisito fondamentale l'esistenza di istituzioni democratiche che garantissero i diritti e le libertà civili. Il regime rispose con ritorsioni contro i partecipanti a quello che definì spregiativamente "Contubernio di Monaco".
Nonostante il regime vietasse l'attività dei partiti politici, non riuscì a impedire il loro lavoro clandestino. Nel 1974 iniziò un processo di unificazione (Doc.4) tra varie forze di opposizione, guidato dal Partito Comunista di Spagna (PCE), che portò alla creazione della Giunta Democratica (Democratic Gathering). Questa organizzazione richiedeva un governo provvisorio, libertà politica, di associazione e di stampa, oltre al riconoscimento delle identità politiche di Galizia, Paesi Baschi e Catalogna.
Il declino del franchismo e la resistenza interna
Il regime di Franco visse i suoi ultimi sussulti poiché incapace di adattarsi ai profondi cambiamenti sociali ed economici verificatisi in Spagna a partire dagli anni Sessanta.
La repressione e la guerriglia dei Maquis
Dopo la Guerra Civile, il nuovo regime avviò una feroce repressione contro i vinti. Durante il dopoguerra, molti oppositori furono perseguitati, arrestati o fucilati; altri scelsero l'esilio o si rifugiarono nelle montagne, continuando la resistenza contro Franco in clandestinità. I fuggitivi delle zone montuose, chiamati Maquis (macchia), erano gruppi disorganizzati composti da militanti di sinistra (Doc.1), principalmente uomini perseguitati e comunisti.
Questi gruppi furono successivamente organizzati in bande di guerriglieri dal PCE, compiendo azioni di sabotaggio e rapine in banca. Una delle loro azioni più significative fu la breve occupazione militare della Valle di Aran nel 1944. Questi gruppi godevano del sostegno della popolazione locale che forniva loro cibo, coperte e rifugio, nonostante l'enorme rischio ("...sapevano perfettamente a cosa si esponevano e tuttavia non esitavano ad accoglierci").
Dissenso monarchico e fermento universitario
Nel dopoguerra, anche alcuni settori interni al regime iniziarono a complottare per restaurare la monarchia nella figura di Don Juan de Borbón, opponendosi a Franco nella convinzione che la dittatura non dovesse essere considerata una disposizione permanente. Negli anni Cinquanta, l'opposizione iniziò a manifestarsi anche attraverso scioperi e un forte movimento universitario, che nel 1956 vide gli studenti protagonisti di grandi rivolte (Doc.2).
In quell'anno, il Ministro della Pubblica Istruzione, il professor Joaquín Ruiz-Giménez, cercò di liberalizzare l'università permettendo agli studenti di organizzare un congresso indipendente dal sindacato ufficiale falangista (SEU). Questo gruppo studentesco trionfò nelle elezioni della Facoltà di Giurisprudenza, sconfiggendo il sindacato falangista e dando inizio a manifestazioni contro la Falange ("Le grida degli studenti contro la Falange e contro il regime..."). Gli scontri di piazza portarono alla chiusura dell'università e Ruiz-Giménez fu costretto a dimettersi.