L'organizzazione politica e sociale della Spagna borbonica nel XVIII secolo

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II.2. Organizzazione politico-statale borbonica

L'ascesa dei Borbone sul trono di Spagna ha segnato un processo di centralizzazione e unificazione politica, avviato con i Decreti di Nueva Planta.

Tali decreti abolirono i privilegi dei regni della Corona d'Aragona (Valencia nel 1707, Aragona nel 1711, Maiorca nel 1715, Catalogna nel 1716). L'eliminazione delle fueros fu possibile dopo la vittoria di Filippo V sui territori considerati ribelli. Da quel momento, tutti i regni furono disciplinati dalle leggi di Castiglia, mantenendo l'autonomia solo in Navarra e nelle province basche.

Si attuò inoltre una riorganizzazione del governo caratterizzata dalla centralizzazione del potere, sostenuta dall'idea che l'unico depositario della sovranità fosse il re (monarchia assoluta).

Struttura del potere centrale

  • Il Re: Al vertice del potere, la sua figura era sacra e inviolabile, poiché il suo potere derivava direttamente da Dio. Deteneva la sovranità senza limitazioni, esercitando i poteri legislativo, esecutivo e giudiziario. Con l'avvento dei Borbone fu introdotta la legge salica di origine francese, che dava la precedenza agli uomini rispetto alle donne nella successione al trono.
  • Segretari di Stato: Precursori degli attuali ministeri, gestivano questioni specifiche (Tesoro, Guerra, Marina, Giustizia, Indie, Stato). Erano nominati e revocati direttamente dal re.
  • Consigli Reali: Persero gran parte del loro potere; alcuni scomparvero, altri furono relegati a funzioni puramente amministrative o consultive (come il Consejo de Castilla).
  • Tribunali: Rimasero solo quelli di Castiglia, che conservarono la funzione di giuramento della Corona, insieme a quelli di Navarra.

Amministrazione territoriale e fiscale

Il cambiamento fondamentale fu la divisione del territorio spagnolo in province, governate da:

  • Capitano Generale: Capo delle forze armate e dell'amministrazione provinciale.
  • Audiencia: Corte di giustizia che affiancava i capitani generali.
  • Intendente: Funzionario con competenze economiche volto a stimolare lo sviluppo.

Questa nuova organizzazione negava l'esistenza di organi decisionali al di fuori di Madrid, poiché ogni autorità provinciale era di nomina regia.

Riforme fiscali: Le riforme miravano all'unificazione amministrativa e alla creazione di un fondo comune. Il sistema fiscale della Corona d'Aragona fu riorganizzato tramite il Catasto, che valutava la ricchezza rurale e urbana. Il progetto del Marchese de la Ensenada (1749) cercò di estendere questo sistema alla Castiglia, incontrando tuttavia forti resistenze.


Popolazione e società nel XVIII secolo

Dopo la crisi demografica del XVII secolo, il Settecento fu un periodo di crescita. Secondo il censimento di Floridablanca (1787), la popolazione raggiunse circa 11 milioni di abitanti. Si registrò un predominio demografico della periferia sul centro e una crescita urbana significativa (Madrid e Barcellona superarono i 100.000 abitanti).

La società dell'Antico Regime

La società era divisa in ceti basati sulla nascita e sulla gerarchia del privilegio. I privilegi includevano:

  • Esenzione totale dalle tasse.
  • Riserva di cariche amministrative.
  • Privilegi sociali (diritto all'onore) ed economici.

Classi privilegiate (Nobiltà e Clero): Detenevano la maggior parte della ricchezza, sebbene esistessero grandi disparità interne tra l'alta gerarchia e i membri di basso rango.

Gruppi non privilegiati:

  • Contadini: La maggioranza della popolazione, caratterizzata da bassi redditi e analfabetismo.
  • Artigiani: Raggruppati in corporazioni, ostili al libero mercato.
  • Borghesi: Gruppo ristretto ma influente, favorevole alle riforme e attivo nelle Sociedades Económicas de Amigos del País.
  • Settori marginali: Poveri, malati e mendicanti, assistiti principalmente dalla Chiesa.

Il secolo fu segnato da conflitti sociali legati al costo della vita, culminati in eventi come la rivolta di Esquilache e l'espulsione dei Gesuiti.

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