Origine e Natura della Filosofia: Dal Mito al Logos e il Pensiero Critico

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1.1 L'essere umano e la ricerca di senso

Perché gli esseri umani non sono soddisfatti di vivere, ma hanno bisogno di trovare un significato in questa vita? Le persone guardano avanti e indietro; a differenza degli animali che vivono in un presente assoluto, noi ci spingiamo oltre il tempo immediato. È proprio la mancanza di un perfetto adattamento all'ambiente che ci costringe a usare l'intelligenza per trovarne di nuovi. Ciò che distingue gli esseri umani è l'incapacità di integrarsi passivamente nel mondo. Questa insoddisfazione è la radice profonda di tutta la filosofia.

1.2 Un nuovo approccio alle cose

Gli esseri umani vedono un mondo pieno di mistero che suscita curiosità. Questo modo di guardare il mondo è ciò che chiamiamo atteggiamento cognitivo o teorico.

2.1 Dal Caos al Cosmo: l'origine delle cose

Prima i racconti mitici, poi le riflessioni filosofiche e infine le spiegazioni scientifiche: questo è il passaggio dal Mito al Logos. Qual è la differenza tra le prestazioni fantastiche del mito e la descrizione precisa della scienza? La risposta è semplice: l'obiettivo è mettere ordine al caos, e il risultato è la legge.

2.2 L'universo mitico

Nel contrasto tra la narrazione storica e la descrizione logico-razionale tipica della scienza, una delle caratteristiche definitorie del mito è il suo carattere antropomorfo. È tipico della mente primitiva spiegare l'ignoto attraverso ciò che è noto. Per quanto strano possa sembrare, il mondo mitico è governato da una sorta di giustizia universale.

L'evoluzione del pensiero mitico

Il mito si evolve: se paragonato a Omero, in Esiodo si nota già una tendenza progressiva a privare gli dei del loro antropomorfismo. Inoltre, negli scritti dei primi filosofi si possono ancora vedere personificazioni dei fenomeni naturali. La conclusione è che il passaggio dal mito al logos non è avvenuto bruscamente, ma attraverso una graduale evoluzione.

Un processo graduale

Nella transizione dal mito al logos, il pensiero si è mosso verso forme più impersonali in un processo di astrazione crescente. La ragione si è fatta strada attraverso l'osservazione e l'esperimento. La ragione scopre regolarità e cerca spiegazioni semplici e coerenti per una maggiore efficienza, rendendo la natura più prevedibile.

3.2 Filosofia e scienza come conoscenza razionale

La filosofia e la scienza condividono l'origine e l'obiettivo di fornire una spiegazione razionale e coerente. I primi filosofi-fisici cercavano di spiegare ciò che vedevano esattamente come lo vedevano, senza sentirsi costretti a giustificare un ordine mitico preesistente. Nelle colonie greche, l'atmosfera di libertà intellettuale favorì la libera ricerca, permettendo al pensiero razionale (logos) di sostituire il pensiero mitico in crisi.

4.1 Filosofia, fra scienza e religione

La filosofia nasce dalla nostra confusione di fronte al mondo. Essa ha punti di contatto con la religione e la scienza, ma non si identifica con nessuna delle due. La filosofia spiega la realtà in modo diverso rispetto al mito, alla scienza o alla religione.

4.4 L'importanza della coerenza

L'unico requisito che tutte le filosofie devono soddisfare è quello di essere razionali, motivate e coerenti. Non possono basarsi su intuizioni vaghe o ambigue. L'aspetto più importante della filosofia è che nessuno ha mai l'ultima parola definitiva.

Pensare e conoscere: la distinzione kantiana

Per distinguere filosofia e scienza, Immanuel Kant propose la distinzione tra il concetto di pensare e quello di conoscere. Secondo Kant, la conoscenza riguarda i fenomeni (ciò che è osservabile). Al di fuori di questi, esistono idee per le quali non esiste una procedura di verifica o confutazione: queste sono pure speculazioni astratte. Pertanto, la scienza è il campo della conoscenza, mentre la filosofia è il regno del pensiero. Filosofia e scienza sono due modi complementari di affrontare la realtà.

6.1 L'attività critica della filosofia

La filosofia è un'attività razionale guidata da principi. Essa si mantiene viva come attività critica e discussione volta a offrire una visione globale. In questa prospettiva, la filosofia è più un'attività che una conoscenza specifica; è un modo di affrontare le cose con un atteggiamento critico contro le falsità.

6.2 Sapere completo e sistematico

La filosofia aspira a una conoscenza totale che integri tutte le scoperte scientifiche in una stessa prospettiva unitaria. Possiamo definire la filosofia in due modi:

  • Come un insieme di idee e pensieri: una conoscenza che vale la pena studiare.
  • Come un insieme di metodi e procedure: un'attività critica che vale la pena praticare.

4.2 Critica al dogmatismo

Filosofia e religione condividono l'aspirazione a offrire risposte universali. Tuttavia, mentre la religione risponde in modo dogmatico, la filosofia lo fa criticamente. Le spiegazioni filosofiche sono un invito alla discussione; la filosofia è, per eccellenza, il regno della ragione e della critica.

4.3 Il dubbio come segno distintivo del filosofo

Filosofare significa, sopra ogni cosa, dubitare. L'habitat naturale del pensiero è il livello delle incertezze. Fare filosofia significa vedere il dubbio come un invito alla riflessione. Sottoporre ogni pensiero alla critica non conduce necessariamente allo scetticismo, ma riconosce che la filosofia offre molteplici prospettive, nessuna delle quali è definitiva. Il filosofo è colui che si orienta verso la verità senza pretendere di possederla, cercandola con insistenza e avvicinandosi ad essa costantemente.

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