Le origini della filosofia occidentale: dal mito al logos e il pensiero socratico
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L'inizio della filosofia occidentale
L'inizio della filosofia occidentale si colloca convenzionalmente nell'XI secolo a.C. in Ionia. In città come Mileto, l'attività intellettuale si sposta dalla spiegazione religiosa alla ricerca logica basata sull'osservazione: nascono così i primi filosofi.
Dal mito al logos
- Il mito: È un racconto poetico che tenta di spiegare l'origine del mondo attraverso divinità e forze soprannaturali. Si esprime nel linguaggio degli dèi ed è trasmesso per tradizione; gli eventi sono capricci divini, dunque imprevedibili.
- Il logos: La filosofia è l'insieme di conoscenze basate sulla ragione che cercano di dare un senso al mondo. Si esprime attraverso un linguaggio razionale, il logos, cercando di scoprire le leggi naturali che governano il cosmo.
I presocratici e la questione dell'origine
I primi filosofi si concentrarono su due ambiti: la metafisica (struttura della realtà) e la teoria della conoscenza. Il problema fondamentale era distinguere tra l'essenza permanente delle cose e le loro apparenze mutevoli.
Principali esponenti e correnti
- I monisti: Credevano in un unico principio costitutivo. Talete indicò l'acqua, Anassimandro l'apeiron (l'infinito) e Anassimene l'aria.
- I pluralisti: Cercarono di conciliare il divenire di Eraclito con l'essere immutabile di Parmenide. Empedocle propose i quattro elementi (aria, acqua, terra, fuoco) mossi da Amore e Odio; Anassagora introdusse le particelle primitive (omeomerie) mosse dal Nous; Democrito teorizzò l'atomismo (pieno e vuoto).
- Pitagora: Intese la natura attraverso la ragione matematica, vedendo nei numeri e nelle proporzioni l'armonia fondamentale dell'universo.
La svolta antropologica: Sofisti e Socrate
Nel V secolo a.C., l'interesse filosofico si sposta dalla natura (physis) all'uomo e alla società.
I Sofisti
Erano insegnanti di sapienza che facevano della retorica il loro strumento principale. Protagora, il più noto, sosteneva che la conoscenza è soggettiva e legata ai sensi: "L'uomo è misura di tutte le cose". Per i sofisti, le leggi e la morale sono convenzioni sociali, non verità universali.
Socrate e il metodo socratico
Socrate si distinse dai sofisti per il rifiuto di farsi pagare e per la ricerca di verità universali. Il suo metodo, la maieutica (l'arte della levatrice), si divide in due fasi:
- Riconoscimento dell'ignoranza: Il punto di partenza necessario per la ricerca della verità.
- La definizione: Attraverso il dialogo, si giunge a una definizione condivisa e razionale, che assume valore universale contro il relativismo sofistico.