Origini del Parlamentarismo Medievale: Dalle Assemblee alla Curia Regia
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Origini del Parlamentarismo in Europa: Dalle Assemblee alla Curia Regia
In Inghilterra, la presenza nelle assemblee dei cittadini e della "gente comune" coincide con il raggiungimento della libertà e il superamento dell'assolutismo nella prima metà del XIII secolo. Prima della Magna Carta, il re Giovanni convocò una riunione a Oxford, a cui parteciparono i rappresentanti delle contee per discutere gli affari del regno.
L'affluenza di persone dalle città alle curie convocate dal Re si riscontra in Europa occidentale in diversi momenti del secolo XIII e XIV. Erano presenti nel 1188 in occasione della riunione convocata da Alfonso IX di León, dove il re incontrò il clero, i nobili e i cittadini.
Perché Alfonso IX convocò la riunione del 1188?
Probabilmente, come sostiene il professor Arvizu, lo scopo era quello di ottenere il sostegno di tutti all'inizio del suo regno. In ogni caso, le Cortes di León rappresentano le prime riunioni dell'Europa medievale a cui parteciparono i cittadini, e alcuni di essi furono persino eletti nel 1188.
La Curia: Assemblea altomedievale e predecessore in Spagna
Nei regni cristiani emersi con la Reconquista, il re deteneva il potere assoluto, ma non lo esercitava da solo. Persone provenienti dalle classi privilegiate erano integrate in un organo che apparve in Catalogna sotto l'influenza della Casa di Navarra e che fu chiamato, a León e Castiglia, Regia Curia. I suoi membri fornivano consulenza al monarca e approvavano le disposizioni, come confermano i documenti specifici dell'epoca.
La Regia Curia era originariamente un'assemblea tipicamente palatina, che comprendeva i protagonisti che vivevano a Corte o che vi si trovavano occasionalmente. Era composta da:
- Membri della famiglia reale.
- Funzionari di palazzo.
- Vari magnati ecclesiastici e laici.
Con il passare del tempo, si unirono anche esperti giuridici, noti come sabidores de derecho.
Tipologie di Curia e Funzioni
Convocata dal monarca, la Curia ordinaria esercitava principalmente funzioni di consulenza. Essa si occupava, nella sua sfera di competenza, delle questioni che sorgevano abitualmente, ovvero soggetti che potevano essere trattati tramite pratiche di amministrazione periodica o quotidiana.
Eccezionalmente, tuttavia, emergevano questioni di particolare importanza la cui risoluzione riguardava l'intero regno. In questi casi, il consiglio palatino era insufficiente e inadeguato, pertanto il monarca doveva convocare altri componenti, tra cui molti nobili e l'alto clero dei vari territori. Ciò determinava una grande assemblea nota come Curia straordinaria o Curia Plena.
La Curia Plena comprendeva:
- Nobili ed ecclesiastici facenti parte del consiglio comune.
- Magnati dei distretti.
- Vescovi e abati.
- Maestri degli ordini militari di Calatrava, Uclés e del Tempio.