Origini e Sviluppo della Rivoluzione Francese: Dagli Stati Generali alla Caduta della Monarchia

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Cause della Rivoluzione Francese

Le radici del conflitto risiedono in una combinazione di fattori critici che misero in crisi l'Antico Regime:

  • Cause ideologiche: La propagazione delle idee illuministe, che sostenevano cambiamenti profondi nella struttura della società e della politica.
  • Cause sociali: La borghesia aveva accumulato una grande ricchezza e influenza, ma l'appartenenza al Terzo Stato le impediva di prosperare ulteriormente e di partecipare alla vita politica. Questo portò a un crescente malcontento.
  • Ragioni politiche: Di fronte alla grave crisi economica del paese, il re di Francia, Luigi XVI, non seppe agire con efficacia, continuando a imporre tasse elevate.
  • Motivi di ordine economico: Diversi anni di raccolti scarsi causarono carestie e fame tra il popolo. La povertà era in aumento. Con la riduzione delle rese agricole, le entrate fiscali diminuirono e anche i ceti privilegiati (nobiltà e clero) videro calare il proprio potere d'acquisto.

In questa situazione, il re Luigi XVI aveva solo due opzioni: imporre tasse ai privilegiati (nobiltà e clero) o aumentare ulteriormente il carico fiscale sul Terzo Stato. Entrambe le scelte lo avrebbero messo in contrasto con i suoi sudditi.

Luigi XVI decise infine di convocare gli Stati Generali, l'assemblea che rappresentava i tre ordini (clero, nobiltà e Terzo Stato), per un consulto. Era il maggio del 1789 e la Rivoluzione stava per avere inizio.

4. Lo sviluppo della Rivoluzione: Stati Generali e Assemblea Costituente (1789-1791)

Una volta avviata l'assemblea degli Stati Generali, i membri del Terzo Stato cercarono di cambiare il sistema di voto, chiedendo che si votasse "per testa" (ogni persona un voto) e non "per ordine" (ogni istituzione un voto), come era tradizione. Ciò avrebbe garantito loro la maggioranza, dato che rappresentavano circa il 98% della popolazione. La nobiltà e il clero respinsero la proposta; di conseguenza, i rappresentanti del Terzo Stato abbandonarono gli Stati Generali per riunirsi a Parigi nella Sala della Pallacorda, proclamandosi Assemblea Nazionale.

In questo locale, i deputati del Terzo Stato (in gran parte influenzati dall'Illuminismo) si proclamarono rappresentanti della nazione e giurarono di non sciogliersi finché non avessero redatto una Costituzione per la Francia, volta a organizzare un nuovo sistema politico, economico e sociale, ponendo fine al potere assoluto del monarca. Questo atto, noto come il 'Giuramento della Pallacorda', può essere considerato il vero inizio della Rivoluzione.

Il re inviò truppe a Parigi per fermare i deputati, ma il popolo parigino insorse in difesa del Terzo Stato e assaltò la fortezza della Bastiglia per impossessarsi di armi e polvere da sparo. Era il 14 luglio 1789: l'inizio simbolico della Rivoluzione Francese.

Gli eventi di Parigi si ripeterono in molte città francesi, dove il popolo prese il potere e assaltò castelli e dimore nobiliari. Questa ondata di violenza e panico collettivo fu conosciuta come la Grande Paura.

Riforme e Diritti

Nel mese di agosto, l'Assemblea Nazionale abolì i privilegi della nobiltà e del clero: la società feudale stava scomparendo. Fu inoltre emanata la Dichiarazione dei Diritti dell'Uomo e del Cittadino, ispirata ai principi di libertà, uguaglianza e sovranità nazionale.

Nel 1791 fu adottata la Costituzione. Luigi XVI rimaneva re, ma il suo potere era ora subordinato alla legge e alla volontà del popolo, nonostante egli segretamente aspirasse a restaurare l'assolutismo.

5. La monarchia costituzionale in Francia (1791-1792)

La Costituzione del 1791 attribuì la sovranità al popolo e separò i poteri come segue:

  • Potere Esecutivo: Nelle mani del Re, che dirigeva e sceglieva il governo.
  • Potere Legislativo: Affidato all'Assemblea Nazionale.
  • Potere Giudiziario: Esercitato dai tribunali, indipendenti dagli altri due poteri.

La Costituzione stabiliva elezioni ogni due anni per eleggere i deputati, ma il diritto di voto era limitato ai cittadini con un certo livello di ricchezza (suffragio censitario). Le fasce più povere della popolazione rimanevano escluse dal sistema politico.

Il fallimento della Monarchia Costituzionale

La monarchia costituzionale fallì per diverse ragioni:

  • Luigi XVI non accettò mai realmente la Costituzione e cercò il sostegno delle potenze straniere per riconquistare il potere assoluto.
  • All'interno dell'Assemblea Nazionale si formarono gruppi contrapposti (moderati e radicali), rompendo l'unità del 1789.
  • La situazione economica continuò a peggiorare, alimentando il malcontento popolare e la fame.
  • I nemici della Rivoluzione (nobili e clero refrattario) si riorganizzarono, mentre eserciti stranieri si preparavano a combattere il nuovo governo.

In questo clima di tensione, Luigi XVI tentò di fuggire in Austria, ma fu arrestato a Varennes e ricondotto a Parigi. L'Austria e la Prussia dichiararono guerra alla Francia per restaurare il vecchio regime. Il popolo, rifiutando il ritorno all'assolutismo, assaltò il palazzo delle Tuileries. Di fronte al caos crescente, l'Assemblea Nazionale indisse nuove elezioni a suffragio universale maschile.

Nota sul suffragio universale: Sistema di votazione in cui tutti i cittadini adulti possono votare, indipendentemente dal censo. All'epoca, il suffragio universale maschile escludeva ancora le donne.

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