Ottimizzazione della Cromatografia Liquida: Triangolo di Snyder e Van Deemter
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Il Triangolo di Snyder e la Selettività in Cromatografia Liquida
Il Triangolo di Snyder è uno strumento concettuale usato in cromatografia liquida per ottimizzare la selettività della fase mobile e quindi migliorare la risoluzione tra i picchi. È una rappresentazione grafica che classifica i solventi organici in base a tre tipi fondamentali di interazioni con l’analita e la fase stazionaria:
- Acidità
- Basicità
- Interazione bipolare
Ogni solvente è una miscela di queste tre componenti e viene posizionato all’interno di un triangolo. Cambiando il solvente lungo direzioni diverse nel triangolo, si modifica il tipo di interazioni, non solo la forza eluente; questo porta a variazioni reali dell’ordine di eluizione e della distanza tra i picchi. La selettività non si ottiene aumentando la forza eluente, ma modificando le interazioni chimiche.
L’Equazione di Van Deemter: Efficienza e Velocità
L’equazione di Van Deemter descrive come varia l’efficienza in funzione della velocità lineare della fase mobile. Si compone di tre termini principali:
A: Percorsi multipli e diffusione di flusso
- Dipende dalla regolarità del column packing.
- È proporzionale al diametro delle particelle della fase stazionaria.
- Per massimizzarlo (ridurre il contributo all'altezza del piatto), occorre ridurre il diametro delle particelle della fase stazionaria e la loro distribuzione granulometrica, oltre a migliorare l’impaccamento.
B: Diffusione molecolare longitudinale
- L’allargamento della banda per effetto della diffusione dipende dal tempo di permanenza dell’analita nella fase mobile e dalla diffusività del soluto.
- Dipende dalla distribuzione del diametro delle particelle della fase stazionaria.
- Per ridurlo, occorre usare particelle di dimensioni uniformi, così che l’impaccamento risulti più compatto e si riducano gli spazi in cui la fase mobile può consentire il fenomeno della diffusione longitudinale.
C: Resistenza al trasferimento di massa
- Più veloce è la fase mobile, minore è il tempo che l’analita ha per equilibrarsi tra le due fasi.
- Dipende dalla velocità di migrazione del soluto dalla fase stazionaria (FS) alla fase mobile (FM).
- Dipende dal diametro e dalla forma delle particelle della fase stazionaria.
Metodi di Quantificazione in HPLC
Per il dosaggio di uno o più componenti mediante HPLC si possono utilizzare due approcci principali:
1. Curva di calibrazione esterna
La concentrazione dell’analita nel campione si ottiene confrontando la risposta strumentale con una curva di calibrazione costruita usando soluzioni standard dell’analita a concentrazione nota. Si definisce curva di calibrazione il grafico che riporta il segnale analitico S in funzione della quantità di analita Q, ottenuta sottoponendo a misurazione degli standard a quantità nota di analita.
2. Metodo dello standard interno
Si aggiunge una quantità nota di una sostanza diversa dall’analita (SI) a tutti gli standard e ai campioni. Il dosaggio si basa sul rapporto delle risposte analita/standard interno. Lo standard interno è una sostanza aggiunta in quantità nota a tutti i campioni da analizzare per compensare eventuali perdite o variazioni strumentali.