Paradigmi della Psicopatologia e Modelli di Intervento Clinico

Classificato in Psicologia e Sociologia

Scritto il in italiano con una dimensione di 8,32 KB

Criteri per definire un disturbo mentale

Per definire un disturbo mentale si utilizzano diversi criteri fondamentali:

  • Distress personale: presenza di un disagio a livello emozionale.
  • Violazione di norme sociali: comportamenti che si discostano dalle regole della collettività.
  • Disabilità e disfunzione: secondo la teoria di Wakefield, la malattia è intesa come una "disfunzione che produce danno", compromettendo aree importanti del funzionamento come il pensiero, il movimento, la volontà e il rapporto con gli altri.

Normalità e Sviluppo

La normalità può essere vista come l'esito del compimento di tappe maturative. Si distingue in:

  • Normalità statistica: intesa come conformità e rispetto delle norme sociali.
  • Anticonformismo: legato a originalità e innovazione.
  • Devianza: intesa come mancato conformismo alle norme sociali o come condizione di pericolosità e irrazionalità (storicamente definita come "follia").

Paradigma Comportamentista

  • Visione meccanicistica dell'uomo: la mente è considerata una black box (scatola nera); sono conoscibili solo i comportamenti osservabili, analizzando il collegamento tra stimoli (input) e comportamento (output).
  • Approccio Empirista: l'esperienza traccia i caratteri normali e psicopatologici.

Condizionamento e Apprendimento

  • Condizionamento Classico (Pavlov): si basa sui principi dell'apprendimento conoscitivo attraverso Stimolo Incondizionato (SI), Stimolo Condizionato/Neutro (SC/SN), Risposta Incondizionata (RI) e Risposta Condizionata (RC).
  • Condizionamento Operante (Thorndike e Skinner):
    • Thorndike (Legge dell'effetto): un comportamento seguito da effetti gratificanti sarà ripetuto, mentre uno seguito da effetti dannosi sarà scoraggiato.
    • Skinner (Principio del rinforzo): il rinforzo è un meccanismo di gratificazione. È positivo se produce una risposta in presenza di un evento piacevole; è negativo se rinforza una risposta attraverso la rimozione di un evento spiacevole.

Tecniche d'intervento

La Token Economy utilizza il rinforzo intermittente a intervalli irregolari per ottenere un apprendimento lento ma duraturo, utile per il mantenimento dei comportamenti desiderati.

Paradigma Cognitivista

L'uomo è visto come un agente attivo ed elaboratore di informazioni (goal-seeking, problem-solving, information-processing). È un sistema a capacità limitata immerso in un ambiente iperstimolante, che organizza informazioni e modifica contenuti.

Cognitivismo Clinico (Beck e Ellis)

  • Beck: focalizzato sulla terapia cognitiva della depressione.
  • Ellis: ideatore della terapia razionale-emotiva.

Secondo questo approccio, le persone costruiscono schemi basati sulle proprie esperienze; se tali schemi sono disfunzionali, insorge la patologia.

Strutture della mente

  • Schemi cognitivi: strutture di conoscenza efficienti capaci di guidare l'attenzione, la percezione e i processi di elaborazione.
  • Pensieri Automatici: flussi di pensiero immediati e spontanei.
  • Credenze: regole, opinioni e assunzioni.
  • Schemi Cognitivi Profondi: sistemi inconsapevoli e difficili da eliminare.

La teoria si riassume nel concetto che l'attività cognitiva influenza il comportamento e le emozioni; essa può essere monitorata e modificata per ottenere un cambiamento terapeutico.

Triade Cognitiva Negativa

Nei pazienti depressi si riscontrano pensieri negativi ricorrenti su se stessi, il futuro e il mondo.

Paradigma Comportamentale-Cognitivo

Meichenbaum e Rachman sviluppano tecniche di intervento come la Ristrutturazione Cognitiva, che prevede l'analisi dei pensieri automatici negativi, la loro sostituzione con pensieri positivi e la messa in discussione delle credenze irrazionali.

Paradigma Sistemico-Familiare

Le famiglie tendono a mantenere lo status quo (omeostasi); quando l'equilibrio si rompe, può insorgere la patologia. Si distinguono diverse tipologie familiari:

  • Famiglie invischiate: l'individuo esiste solo come parte del sistema. I confini interni sono confusi e quelli esterni netti. Prevalgono critiche, senso di colpa, assenza di confronto e mancanza di autonomia di pensiero, affetto e cura.
  • Famiglie disimpegnate: relazioni fredde, genitori distanti, figli che spesso devono accudire i genitori. I confini esterni sono confusi e necessitano di intervento familiare.
  • Famiglie equilibrate: caratterizzate da confini esterni chiari, unione e conforto.

Tecniche di intervento

  • Terapia strutturale della famiglia: esame dei ruoli e dei confini tra i membri.
  • Terapia strategica della famiglia: uso della provocazione e rottura dell'equilibrio per ristabilire i ruoli corretti.

Paradigma Umanistico-Esistenziale

Considera gli uomini come esseri sani e motivati a crescere e sviluppare le proprie potenzialità. La malattia mentale è vista come una distorsione del naturale processo di crescita.

Paradigma Bio-Psicosociale

La psicopatologia è il risultato di concause dovute a caratteristiche personali biologiche, fattori socio-relazionali e schemi di pensiero.

  • Diatesi: elementi presenti nella persona prima della malattia (fattori di rischio causali, prossimali, generali, specifici, di protezione o di potenziamento) che la rendono vulnerabile.
  • Stress: fattore precipitante (trauma o evento stressante) che rompe l'equilibrio. Quando i fattori di rischio superano quelli di protezione, insorge il disturbo, che può poi cronicizzarsi a causa di fattori di mantenimento.

Paradigma Psicodinamico

Trae ispirazione dal lavoro di Freud e dalla sua suddivisione psichica:

  • Es: presente dalla nascita, inconscio, segue il principio del piacere.
  • Io: contenuti consci, segue il principio di realtà.
  • Super-Io: istanza morale, conscia e inconscia.

Approcci principali

  • Melanie Klein (Psicologia delle relazioni oggettuali): il bambino distingue tra oggetto buono (seno) e cattivo; la salute mentale dipende dalla loro successiva integrazione.
  • Heinz Hartmann (Psicologia dell'Io): l'Io controlla Es e Super-Io attraverso meccanismi di difesa per favorire l'adattamento.
  • Donald Winnicott (Psicologia del Sé): sottolinea l'importanza di una "madre sufficientemente buona" che mantenga l'equilibrio tra vicinanza ed esplorazione.

Teoria dell'Attaccamento (Bowlby, 1951)

L'attaccamento è una predisposizione innata alla vicinanza verso la figura di accudimento (caregiver) per ricercare conforto e protezione. La diade madre-bambino vede il caregiver come base sicura. Si distinguono:

  • Attaccamento sicuro: Sé positivo, amabile e di valore; caregiver sensibile, responsivo, coerente e supportivo.
  • Attaccamento ansioso-evitante: Sé negativo, percezione di mancanza di aiuto; il bambino ricerca l'autosufficienza a causa di un caregiver anaffettivo e non responsivo.
  • Attaccamento ansioso-ambivalente: il Sé è ambivalente e dipende dalla risposta altrui; caregiver imprevedibile e incoerente.
  • Attaccamento disorganizzato: Sé negativo, bisogno di rassicurazioni ma confusione costante; associato a caregiver abusanti, maltrattanti o fortemente imprevedibili.

Voci correlate: