Patogenesi Infiammatoria, Tipologie di Tumori e Livelli di Prevenzione

Classificato in Medicina e Scienze della Salute

Scritto il in italiano con una dimensione di 7,06 KB

Patogenesi dell'infiammazione

1. Alterazioni vascolari

In questa fase si verifica la vasodilatazione, che aumenta il flusso sanguigno causando una congestione. Poiché i capillari risultano dilatati, diventano più permeabili, permettendo ai liquidi di fuoriuscire verso l'esterno e produrre un essudato.

2. Migrazione cellulare (Switch)

I leucociti (cellule del sistema immunitario) aderiscono alle pareti endoteliali, un processo noto come emarginazione dei leucociti. Successivamente, i leucociti attraversano l'endotelio e si dirigono verso il sito dell'infezione attraverso un movimento chiamato diapedesi. Una volta raggiunta la lesione, queste cellule procedono a fagocitare particelle estranee e agenti patogeni per eliminarli; questo processo è denominato fagocitosi.

3. Variazioni dell'area della lesione

Si verifica un accumulo di acqua, acidi e fibrinogeno, rendendo la zona rossa e gonfia, configurando il quadro tipico dell'infiammazione.

Sintomi dell'infiammazione

  • Tumore (Edema): aumento del volume dell'area a causa dell'accumulo di sangue e di essudato nel sito dell'infiammazione.
  • Rossore (Rubor): il colore rossastro è dovuto alla vasodilatazione e all'aumento del flusso sanguigno e del metabolismo locale.
  • Calore: prodotto dall'incremento del flusso sanguigno e dall'attività di fagocitosi.
  • Dolore: causato dall'irritazione delle fibre sensoriali dovuta alla pressione e ai mediatori chimici.
  • Impotenza funzionale: mancanza di mobilità o limitazione del movimento nell'area interessata.
  • Altri sintomi: febbre, malessere generale, stanchezza, anoressia e perdita di peso.

Tumori e Neoplasie

Il cancro è costituito da masse di cellule anormali che crescono a una velocità elevata e in maniera scoordinata rispetto ai tessuti normali circostanti. Queste cellule non svolgono alcuna funzione biologica utile, possiedono un metabolismo aumentato, consumano più sostanze nutritive ed energia, e producono sostanze di scarto negative.

Effetti del tumore

In senso stretto, un tumore è una massa causata dall'aumento del numero di cellule che lo compongono, indipendentemente dal fatto che siano benigne o maligne. Quando un tumore è maligno, è capace di invasione, infiammazione e metastasi in siti distanti dal tumore primario.

Tumori Benigni

I tumori benigni non sono cancerosi. Possono essere rimossi tramite escissione e, nella maggior parte dei casi, non si ripresentano. Le cellule dei tessuti benigni non si diffondono ad altre parti del corpo (assenza di metastasi); rimangono unite e sono spesso circondate da una membrana di contenimento o capsula. Di solito non mettono in pericolo la vita, ma possono causare problemi se comprimono organi adiacenti.

Esempi:

  • Fibroma: origine nel tessuto muscolare o connettivo.
  • Osteoma: origine nel tessuto osseo.
  • Angioma: composto solitamente da piccoli vasi sanguigni.
  • Papilloma: massa che sporge attraverso la pelle (es. verruca).

Tumori Maligni o Cancro

Il termine deriva dal greco e significa "granchio". Le cellule cancerogene possono invadere e danneggiare i tessuti e gli organi vicini. Queste si dividono più rapidamente rispetto alle cellule benigne e perdono la somiglianza con i tessuti da cui derivano. Le cellule possono separarsi dal tumore maligno ed entrare nel sistema linfatico o nel circolo ematico (metastasi).

Esempi:

  • Carcinoma: cancro che ha origine nell'epitelio; è il tipo più comune e può apparire su polmoni, pelle, mammella e colon.
  • Sarcoma: compare nel tessuto connettivo di sostegno (tessuti molli), come ad esempio nel tessuto polmonare.

Neoplasia

Letteralmente significa "nuova crescita". Sebbene indichi la formazione di nuovo tessuto, è usato principalmente nel senso di proliferazione cellulare. I tumori possono essere benigni o maligni. Spesso, il termine neoplasia viene utilizzato per indicare specificamente la proliferazione di cellule maligne.

Incidenza del cancro

In medicina, il cancro è un insieme di patologie con sintomi, prognosi e trattamenti diversi a seconda della posizione anatomica, del tipo di cellula e della storia clinica. Nel 2004 è stata la seconda causa di morte, colpendo 160.000 persone con 97.000 decessi (con una distribuzione di circa 32 uomini e 20 donne ogni 100.000 abitanti).

Percentuale di decessi:

  • Uomini: polmone (27%), colon-retto, prostata, patologie ematologiche.
  • Donne: seno (16%), colorettale, patologie ematologiche, polmonari.

Livelli di prevenzione

Secondo l'OMS (1998), la prevenzione comprende misure per evitare l'insorgenza della malattia, ridurre i fattori di rischio, arrestarne l'avanzata e mitigarne le conseguenze.

Prevenzione Primaria

Si attua prima che la malattia si manifesti. L'obiettivo è promuovere modelli di vita sani in ambito sociale, economico e culturale per ridurre le patologie. Include la Promozione della Salute, processo che consente alle persone di esercitare un maggiore controllo sulla propria salute (Conferenza di Ottawa, 1985).

  • Scopo: limitare l'incidenza controllando le cause e i fattori di rischio.
  • Esempi: uso del preservativo per la prevenzione dell'HIV, vaccinazioni di routine, igiene alimentare.

Prevenzione Secondaria

Riguarda le azioni di diagnosi precoce e il trattamento tempestivo. L'obiettivo è curare i pazienti e prevenire conseguenze gravi attraverso l'identificazione della malattia in fase preclinica.

  • Requisiti: disponibilità di metodi sicuri e accurati di screening e terapie efficaci.
  • Esempi: screening del tumore al seno (mammografia), diagnosi precoce del diabete.

Prevenzione Terziaria

Si applica quando la malattia è già conclamata o cronica. Le azioni sono volte a ridurre la prevalenza di disabilità croniche e minimizzare le invalidità consecutive.

  • Obiettivo: rallentare la progressione, evitare recidive e migliorare la qualità della vita attraverso la riabilitazione.
  • Esempi: educazione sanitaria per l'autogestione del diabete, riabilitazione post-ictus, fisioterapia dopo la perdita di arti o poliomielite.

Voci correlate: