Il Pensiero di Immanuel Kant: Giudizi Sintetici a Priori e la Critica della Ragione

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Nozioni Fondamentali: I Giudizi Sintetici a Priori

Kant ha ritenuto opportuno fare una critica della ragione teorica per dimostrare che non si può vedere nulla se non attraverso la natura. Kant scopre che la natura della conoscenza scientifica consiste nell'essere un breve "a priori"; egli riesce a stabilire qual è la natura del sintetico a priori per risolvere il problema del perché la scienza è possibile, come accade nella matematica e nella fisica.

La conoscenza scientifica consiste di giudizi universali e necessari che aumentano la consapevolezza. Pertanto, ci sono prove per stabilire una relazione tra un soggetto e un predicato, che può essere di due tipi:

  • Giudizi analitici: il predicato si identifica con il soggetto e non aggiunge nulla alla conoscenza; pertanto, non sono scientifici (ad esempio: "tutti i corpi sono estesi").
  • Giudizi sintetici: il predicato non è incluso nel soggetto e aggiunge nuova conoscenza, ma non è universale né necessario; pertanto, non sono scientifici (ad esempio: "il tavolo è rosso").

Kant spiega che la visione scientifica si basa sul giudizio sintetico a priori, in quanto soddisfa due condizioni: fornisce informazioni ed è universale e necessario. Se riusciamo a costruire giudizi sintetici a priori è perché, sebbene tutta la nostra conoscenza cominci con l'esperienza, non tutta deriva esclusivamente da essa.

La Sensibilità: Spazio e Tempo come Intuizioni Pure

Tutta la nostra conoscenza comincia con i sensi, ma non tutta proviene da loro. Il prodotto dei sensi sono le intuizioni; esse sono sensibili e non attraversano la barriera della sensibilità. Per Kant, non esiste l'intuizione intellettuale. Tali approfondimenti comprendono:

  1. Empirico a posteriori: derivante dalle esperienze.
  2. Intuizioni pure a priori: non derivanti dall'esperienza, ma precedenti ad essa e condizioni di possibilità dell'esperienza stessa.

Senza di esse non avremmo l'empirico. Le intuizioni pure appartengono alla nostra sensibilità e, grazie a loro, sono possibili le intuizioni di oggetti fuori di noi. Lo spazio non è un concetto, poiché un concetto è un prodotto della nostra comprensione valido per molti oggetti reali (auto, casa, ecc.). Invece, lo spazio è unico; è ciò che permette di collocare tutto al suo interno attraverso l'esperienza da influenze esterne. La sua proprietà è la simultaneità, che permette di collocare molti oggetti contemporaneamente. È quindi possibile la geometria come scienza, perché non prende nulla dalla realtà, ma vi aggiunge la propria struttura.

Un'altra intuizione pura è il tempo, caratterizzato dalla successione. Si tratta di una condizione di tutta la nostra esperienza interiore. Il tempo non è un concetto: se lo fosse, sarebbe applicabile a molti, mentre ne esiste uno solo. Di queste due intuizioni pure a priori, il tempo assume un ruolo centrale in quanto fornisce la possibilità di tutta l'esperienza interna ed esterna. Pertanto, l'aritmetica è possibile come scienza, perché il calcolo è un'astrazione logica del tempo.

L'Intelletto e le Categorie: La Fisica come Scienza

Le intuizioni sono necessarie ma non sufficienti per la conoscenza. Abbiamo bisogno di un altro potere conoscitivo: la comprensione (intelletto). Allo stesso modo in cui la sensibilità produce intuizioni, l'intelletto produce concetti e giudizi. Come per la sensibilità, i concetti dell'intelletto possono essere:

  • Puri "a priori": non possono essere indotti dalla realtà, ma dedotti (le categorie).
  • Empirici "a posteriori": derivano da una o più intuizioni empiriche, sussunte sotto un concetto puro.

Quando uniamo le intuizioni e i concetti puri, otteniamo una conoscenza pura espressa in giudizi sintetici a priori. La Fisica è una scienza perché rende possibili i giudizi sintetici a priori: sintetici perché si riferiscono al mondo fenomenico dell'esperienza e "a priori" perché sono sostenuti dalle categorie di causa ed effetto. Le categorie possono essere applicate solo ai fenomeni, cioè oggetti che si manifestano nell'esperienza. Le idee trascendentali — anima, mondo e Dio — vanno oltre i limiti dell'esperienza; pertanto, appartengono al noumeno, ovvero ciò che si può solo pensare ma non conoscere.

Kant e l'Illuminismo: L'Uscita dallo Stato di Minorità

Kant è stato considerato il filosofo più illuminato. Nonostante le dure critiche e gli eccessi dell'epoca, il filosofo tedesco rimase fedele ai valori illuministi. L'Illuminismo fu un movimento intellettuale nato nel XVII secolo in Inghilterra e sviluppatosi nel XVIII secolo in Francia e Germania, diffondendosi in tutta Europa. Kant lo definì come "l'uscita dell'uomo dallo stato di minorità", in contrasto con il periodo precedente in cui l'uomo aveva rinunciato all'uso della ragione.

L'uomo è un essere razionale e buono per natura. La ragione è la caratteristica centrale dell'essere umano a scapito dei sentimenti; l'ideologia illuminista non riconosce la tradizione o l'autorità precostituita, ma lotta contro i pregiudizi. Il concetto di umanità illuminata è universale: tutti gli uomini sono uguali e liberi. Inoltre, la miseria dell'uomo è considerata accidentale e non un elemento radicale della sua natura, il che permette al filosofo di concepire la storia umana come un progressivo miglioramento morale e materiale.

Il pensiero critico si rivolse anche alla religione, preferendo posizioni deiste o atee. La scienza gioca un ruolo fondamentale nel secolo dei Lumi, depositando piena fiducia nella tecnica per migliorare le condizioni umane. Politicamente, l'Illuminismo ha promosso riforme umanizzanti contro il potere assoluto attraverso il "dispotismo illuminato", difendendo la rivoluzione contro i poteri costituiti e sostenendo la Repubblica (come nelle rivoluzioni americana e francese). Tuttavia, gli eccessi rivoluzionari furono un duro colpo per il progetto di fraternità: il sonno della ragione genera mostri.

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