Il Pensiero di Ludwig Wittgenstein: Tra Filosofia del Linguaggio ed Etica
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Il Ruolo della Filosofia tra il Tractatus e le Ricerche Filosofiche
Secondo Ludwig Wittgenstein, il ruolo della filosofia consiste nell'incoraggiare il chiarimento delle proposizioni e nel non abbandonare le ingannevoli forme di aiuto del linguaggio comune. La filosofia non è una scienza; essendo priva di senso, le proposizioni filosofiche vengono spesso create a causa dell'incomprensione del linguaggio.
Il Metodo Filosofico e il Silenzio
Il metodo corretto è quello di non dire "nulla se non ciò che si può dire". Ogni volta che qualcuno afferma qualcosa di metafisico, la filosofia deve dimostrare che tale persona non ha attribuito un significato a certi segni. Queste affermazioni sono prive di significato poiché tentano di superare i limiti del linguaggio e del mondo; nulla, infatti, può essere detto a proposito del mondo nella sua interezza. Per questo motivo, il silenzio in questo campo definisce la dimensione del mistico.
Linguaggio Scientifico e Attività Critica
Il linguaggio scientifico è l'unico ad avere senso ed è considerato un modello ideale. Tuttavia, esiste la possibilità del mistico, al di là della lingua, in cui risiedono i veri problemi dell'essere umano. Tra queste due aree, la filosofia si definisce come un'attività critica del linguaggio. Essa non rifiuta la realtà che si trova al di là: il fatto che qualcosa sia inesprimibile non significa che non si possa apprendere o comprendere; anzi, quella realtà è proprio la più importante.
Le Funzioni della Filosofia
Pertanto, il ruolo della filosofia è lo studio dei giochi linguistici per eliminare i falsi problemi che nascono dal loro complesso uso. Essa assolve a due funzioni principali:
- Funzione descrittiva: per conoscere e descrivere i fatti.
- Funzione terapeutica: identifica il cattivo uso del linguaggio che genera pseudoproblemi filosofici (metafisica).
L'Etica nel Pensiero di Wittgenstein
Nel Tractatus Logico-Philosophicus si legge che "non ci possono essere proposizioni etiche". Tuttavia, Wittgenstein offre un'altra visione della questione nella sua Conferenza sull'etica, dove smette di credere che le descrizioni generali delle proposizioni possano essere espresse solo in termini di valori di verità.
I Due Sensi del "Buono"
Egli distingue due sensi della parola buono:
- Senso relativo: "buono" significa che soddisfa uno standard predeterminato.
- Senso assoluto: in ambito etico, non può essere definito facilmente. Le nostre parole possono trasmettere solo sensi naturali e fatti.
L'etica, se esiste, è soprannaturale; essa non accade come accadono le cose del mondo, alle quali ci riferiamo con decisioni relative. Per parlarne, dobbiamo usare esempi, similitudini e metafore; se le priviamo di questi elementi, vediamo che dietro a tali fatti non esiste nulla di descrivibile.
Le Esperienze Etiche Fondamentali
Wittgenstein descrive tre esperienze etiche fondamentali:
- Stupore
- Sicurezza
- Senso di colpa
Queste sono chiaramente esperienze soprannaturali che sembrano reali ma restano indescrivibili. Non possiedono un senso logico, poiché la mancanza di senso è la loro stessa essenza: esse cercano di andare oltre il linguaggio e la mera esperienza dei fatti. Di conseguenza, non aggiungono nulla alla conoscenza umana, ma rappresentano una tendenza dello spirito umano.