Pensiero politico e letterario di Guicciardini, Ariosto e Machiavelli
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Guicciardini
Il pensiero di Guicciardini
Il pensiero di Guicciardini nasce dalla sua formazione giuridica unita all'attività politico-diplomatica. La storia non è guidata da alcun disegno provvidenziale; al contrario, Guicciardini sottolinea la discontinuità e la netta incompatibilità della condizione presente con il passato. La storia è il risultato del convergere e dell’intrecciarsi casuale delle azioni umane.
L’unica forma di conoscenza passa attraverso il primato dell’esperienza, che rende l’uomo consapevole della distanza che separa teoria da prassi. Fondamentale è l’uso della discrezione, ovvero della prudenza, che consiste nel saper valutare la specificità di ciascuna situazione.
- Passione politica: Nei suoi primi scritti è acceso da una viva passione, ma con il passare degli anni evita di proporre soluzioni, limitandosi a constatare la triste condizione presente e l’instabilità della sorte umana.
- Il "particulare": A differenza di Machiavelli, che non smette di credere in una soluzione politica, Guicciardini si rassegna. Il fallimento di ogni progetto politico propugna la difesa del particulare, ovvero l’interesse privato.
- Fortuna e sorte: Per l’uomo il futuro è imprevedibile, segnato dalla casualità irrazionale della fortuna. Saggio è chi sa assecondare il corso degli eventi.
I Ricordi
Composti tra il 1512 e il 1530, i Ricordi sono una raccolta di riflessioni brevi nate per un uso privato. L'opera presenta una struttura aperta, frammentata e asistematica. Il filo conduttore è il rapporto tra l’io e il mondo, basato sull'osservazione empirica dei particolari.
Termini chiave
- Discrezione: Capacità di discernimento dei differenti aspetti delle cose.
- Esperienza: Fondamento della conoscenza umana e mezzo di giudizio.
- Particulare: Salvaguardia dell'interesse individuale.
- Fortuna: Forza imprevedibile che condiziona l’agire.
- Prudenza: Capacità di discernere fra situazioni particolari.
Ariosto
Epistolario e Satire
Nell'epistolario, Ariosto scrive senza filtri, a differenza del ritratto ideale offerto da Petrarca. Le Satire, divise in sette componimenti di argomento autobiografico, utilizzano un tono colloquiale e una struttura dialogica per giustificare le scelte di vita del poeta, rivendicando la propria dignità e il diritto di scegliere, lontano dalla mondanità cortigiana.
Teatro e Orlando Furioso
Ariosto recupera la commedia classica latina (Plauto e Terenzio), cercando di creare un linguaggio comico in volgare. L'Orlando Furioso, opera di una vita, intreccia vicende epiche e amorose con un intento encomiastico verso la famiglia d'Este. Il poema esplora la fragilità dell’animo umano attraverso il tema della follia, contrapponendo il dovere cavalleresco alla forza centrifuga dell'amore, rappresentata da Angelica.
Machiavelli
Teoria dell'anaciclosi e pensiero politico
Machiavelli riprende la teoria di Polibio sull'evoluzione ciclica dei regimi politici. La sua preferenza va alla Repubblica, poiché le istituzioni hanno maggiore durata e sono più attrezzate per armonizzare gli interessi particolari. Per contrastare la decadenza, propone di prendere a modello l’antica Roma.
Opere principali
- Lettere: Documentano l'attività diplomatica e il rapporto di stima con Guicciardini.
- Discorsi sopra la prima deca di Tito Livio: Una riflessione sulla nascita, lo sviluppo e la decadenza degli Stati, basata sulla storia romana.
- Istorie fiorentine: Analisi delle vicende di Firenze con l'urgenza di un disegno politico che si adatti alla contingenza.
- La Mandragola: Commedia in cinque atti che rivela una visione pessimistica dell'ambiente sociale, dove l'inganno e l'uso strumentale della religiosità sono strumenti per ottenere l'utile.
- Arte della guerra: Trattato che sostiene la necessità di milizie cittadine rispetto a quelle mercenarie, esortando i principi italiani a salvare lo Stato.