Il Pensiero Politico Moderno: Da Montesquieu a Napoleone e Sieyès

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1. Memorie di Napoleone Bonaparte (Sant'Elena, 1814)

  • Località: Isola di Sant'Elena, 1814
  • Fonte: Memorie di Napoleone
  • Destinatari: Pubblico generale
  • Autore: Napoleone Bonaparte

Idee principali: Napoleone, ormai sconfitto, scrive delle sue idee soffermandosi sui suoi più grandi successi come soldato e statista. Tra questi spicca la strutturazione ed esecuzione di una legge di trascendente importanza (il Codice Napoleonico, rimasto fondamentale fino ai giorni nostri). Si mostra orgoglioso di essere diventato un uomo potente partendo dal nulla — avendo detenuto il controllo sulla maggior parte dell'Europa per dieci anni — e dichiara che il governo imperiale da lui guidato era, in realtà, una specie di repubblica.

2. Montesquieu e la Separazione dei Poteri

  • Opera: Lo spirito delle leggi (1748)
  • Contesto: L'articolo "Privilege" dell'Enciclopedia (1751-1752)
  • Autore: Montesquieu (Charles-Louis de Secondat). Di nobile nascita, nella sua opera più celebre criticò aspramente il dispotismo. Sostenne con forza il principio della separazione dei poteri: il potere legislativo al Parlamento, il potere esecutivo al sovrano e il potere giudiziario a una magistratura indipendente. Questo rappresenta il suo più grande contributo alla storia del pensiero politico moderno.

Sintesi delle Idee:

  • Idea principale: Il potere non può essere concentrato nelle mani di una sola persona, altrimenti non vi è libertà per i cittadini.
  • Idea secondaria: La concentrazione del potere genera paura e favorisce la promulgazione di leggi tiranniche. In assenza di pesi e contrappesi, la vita dei cittadini sarebbe governata in modo del tutto arbitrario dal re.

3. Emmanuel Joseph Sieyès e la Francia del 1789

  • Contesto storico: La situazione e la posizione sociale in Francia nel 1789.
  • Origine: Il saggio tratta della nazione in rapporto al Terzo Stato.
  • Destinatari: Il pubblico dei lettori e i cittadini francesi.
  • Autore: Emmanuel Joseph Sieyès, abate, scrittore e teorico politico, figura chiave delle costituzioni della Rivoluzione Francese e dell'età napoleonica.

Idee e Rivendicazioni:

Sieyès evidenzia la netta opposizione tra i ceti privilegiati e i diseredati per ridefinire il concetto stesso di nazione. Giunge alla conclusione che tutti i membri della società condividono la stessa cultura e storia, motivo per cui non dovrebbero esistere disuguaglianze basate sui privilegi di nascita.

Il popolo rivendica i propri diritti fondamentali (come il diritto di voto) e contesta i privilegi dei nobili, che non sono giustificati dal duro lavoro. Nel sistema di voto tradizionale, il Terzo Stato non poteva mai far valere la propria voce poiché rappresentava una minoranza nei voti per ordine, pur costituendo la stragrande maggioranza della popolazione.

Conclusioni e Opinione Personale

Conclusione: I privilegi feudali devono essere eliminati. Poiché il Terzo Stato rappresenta il motore principale dell'economia nazionale, dovrebbe godere di maggiori diritti, o quantomeno degli stessi diritti degli altri ordini. Sieyès fa appello al concetto moderno di nazione proprio per impedire il ritorno all'Antico Regime.

Opinione personale: Il modo in cui Sieyès si scaglia contro i privilegiati e la scarsa considerazione che mostra per la nobiltà parassitaria è straordinario. Trovo sorprendente la sua determinazione nell'andare controcorrente e sfidare apertamente l'intero sistema stabilito dell'epoca.

Voci correlate: