Il Pensiero di San Tommaso d'Aquino nel Contesto del XIII Secolo

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Il contesto storico del XIII secolo

Il quadro storico in cui si sviluppa il pensiero del nostro autore è il XIII secolo, un'era definita "Medioevo", periodo che abbraccia la metà dell'XI secolo fino alla fine del XV secolo. Dopo alcuni secoli caratterizzati da limitata mobilità sociale e da un sistema rigido, conosciuti come "secoli bui" (fino all'XI secolo), l'Europa raggiunge il suo apogeo nel XIII secolo.

Il XIII secolo è lo scenario in cui si è consumata ancora una volta la lotta tra l'imperatore e il papa, scontri che hanno portato al trionfo del papato (la teocrazia papale). È inoltre il periodo d'oro della teologia e della filosofia scolastica, il secolo di consolidamento dei comuni e della borghesia, la nascita delle università e degli ordini mendicanti (francescani e domenicani). Infine, nel XIII secolo l'Europa assiste a un evento fondamentale dal punto di vista filosofico: l'incontro con le opere di Aristotele.

La società e la cultura del tempo

La società del tempo di San Tommaso d'Aquino era una società feudale pre-rinascimentale, organizzata in tre classi principali:

  • Nobiltà
  • Borghesia
  • Contadini

La Chiesa esercitava una forte influenza attraverso gli ordini mendicanti (domenicani e francescani). È anche il secolo delle cattedrali gotiche e delle scuole di traduttori, che acquisiscono grande importanza.

La filosofia medievale: Patristica e Scolastica

La filosofia nel Medioevo attraversa due fasi principali: la patristica e la scolastica. Si definisce "scolastica" la filosofia cristiana medievale, nata nelle scuole monastiche, cattedrali e palatine, e successivamente, nel XIII secolo, nelle università. Tommaso d'Aquino fa parte del periodo d'oro dell'alta Scolastica.

Il rapporto tra fede e ragione

In entrambe le fasi, il problema del rapporto tra fede e ragione, filosofia e teologia occupa un posto centrale:

  • La prima sintesi: Nei secoli precedenti, autori come Sant'Agostino e Sant'Anselmo avevano scelto il platonismo per effettuare la prima sintesi tra fede e ragione, raggiungendo un'armonia ottimale.
  • La sfida aristotelica: Il quadro cambia nel XIII secolo con l'arrivo delle opere di Aristotele e dei suoi commentatori. La sua conoscenza offre una spiegazione razionale dell'uomo e del mondo al di fuori della fede (e, nel caso dell'averroismo latino, in potenziale contraddizione con essa).

Tommaso d'Aquino affronta la sfida di armonizzare filosofia o ragione (Aristotele) e teologia (fede cristiana), dimostrando la possibilità di comprensione tra di esse. Questa rappresenta la seconda grande sintesi del Medioevo. Considerando che all'inizio del XIII secolo alcune opere di Aristotele erano nella "lista dei titoli vietati", il contributo di Tommaso acquisisce ancora più valore e l'originalità del suo pensiero risulta fuori dubbio.

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