Il Pensiero di Sant'Agostino e San Tommaso d'Aquino nel Contesto Storico e Filosofico
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Il Contesto Storico e Filosofico di Sant'Agostino d'Ippona
Inquadrare il pensiero di Sant'Agostino d'Ippona nel contesto storico, culturale e filosofico del suo tempo è fondamentale per comprenderne la portata. Il contesto storico è determinato dal consolidamento del cristianesimo agostiniano e dalla fine dell'Impero Romano d'Occidente. Il cristianesimo, nei primi tre secoli della nostra era, acquisì un grande sviluppo, soprattutto nelle province orientali dell'Impero. Con l'imperatore Teodosio, nel IV secolo, divenne la religione ufficiale dell'impero romano.
Agostino presenta questo evento storico come un simbolo della fine della città corrotta e proclama la gloria della "Città di Dio". Questi avvenimenti segnano la caduta dell'Impero Romano d'Occidente e l'inizio del Medioevo. Quando nel 313 l'imperatore Costantino accettò il cristianesimo, la nuova fede manifestò un rinnovato splendore. Sorsero così numerose basiliche modellate sulle basiliche civili romane e cappelle dedicate ai santi. I massimi rappresentanti di questa corrente culturale sono autori del calibro di:
- Sant'Ambrogio, arcivescovo di Milano;
- San Girolamo, che tradusse la Bibbia in latino;
- San Gregorio Magno, che fu papa;
- Lo stesso Sant'Agostino, autore cardine della cultura medievale nell'Occidente cristiano.
Il Contesto Storico e Filosofico di San Tommaso d'Aquino
Inquadrare il pensiero di San Tommaso d'Aquino nel contesto storico, culturale e filosofico del suo tempo ci porta direttamente nel XIII secolo, un periodo caratterizzato da una profonda rinascita economica e culturale in Europa. In campo politico, la cristianità occidentale mostrava due rami principali di potere: l'imperatore e il papa, protagonisti di un costante conflitto, come quello celebre tra Enrico IV, imperatore tedesco, e Gregorio VII. Nel XIII secolo, sotto Papa Innocenzo III, si consolidò un regime teocratico. Successivamente, durante il XIV secolo, si produsse lo Scisma d'Occidente, in cui la Chiesa si trovò ad avere due Papi contemporaneamente, uno a Roma e uno ad Avignone.
La caratteristica più importante della società del tempo è la ricomparsa della vita urbana a partire dall'XI secolo, che diede spazio alla nascita dei borghi. I suoi abitanti, i borghesi, si dedicavano al commercio e allo scambio delle eccedenze dei prodotti agricoli e dell'artigianato. La struttura sociale, economica e politica rimaneva comunque di stampo feudale, basata su rapporti di vassallaggio. I ruoli di massimo potere erano occupati dal Papa e dall'Imperatore. A causa della distribuzione iniqua del potere e della ricchezza, in questo periodo i conflitti sociali erano frequenti.
A partire dalla metà del XII secolo, in contrapposizione all'arte romanica (di carattere prevalentemente rurale e monastico), nacque il gotico, un'arte tipicamente urbana. Nelle città in crescita si allargò lo spazio delle chiese, dando così origine alle grandi cattedrali, destinate sia alla liturgia sia a ospitare decisioni su questioni profane. Nell'arte e nella letteratura, l'influenza della Francia fu notevole. In questo secolo vennero introdotte le opere di Aristotele in Occidente, che furono assimilate dai pensatori cristiani sia nella versione radicale dell'averroismo latino, sia nella versione moderata di Tommaso d'Aquino, che propose un'integrazione armoniosa tra fede e ragione.