I Plastidi: Struttura, Funzioni e Classificazione nelle Cellule Vegetali

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I Plastidi: Definizione e Origine

I plastidi sono un gruppo di organuli unici per le cellule delle piante, caratterizzati da una forma e dimensioni variabili, delimitati da una doppia membrana e contenenti un DNA circolare.

Tutti i plastidi derivano dai proplastidi, organuli indifferenziati presenti nelle cellule in divisione di radici e germogli. A seconda delle esigenze della cellula, i proplastidi si differenziano in vari tipi di plastidi maturi, capaci di trasformarsi da una tipologia all'altra. L'insieme dei plastidi di una cellula è chiamato plastidoma.

Classificazione dei Plastidi

Esistono diversi tipi di plastidi, che differiscono per struttura e funzione:

  • Cloroplasti: I più abbondanti, contengono clorofilla prodotta e immagazzinata in membrane chiamate tilacoidi. Sono presenti in tutte le parti verdi delle piante.
  • Cromoplasti: Contengono vari pigmenti come carotenoidi (giallo/arancio), xantofille (giallo) e licopene (rosso). Privi di clorofilla e tilacoidi, si trovano in radici (es. carote), frutti (es. pomodori, peperoni) e alcuni petali.
  • Leucoplasti: Incolori e privi di pigmento, si trovano in tessuti non fotosintetici, cellule embrionali e regioni meristematiche non esposte alla luce. Si distinguono in:
    • Amiloplasti: Accumulano amido in depositi stratificati.
    • Proteinoplasti: Accumulano proteine sotto forma di cristalli o filamenti; comuni nel floema.
    • Elaioplasti (o oleoplasti): Immagazzinano lipidi e oli, comuni nella polpa di oliva e nei cotiledoni di girasole.

La differenziazione non è sempre irreversibile: ad esempio, le radici di carota esposte alla luce possono trasformare i cromoplasti in cloroplasti, acquisendo una colorazione verde.

I Cloroplasti: Struttura e Funzione

I cloroplasti si trovano nel citoplasma di tutte le cellule vegetali fotosintetiche e sono i principali responsabili della fotosintesi. Se le piante crescono al buio, i proplastidi si arrestano in una fase intermedia chiamata etioplasti, che sviluppano una struttura tubolare interna anziché clorofilla.

Componenti del Cloroplasto

  • Membrana esterna: Contiene porine, rendendola permeabile a piccole molecole.
  • Membrana interna: Impermeabile a ioni e metaboliti, che transitano tramite trasportatori specifici.
  • Spazio intermembrana: Lo spazio tra le due membrane.
  • Stroma: La matrice interna che contiene proteine, DNA e ribosomi. È la sede della fissazione della CO2 e della sintesi di carboidrati e acidi grassi. Al suo interno troviamo:
    • Membrane tilacoidali: Formano una rete di dischi appiattiti. Si dividono in:
      • Tilacoidi di grana: Dischi impilati che formano i grana.
      • Tilacoidi dello stroma (lamelle): Collegano i grana tra loro.
    • DNA circolare: Conferisce al cloroplasto una parziale autonomia dal nucleo.
    • Ribosomi (70S): Simili a quelli batterici.
    • Granuli di amido e proteine solubili: Coinvolti nel ciclo di Calvin per la conversione della CO2 in carboidrati.

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