Politiche Economiche in Perù: Ortodossia del FMI e il Modello Eterodosso

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L'Ortodossia Economica: Il Governo Belaúnde e il FMI

Sotto il governo di Fernando Belaúnde Terry, il Perù fu costretto a seguire le direttive del Fondo Monetario Internazionale (FMI). Queste misure includevano:

  • Riduzione del bilancio statale.
  • Aumento delle tariffe dei servizi di pubblica utilità.
  • Svalutazione della moneta nazionale, il Sole.

Di conseguenza, con una moneta dal valore ridotto, i costi per l'importazione dei prodotti aumentarono drasticamente. Le misure imposte dal FMI hanno provocato una grave recessione dovuta alla contrazione della domanda, che ha colpito direttamente le tasche dei cittadini. Il cittadino, impoverito, ha iniziato a consumare meno e, di conseguenza, a pagare meno tasse. Nel 1984, il governo Belaúnde entrò in mora con il pagamento del debito estero.

Il Programma Eterodosso di Alan García

Con l'ascesa di Alan García, venne implementato un programma eterodosso basato su pilastri differenti:

  • Limitazione del debito: Il pagamento del debito estero fu limitato al 10% del valore delle esportazioni peruviane.
  • Riforma Monetaria: Fu introdotta una nuova moneta, l'Inti, che sostituì il Sole ormai svalutato.
  • Controllo dei Prezzi: Furono congelati i prezzi dei beni di base, i salari e il tasso di cambio rispetto al dollaro.

L'obiettivo era evitare l'aumento dei prezzi affinché i consumatori avessero più disponibilità economica da destinare ad altri settori, favorendo così la ripresa economica generale.

Le Basi Teoriche del Modello Eterodosso

L'idea centrale era che, per ripagare il debito, fosse prima necessario riattivare l'economia. In quest'ottica, ridurre le importazioni (come suggerito dal FMI) era considerato controproducente, poiché la produzione industriale peruviana dipendeva fortemente dall'importazione di macchinari e materie prime.

Allo stesso modo, il pagamento integrale del debito estero veniva visto come un ostacolo, poiché comportava l'esportazione di capitali necessari alla crescita interna. Mentre il FMI sosteneva che l'inflazione in Perù fosse causata da un eccesso di domanda stimolato da una spesa pubblica eccessiva, Alan García e il suo team economico ritenevano che l'economia peruviana avesse il potenziale per aumentare l'offerta in modo significativo.

In altre parole: il FMI riteneva che lo Stato stesse cercando di coprire il disavanzo di bilancio attraverso l'emissione di moneta senza copertura, generando così inflazione.

Effetti e Criticità del Modello

Nonostante un'iniziale ripresa economica, lo Stato vide a malapena un incremento delle entrate. Erano necessari investimenti massicci per installare nuova capacità produttiva e sostenere la bilancia commerciale nazionale. Tuttavia, il settore pubblico tornò in deficit alla fine del 1986.

La scarsa fiducia del pubblico nel modello economico portò a una crisi di credibilità per García. Entro la fine del 1986, molti cittadini iniziarono a convertire i propri Intis in dollari, accelerando il collasso del sistema.

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