Principi di Redazione del Bilancio d'Esercizio e Criteri di Valutazione OIC

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1. La Clausola Generale e la Gerarchia delle Norme (Art. 2423 c.c.)

La clausola generale rappresenta il vertice assoluto della piramide normativa del bilancio ed è contenuta nell'articolo 2423 del Codice Civile. Essa stabilisce che il bilancio d'esercizio deve essere redatto con chiarezza e deve rappresentare in modo veritiero e corretto la situazione patrimoniale, finanziaria e il risultato economico dell'impresa.

  • Il significato di "Veritiero e Corretto" (True and Fair View): Non significa ricercare una verità matematica assoluta. Il bilancio è intrinsecamente composto da stime, congetture e valutazioni (si pensi alla vita utile di un macchinario o alla svalutazione di un credito). "Veritiero" significa che i dati storici devono essere reali e le stime devono essere oggettive e motivate. "Corretto" significa che il redattore deve applicare le regole contabili in modo onesto, neutrale e tecnicamente ineccepibile, senza l'intento di favorire o danneggiare determinati stakeholder.

  • L'obbligo di deroga (Art. 2423, comma 5): È una regola eccezionale che dimostra la supremazia della clausola generale. Se, in casi del tutto eccezionali, l'applicazione di una specifica norma di legge contrasta o impedisce la rappresentazione veritiera e corretta, il redattore del bilancio ha l'obbligo di derogare a quella norma. Nella Nota Integrativa si dovranno motivare la deroga e spiegare l'impatto sui conti. Se dalla deroga scaturisce un guadagno economico (un utile), questo non può essere distribuito ai soci, ma deve essere accantonato in una riserva di patrimonio netto non distribuibile, a tutela dell'integrità del capitale.

Il principio della rilevanza (Art. 2423, comma 4)

Introdotto per evitare che il bilancio si appesantisca di informazioni inutili, stabilisce che un'azienda può non rispettare gli obblighi di quotazione, valutazione, presentazione e informativa se il loro effetto è quantitativamente e qualitativamente irrilevante per la comprensione della situazione aziendale. Resta comunque fermo l'obbligo di tenere una contabilità regolare.

2. Il Principio della Prudenza vs Competenza Economica (Art. 2423-bis)

I postulati della prudenza e della competenza economica sono i due motori che regolano l'assegnazione dei costi e dei ricavi al corretto anno d'esercizio. Spesso si trovano in una situazione di apparente contrasto, risolta dal Codice Civile dando una netta prevalenza alla prudenza per evitare l'annacquamento del capitale.

  • La Competenza Economica: Prevede che i costi e i ricavi debbano essere imputati all'esercizio a cui si riferiscono economicamente e temporalmente, a prescindere dal momento in cui avviene l'incasso o il pagamento monetario (manifestazione finanziaria). Un ricavo si considera economicamente di competenza quando il processo di produzione del bene o servizio è concluso e il passaggio dei rischi e benefici è avvenuto. Un costo è di competenza quando trova il suo correlato ricavo, oppure quando ha esaurito la sua utilità futura.

  • La Prudenza: È il principio cardine a tutela dei terzi creditori e della stabilità aziendale. Si traduce in una regola asimmetrica fondamentale: gli utili sperati non si iscrivono, le perdite temute si iscrivono immediatamente.

    • Si possono includere in bilancio solo gli utili effettivamente realizzati alla data di chiusura dell'esercizio.
    • Si devono obbligatoriamente computare tutte le perdite, i rischi e gli oneri di competenza, anche se conosciuti dopo la data di chiusura dell'esercizio, ma prima della formale redazione del bilancio.
  • Il nesso e la convivenza: La prudenza funge da "correttore" della competenza. Se un ricavo appartiene temporalmente all'esercizio in corso secondo la competenza, ma la sua realizzazione è incerta, la prudenza impone di non contabilizzarlo. Al contrario, se un costo o un rischio è di competenza futura ma si manifesta come probabile già nell'esercizio in corso, la prudenza impone di anticiparlo e registrarlo subito a Conto Economico (es. creando un Fondo Rischi).

3. Sostanza Economica vs Forma Giuridica (OIC 11)

Il postulato della prevalenza della sostanza sulla forma richiede che la rilevazione e la rappresentazione delle operazioni in bilancio avvengano tenendo conto della loro essenza economica e finanziaria, e non solo degli aspetti formali o contrattuali del negozio giuridico.

  • La logica di fondo: Se l'informativa di bilancio deve essere utile per i lettori (investitori, banche, fornitori), essa deve mostrare la reale dinamica dei fatti di gestione. Fermarsi alla pura forma giuridica di un contratto rischierebbe di nascondere la vera natura dell'operazione.
  • Il caso di scuola (Leasing Finanziario): Il leasing finanziario descrive perfettamente questo sdoppiamento. Sotto il profilo della forma giuridica, la proprietà del bene resta della società di leasing. Sotto il profilo della sostanza economica, l'azienda utilizzatrice assume tutti i rischi e i benefici, comportandosi come l'effettiva proprietaria.
  • Nota per l'esame OIC: Nel bilancio d'esercizio italiano, le operazioni di leasing vengono ancora registrate secondo il metodo patrimoniale (privilegiando la forma). Tuttavia, l'OIC 11 e l'art. 2427 c.c. impongono di inserire in Nota Integrativa un prospetto che simuli il metodo finanziario.

4. La Valutazione delle Immobilizzazioni e il Test di Impairment (OIC 16 e OIC 9)

Le immobilizzazioni rappresentano la struttura fissa dell'azienda. La regola base stabilisce che esse vadano iscritte al costo storico, al netto delle quote di ammortamento accumulate.

  • La perdita durevole di valore: L'azienda deve verificare periodicamente se vi sono indicatori di perdita di valore. In quel caso, si confronta il valore contabile netto con il suo valore recuperabile.

  • Cos'è il Valore Recuperabile? È il maggiore tra:

    • Fair Value (Valore equo netto): Il prezzo di vendita del bene sul mercato al netto dei costi di dismissione.
    • Valore d'uso: Il valore attuale dei flussi di cassa attesi dall'utilizzo continuo del bene.
  • La svalutazione e il ripristino: Se il valore contabile è superiore al valore recuperabile, si procede alla svalutazione. Se le cause della svalutazione vengono meno, l'azienda deve effettuare un ripristino di valore, con il limite del costo storico ammortizzato. L'avviamento non può mai essere oggetto di ripristino.

5. Costo Ammortizzato e Attualizzazione (OIC 15 e OIC 19)

Il criterio del costo ammortizzato serve a valutare i crediti e i debiti a medio-lungo termine, distribuendo i costi accessori lungo tutta la durata del rapporto.

  • La logica del Tasso di Interesse Effettivo (TIE): Il costo ammortizzato permette di spalmare le spese di transazione sulla durata del debito/credito attraverso il TIE, riflettendo il costo finanziario reale.

  • Il meccanismo dell'Attualizzazione: Si applica quando il tasso nominale è significativamente diverso dal tasso di mercato. Il principio impone di attualizzare i flussi finanziari futuri utilizzando il tasso di mercato, rilevando la differenza iniziale a Conto Economico.


Domande di Approfondimento

1) Commento all'art. 2423 del Codice Civile: Chiarezza, Veridicità e Correttezza.

La norma citata è la clausola generale di redazione del bilancio. La chiarezza esprime la capacità del bilancio di essere compreso dai terzi attraverso l'osservanza degli schemi, la comparabilità delle voci e il divieto di compensi tra partite. Il modo veritiero si riferisce a criteri di valutazione ispirati a una rappresentazione oggettiva, pur nel rispetto della discrezionalità tecnica. Il modo corretto si manifesta con la correttezza aritmetica, economica, l'onestà e la neutralità. Questa norma fa da corollario alle norme seguenti (artt. 2423-bis, 2423-ter, 2424, 2425, 2426, 2427) che dettagliano i principi di redazione, gli schemi e i criteri di valutazione, supportati dai principi contabili nazionali OIC.

2) Finalità della Nota Integrativa e informazioni sulle immobilizzazioni (Art. 2427 c.c.).

La Nota Integrativa fornisce un commento esplicativo e integrativo dei dati sintetici dello Stato Patrimoniale e del Conto Economico. Per le immobilizzazioni, ai sensi del punto n. 2 dell'art. 2427, essa deve indicare per ciascuna voce: il costo, le quote di ammortamento, le svalutazioni e rivalutazioni dell'anno; le acquisizioni, gli spostamenti, le alienazioni e i valori accumulati degli anni precedenti.

3) Valutazione dei lavori in corso su ordinazione (Lavori Pluriennali).

Per lavori in corso su ordinazione si intende un contratto di durata superiore a dodici mesi (commesse). Il problema valutativo riguarda l'imputazione di costi e ricavi rispettando competenza e prudenza. Il Codice Civile e l'OIC 23 prevedono due criteri: il metodo della percentuale di completamento (che suddivide il margine lungo la durata dell'opera in base ai costi sostenuti) e il metodo della commessa completata (che imputa il margine solo alla consegna). La normativa fiscale prevede che le variazioni concorrano a formare il reddito d'esercizio in base al criterio della percentuale di completamento.

4) Finalità del bilancio consolidato e concetti di controllo e collegamento.

Il bilancio consolidato espone la situazione di un gruppo di imprese come se fossero un'unica entità economica. È obbligatorio per i gruppi verticali dove una capogruppo esercita un controllo (maggioranza dei voti o influenza dominante). Si parla di collegamento quando l'influenza è solo notevole (1/5 dei voti o 1/10 nelle quotate). Sono obbligate alla redazione: le società di capitali che controllano almeno un'impresa, gli enti pubblici commerciali, le società cooperative e le mutue assicurazioni che controllano società di capitali, nonché gli enti finanziari e assicurativi.

Voci correlate: