Prospettive Filosofiche sul Bene: Etica, Felicità e Dovere
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Fondamenti dell'Etica: Riflessione sul Bene e sul Male
Cosa c'è di buono: L'etica è la riflessione sulla morale, vale a dire, la riflessione su ciò che consideriamo buono e cattivo. Tutti noi riconosciamo alcune norme morali, anche se non fanno parte di un codice scritto. Tutti attribuiamo un valore morale a certe azioni, proprie o di altri. Tutti noi abbiamo una visione etica, anche se ne siamo poco consapevoli. Nelle nostre decisioni, la nostra opinione su ciò che pensiamo sia giusto o sbagliato rivela una particolare posizione etica.
Le Grandi Concezioni Etiche
Aristotele: La Felicità come Fine Ultimo
Per Aristotele, tutte le azioni umane hanno una fine. Ogni volta che facciamo qualcosa, la facciamo per raggiungere un obiettivo o scopo. Questo obiettivo o scopo è ciò che dà senso alle nostre azioni. La nostra vita ha la forma di una catena di fini: un atto finale è un fine che ci proponiamo, ma è anche un mezzo per raggiungere un altro fine. Deve esistere un obiettivo finale, uno scopo che non è ricercato per altri scopi, ma che si desidera per sé stesso. Secondo Aristotele, questo fine ultimo è la felicità (eudaimonia).
Requisiti per la Felicità Aristotelica
- La felicità è possibile solo per chi vive guidato dalla ragione.
- È necessario non farsi travolgere dalla passione.
- È richiesta la capacità di controllare desideri e paure.
Un uomo buono è l'uomo saggio, colui che cerca la via di mezzo tra gli estremi. Tale termine può variare a seconda delle circostanze e della persona interessata. Tuttavia, la felicità può essere raggiunta solo se sussistono determinati requisiti: fisici, emotivi e materiali.
Stuart Mill: L'Utilitarismo e la Massima Felicità
Questa teoria etica elaborata dal filosofo è conosciuta come utilitarismo. Per l'utilitarismo, il bene è ciò che è utile, e ciò che è utile è piacevole. Si ritiene che tutti gli uomini cerchino la felicità e la colleghino al piacere. Tutto ciò che desideriamo lo vogliamo perché è piacevole, ma non tutto il piacere è desiderabile, poiché ci sono piaceri fugaci che finiscono per causare dolore.
Distinzione dei Piaceri secondo Mill
Stuart Mill distingue tra piaceri bassi e piaceri alti:
- Piaceri Bassi: Riguardano i piaceri del corpo.
- Piaceri Alti: Riguardano le nostre abilità creative e intellettuali.
Mill afferma che la felicità è raggiungibile non come una vita di continua estasi, ma come una vita con momenti di eccitazione, con pochi dolori diversi e transitori e molti altri momenti positivi. Secondo la teoria utilitaristica, dobbiamo agire cercando di raggiungere la maggiore felicità possibile per il maggior numero di persone possibile.
Kant: Il Bene come Azione per Dovere
Per Kant, gli esseri umani sono sia esseri naturali che razionali. Come esseri naturali siamo governati da leggi fisiche (mangiare, dormire, bere acqua, ecc.). Come esseri razionali siamo governati dalla legge morale. La legge morale è universale e uguale per tutti gli esseri umani. Essa stabilisce che ciò che penso sia meglio per me, deve valere anche per tutti gli altri.
L'Imperativo Categorico e l'Intenzione
Quando agiamo bene, non abbiamo difficoltà a concepire che la nostra intenzione possa valere come legge universale. Ma se agiamo male, non vogliamo che la nostra intenzione diventi legge universale; quando agiamo male, intendiamo essere l'eccezione (es. il bugiardo vuole mentire, ma non vuole essere ingannato).
Per Kant, ciò che è più rilevante è l'intenzione della legge, non i risultati o la fine dell'atto. Le buone azioni sono compiute per dovere, per senso del dovere.
Legalità vs. Moralità
Kant distingue tra legalità e moralità:
- Un atto è legale quando coincide con il dovere.
- Un atto non è morale se compiuto per interesse pubblico, convenienza, paura, ecc.
L'essere umano ha un valore intrinseco, non relativo; non può essere sostituito o modificato con un equivalente. Per questo motivo le persone sono insostituibili.
Riflessioni sulla Sofferenza e la Fede
La Sofferenza dal Punto di Vista Religioso
Gli esseri umani sono consapevoli della nostra vita e dell'inevitabilità della morte. Ci meravigliamo per la nascita e piangiamo per la morte.
Sergio Bergman: Prova e Accettazione
Secondo Bergman, si può citare: "Il Signore ci ha dato, il Signore ha tolto. Sia benedetto il Suo santo nome". Ci interroghiamo dal punto di vista di Dio quando il risultato di un'azione provoca dolore, sofferenza, perdita, e ci chiediamo dove sia Dio e quale sia il Suo ruolo. Tutti noi siamo costantemente alla prova. La cosa importante è vedere come reagiamo alle prove, che non sempre devono essere dolorose. Parte della vita è l'accettazione che certe cose si perdono e non tornano, come la morte di un parente.
Primo Corbelli: La Sofferenza Contemporanea
Primo Corbelli afferma che l'attuale situazione fa soffrire ancora di più religiosamente, finché le persone non si sentono parte del silenzio di Dio. Sembra che non essendoci impunità, siano i cattivi a riuscire.
Il Valore della Sofferenza e la Vera Felicità
Per noi, la sofferenza non è un valore, è qualcosa che deve essere combattuto. La vera felicità è sentirsi utili agli altri.