Rappresentanza Politica e Convocazione delle Cortes in Aragona e Castiglia

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Rappresentanza e Mandato nelle Cortes Medievali

Dopo la loro nomina, i cittadini ricevono la delega e l'autorità di agire in Parlamento, diventando portavoce delle vedute della città sugli articoli proposti nel bando. Di solito si afferma che i procuratori e i fiduciari, per mancanza di autonomia, debbano limitarsi a trasmettere ciò che la città ha accettato. La procura ha rappresentato, dunque, un mandato imperativo.

Se sorgono nuovi problemi, il procuratore cercherà nuovi poteri e deve, pertanto, mantenere uno stretto rapporto con la città che rappresenta; tale legame viene definito in Catalogna come la costituzione di un "comitato ad hoc". Il carattere vincolato dei poteri e la conseguente mancanza di iniziativa del rappresentante renderebbero più comprensibile la sua nomina tramite sorteggio.

La Visione di José Sarrión sul Mandato Aperto

Secondo José Sarrión, le cose non erano così radicali e questa visione dovrebbe essere oggetto di qualificazione. In primo luogo, perché il re accompagnava la convocazione con una lettera di encomio, che avrebbe avuto poco senso se la personalità del procuratore fosse stata assolutamente irrilevante. Inoltre, le lettere di procura spesso lasciavano ampi margini alla discrezione del delegato. Pertanto, secondo Sarrión, non si dovrebbe parlare semplicemente di un mandato imperativo, bensì di un mandato aperto.

Durante la partecipazione alle Cortes, gli amministratori della Corona d'Aragona godevano dell'immunità di passaggio, un salvacondotto che preservava la loro incolumità. Una certa immunità fu riconosciuta anche da Pietro I di Castiglia ai procuratori presso le Cortes di Valladolid nel 1351.

Costituzione delle Corti

1. Convocazione: Luogo e Data di Riunione

La convocazione delle Corti spettava al re, il quale, tramite lettera, indicava il luogo, la finalità e la data della riunione. Nei casi di minore età del monarca, la chiamata poteva essere presentata da tutori e amministratori; in tali circostanze, a volte le Cortes erano costrette a riunirsi a intervalli regolari. In Aragona, la convocazione fu sempre intesa come una prerogativa reale.

  • Le lettere di invito erano individuali e inviate separatamente a ciascuno dei magnati e alle città che dovevano partecipare.
  • La designazione del luogo e della data era a discrezione del monarca.

Tuttavia, in Aragona e Catalogna, si stabilì col tempo che le riunioni dovessero svolgersi in città significative come Saragozza, Barcellona o Lleida, garantendo una frequenza adeguata che impegnava il re in tal senso. In Castiglia, la convocazione avveniva solitamente ogni due o tre anni, sebbene vi fossero periodi più lunghi tra una sessione e l'altra. In Aragona, Catalogna e Valencia, le sessioni si tenevano regolarmente ogni due o tre anni, facilitando il raggiungimento di accordi istituzionali.

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