Realismo Politico di Machiavelli e Contrattualismo di Hobbes: Fondamenti del Potere

Classificato in Filosofia ed etica

Scritto il in italiano con una dimensione di 2,68 KB

Machiavelli e la crisi dell'ideale classico

La posizione di Niccolò Machiavelli è nota come realismo politico: egli osserva lo Stato per come è realmente e non per come dovrebbe essere. Da questo punto di vista, emergono i seguenti punti fondamentali:

  • Gli uomini sono egoisti per natura.
  • La natura umana è costante e immutabile; occorre osservare ciò che gli uomini fanno nel presente e ciò che hanno fatto in passato.
  • Per i propri interessi, gli uomini ricercano il potere a qualsiasi prezzo.
  • La politica diventa una scienza: i suoi risultati principali indicano che, per vincere e mantenere il potere, occorre usare con saggezza il terrore per controllare il comportamento e la religione per influenzare le coscienze.
  • Né la religione né la morale conferiscono legittimità allo Stato; esso si legittima per necessità.
  • Lo Stato tende a mantenere la proprietà dei sudditi, salvo diverse necessità strategiche, poiché non è possibile governare contro tutti per sempre. Non vi è armonia tra gli interessi dello Stato e quelli dei cittadini, né tra etica e politica.

Il contrattualismo moderno

Il contrattualismo cerca di conciliare lo scontro tra gli interessi dello Stato e quelli del cittadino evidenziato da Machiavelli, introducendo l'idea di un patto sociale. Sebbene tale patto non abbia un riscontro storico reale, funge da base teorica per risolvere pacificamente il conflitto di interessi.

Thomas Hobbes: il Leviatano

Secondo Thomas Hobbes, gli uomini sono egoisti e timorosi; il loro desiderio di sicurezza deriva dalla natura stessa, sintetizzata nella celebre espressione: "Homo homini lupus" (l'uomo è un lupo per l'uomo). Nello stato di natura, ognuno ha il diritto di ottenere ciò che può, portando a una guerra di tutti contro tutti. La ragione permette di superare questa situazione attraverso i seguenti passaggi:

  • Rendersi conto della miseria dello stato di natura.
  • Accettare di cedere il potere a un terzo, il sovrano, che guida la società civile.

Caratteristiche del potere sovrano in Hobbes:

  • Solo il monarca può emanare leggi e il suo potere è assoluto.
  • Il sovrano non è soggetto alle leggi che egli stesso emana.
  • Le leggi devono essere poche, pubbliche, chiare e coerenti con la prevenzione della criminalità.
  • Il capo dello Stato è anche il capo della Chiesa.
  • Il re deve svolgere le sue funzioni in modo efficace; tuttavia, i sudditi possono ribellarsi se egli non riesce a garantire la pace e la sicurezza.

Voci correlate: