Il regime franchista: caratteristiche, economia e trasformazioni storiche
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Il regime totalitario di Francisco Franco
Franco era il capo di Stato e deteneva il titolo di leader. Concentrava tutti i poteri ed era il comandante supremo di tutte le forze armate. Tutti i partiti, i sindacati e le associazioni politiche furono dichiarati illegali, con l'unica eccezione della Falange Española Tradicionalista y de las JONS. Il commercio dipendeva dall'Organizzazione Sindacale, un sindacato verticale che coinvolgeva datori di lavoro e lavoratori. Franco legiferava per decreto e il suo potere era a vita. Decretò l'abolizione dello Statuto di autonomia della Catalogna e dei Paesi Baschi.
Le leggi fondamentali
- Legge sul lavoro: indicava i principi di funzionamento del nuovo regime.
- Legge costitutiva delle Cortes: creò un comitato consultivo privo di potere legislativo.
- Fuero de los Españoles: una pseudodichiarazione di diritti civili.
- Legge sui referendum: prevista per consultazioni su determinate leggi.
- Legge di successione: stabilì una monarchia come successore di Franco.
Il sostegno sociale al regime
- La grande borghesia: ebbe carta bianca per l'esercizio del proprio dominio economico. La riforma agraria repubblicana fu rovesciata e i rapporti di lavoro furono posti sotto il Ministero del Lavoro.
- L'esercito: mantenne una forza numerosa, esercitando controlli su molte posizioni politiche e aziendali.
- Chiesa cattolica: fu abolito il divorzio, il matrimonio religioso divenne obbligatorio, l'educazione religiosa fu reintrodotta e fu ripristinato il bilancio per il culto e il clero.
Relazioni esterne e isolamento
Dal 1939, il regime sostenne le potenze fasciste. Pur non partecipando direttamente alla Seconda Guerra Mondiale, inviò un gruppo di volontari sul fronte tedesco-orientale. Nel 1945, il regime subì un periodo di isolamento internazionale: le Nazioni Unite condannarono la Spagna e raccomandarono il ritiro degli ambasciatori di tutti gli stati democratici. L'isolamento terminò nel 1953, quando la Spagna firmò accordi di partenariato con gli Stati Uniti e un Concordato con il Vaticano.
Gli effetti della guerra e l'autarchia
La Spagna era un paese devastato dalla guerra civile, che causò un crollo demografico. Industria, agricoltura e infrastrutture subirono danni significativi, portando a una diminuzione della produzione, bassi salari e povertà diffusa. Mentre i dirigenti del regime si arricchivano, la popolazione soffriva la miseria.
Interventismo e stagnazione economica
L'economia politica del regime fu caratterizzata da un forte intervento dello Stato. L'autarchia economica aspirava all'autosufficienza per minimizzare la dipendenza dall'estero, ma si rivelò un disastro: l'agricoltura e l'industria crebbero lentamente e il commercio estero fu minimo.
Il riorientamento del regime
L'ingresso nel governo di ministri legati all'Opus Dei portò criteri più tecnici e modernizzatori. La Falange perse terreno e furono elaborate nuove leggi, tra cui la Legge Organica dello Stato, che definì il regime come una democrazia organica. Per garantire la continuità, Franco scelse il principe Juan Carlos di Borbone come suo successore con il titolo di re.
Il piano di stabilizzazione
Il nuovo governo abbandonò l'autosufficienza e avviò un processo di liberalizzazione economica e apertura verso l'Europa. Il Piano di Stabilizzazione mirava a integrare la Spagna nei circuiti internazionali. Il governo lanciò il cosiddetto sviluppismo, con progetti destinati a promuovere l'industria e ridurre gli squilibri regionali, beneficiando anche della favorevole congiuntura economica europea.