Regolazione del Calcio Ematico: Meccanismi di Omeostasi e Squilibri
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Fattori di controllo dei livelli circolanti di calcio e conseguenze di iper e ipocalcemia
La quantità di calcio circolante dipende, in primis, dalla quantità assorbita nel tratto gastrointestinale e da quella escreta dal rene. L’assorbimento, che avviene a livello dell’intestino tenue tramite un meccanismo attivo, è stimolato dalla 1,25-diidrossivitamina D3 (il calcitriolo). Di norma, l’assorbimento netto di calcio giornaliero è di circa 175 mg/die, valore che può arrivare a 600 mg all’aumentare dei livelli di 1,25-diidrossivitamina D3.
Ciò che viene escreto con le feci è la quantità di calcio introdotta con la dieta e non assorbita a livello intestinale. Di norma, il patrimonio di calcio dell’organismo e i livelli plasmatici vengono mantenuti costanti grazie all’uguaglianza tra l’escrezione renale e l’assorbimento a livello intestinale.
L'omeostasi calcica
L’omeostasi calcica è regolata dalle relazioni di molti elementi legati tra loro mediante tre feedback sovrapposti che intervengono sugli organi bersaglio coinvolgendo quattro fattori principali:
- PTH (paratormone): ipercalcemizzante.
- Calcitriolo: ipercalcemizzante.
- Calcio ematico.
- CT (calcitonina): ipocalcemizzante.
Ipercalcemia: cause e manifestazioni cliniche
Disfunzioni del controllo del calcio circolante possono provocare ipercalcemia o ipocalcemia. L’ipercalcemia può essere evidenziata da un’analisi di laboratorio in un paziente senza malattie evidenti, oppure può essere la manifestazione di una malattia grave come la neoplasia.
Ci sono molte possibili cause, ma il 90% è costituito dall’iperparatiroidismo e dalle neoplasie (con e senza metastasi ossee). Meno frequenti sono l’intossicazione da vitamina D e la sarcoidosi.
Sintomatologia dell'ipercalcemia
Il quadro clinico dell’ipercalcemia è dominato dagli effetti depressivi del calcio sul sistema neuromuscolare, che si manifestano con un rallentamento delle attività riflesse del Sistema Nervoso Centrale (SNC). Di conseguenza, si possono riscontrare:
- Scarsa capacità mentale e letargia.
- Anoressia e stitichezza.
- Astenia.
Un’ipercalcemia persistente può arrivare a provocare anche una ridotta funzionalità renale, fino addirittura all’insufficienza renale irreversibile dovuta alla deposizione del calcio nelle cellule renali e nell’interstizio.
Ipocalcemia: rischi e complicazioni
L’ipocalcemia è meno frequente dell’ipercalcemia ed è spesso accompagnata da manifestazioni cliniche che richiedono un intervento immediato. Essa provoca un aumento dell’eccitabilità del tessuto neuromuscolare che si manifesta con:
- Spasmi muscolari: caratteristicamente carpo-pedali, dei muscoli facciali e, nei casi più gravi, anche della laringe.
- Convulsioni generalizzate: fino all’arresto respiratorio.
- Manifestazioni mentali: come irritabilità, psicosi e depressione.
Implicazioni cardiache
Se i livelli della calcemia scendono al di sotto di 4 mg/dl, possono verificarsi gravi complicazioni quali:
- Aritmie.
- Blocco della conduzione atrioventricolare.
- Insufficienza cardiaca congestizia.