La Restaurazione Borbonica in Spagna: Storia, Sistema Politico e Costituzione del 1876

Classificato in Storia

Scritto il in italiano con una dimensione di 4,79 KB

Il Regime di Restaurazione in Spagna

Il regime di Restaurazione in Spagna si riferisce al lungo periodo successivo al pronunciamento di Martínez Campos nel 1874, che pose fine al primo esperimento democratico spagnolo (il Sexenio Democrático), fino al colpo di Stato del generale Primo de Rivera nel 1923. Questo periodo è caratterizzato da una marcata stabilità costituzionale — per oltre quarant'anni rimase in vigore la Costituzione del 1876 — da un significativo progresso economico e dall'allontanamento dei militari dalla vita politica attiva.

Tuttavia, il sistema presentava ombre profonde, segnate dal potere oligarchico della borghesia, dal dispotismo e dalla corruzione elettorale. Il regime dovette affrontare sfide complesse: l'espansione del movimento operaio, un partito repubblicano fortemente frammentato, il nazionalismo emergente nei Paesi Baschi e in Catalogna, e le guerre coloniali a Cuba e nelle Filippine. La crisi del 1898, con la perdita delle ultime colonie, segnò un punto di svolta che indebolì le fondamenta del sistema.

Le Origini: Antonio Cánovas del Castillo

Data l'instabilità politica della Prima Repubblica e del governo del generale Serrano, Antonio Cánovas del Castillo operò per il ritorno della dinastia borbonica, promuovendo l'abdicazione di Isabella II in favore del figlio, Alfonso XII. Sfruttando un contesto internazionale favorevole, Cánovas redasse nel dicembre 1874 il Manifesto di Sandhurst, che delineava i pilastri del progetto: integrazione monarchica, difesa della tradizione cattolica e libertà, superando le precedenti costituzioni del 1845 e del 1869.

Sebbene Martínez Campos avesse anticipato i tempi con il pronunciamento di Sagunto il 29 dicembre 1874, Cánovas perseguì la costruzione di una monarchia liberale basata su basi ideologiche solide:

  • Difesa della "costituzione interna storica" della Spagna.
  • Sovranità condivisa tra Re e Cortes.
  • Rigenerazione del Paese e allontanamento dell'esercito dalla politica.
  • Pragmatismo civile e patto tra le forze politiche per una coesistenza pacifica.

La Costituzione del 1876

La Costituzione del 1876 emerse come un compromesso moderato tra il testo del 1845 e quello rivoluzionario del 1869. Approvata nel gennaio 1876 e pubblicata il 2 luglio, garantiva diritti individuali tipici del liberalismo progressista: sicurezza personale, libertà di residenza, coscienza, espressione e associazione.

Le sue caratteristiche essenziali includevano:

  • Sistema elettorale: Inizialmente basato sul censo (1878), tornò al suffragio universale maschile nel 1890.
  • Confessionalità: Stato confessionale con limitata libertà religiosa privata.
  • Parlamento: Bicamerale, composto da Congresso e Senato.

Il Sistema Bipartitico e il Turnismo

Ammiratore del sistema parlamentare inglese, Cánovas sostenne la vita politica spagnola su due partiti dinastici, con l'obiettivo di contenere il radicalismo repubblicano e carlista:

  • Partito Conservatore: Guidato da Cánovas del Castillo, difendeva l'ordine sociale, la Chiesa e la proprietà. Rappresentava l'aristocrazia e la borghesia latifondista.
  • Partito Liberale: Guidato da Sagasta, promuoveva riforme sociali e laicismo. Rappresentava la borghesia industriale e le classi medie.

Il sistema canovista si basava sul turnismo: l'alternanza pacifica al potere. Questo meccanismo era tuttavia viziato da una sistematica frode elettorale, gestita attraverso il caciquismo: il Ministro degli Interni preparava la "lista" dei candidati, e i governatori provinciali manipolavano i voti attraverso pressioni o brogli. Nonostante la corruzione, il Patto di El Pardo (1885) garantì la stabilità della monarchia durante la reggenza di Maria Cristina.

Opposizioni e Declino

Ai margini del sistema rimasero:

  • I repubblicani (frammentati tra radicali, unitari e federali).
  • Il carlismo, in declino dopo il 1876.
  • Il movimento operaio (PSOE, UGT e correnti anarchiche).
  • I movimenti nazionalisti (Catalogna, Paesi Baschi, Galizia).

La Restaurazione borbonica riuscì a stabilizzare il Paese grazie al consenso tra Corona, Chiesa e Esercito, ponendo fine alle guerre carliste e alla prima fase del conflitto cubano (Pace di Zanjón, 1878). Tuttavia, la crisi del 1898 e le crescenti tensioni sociali minarono il sistema, che sopravvisse fino alla dittatura di Primo de Rivera nel 1923.

Voci correlate: