Restaurazione, Rivoluzione Industriale e Ideologie dell'Ottocento
Dalla Rivoluzione francese al Congresso di Vienna
Il termine Ancien Régime indica l'antico regime politico e sociale precedente alla Rivoluzione francese del 1789, contrapposto al nuovo ordine creato dalla Rivoluzione. I cambiamenti principali furono:
- lo Stato borghese fondato su diritti individuali;
- la fine della società per ordini, basata sulla nascita, e la nascita delle classi sociali fondate su censo e diritti;
- il superamento dell'assolutismo, cioè del sovrano che governa per volontà divina;
- un nuovo ordine economico.
Napoleone, figlio della Rivoluzione, diffuse le idee rivoluzionarie in tutta Europa conquistando territori. In Italia introdusse il Codice napoleonico, leggi ispirate agli ideali di libertà, uguaglianza e fratellanza.
Le sue azioni, però, erano contraddittorie: si autoproclamò imperatore e cedette corone ad altri stati a favore dei propri familiari. Nel 1814 fu sconfitto ed esiliato all'isola d'Elba, da cui fuggì riorganizzando l'esercito. Nel 1815, durante i cosiddetti Cento giorni, fu sconfitto a Waterloo e nuovamente esiliato a Sant'Elena, dove morì il 5 maggio 1821.
Durante il suo secondo esilio si tenne il Congresso di Vienna, in cui i rappresentanti degli stati europei vollero ridisegnare i confini e riportare l'ordine precedente alla Rivoluzione francese e alle conquiste napoleoniche. Il congresso durò circa un anno.
La Restaurazione (1814-1848)
Il periodo successivo all'età napoleonica prende il nome di Restaurazione, perché si voleva ripristinare l'ordine europeo cancellando l'eredità napoleonica e rivoluzionaria.
Come?
- Ristabilire i confini degli stati.
- Principio di legittimità: riportare sul trono i sovrani legittimi.
- Estirpare gli ideali diffusi tra il popolo, attraverso censura, assenza di libertà e persecuzioni.
Questa politica, però, generò scontri tra sovrani e cittadini, dando origine a cicli di moti rivoluzionari nel 1820-21 e nel 1830-31, che si opposero al potere della Restaurazione.
Società segrete e costituzioni
Gruppi elitari chiamati società segrete chiedevano costituzioni e l'indipendenza dall'Austria. Il Congresso dovette affrontare difficili compromessi: tra monarchi assoluti e costituzionali, come nel caso dei Borbone, che concessero costituzioni ottriate, cioè concesse dal sovrano.
Principio di equilibrio
Un altro principio fu quello dell'equilibrio: ridisegnare l'Europa in modo che nessuno Stato potesse prevalere sugli altri. Per questo furono creati stati cuscinetto (Regno dei Paesi Bassi, Svizzera, Regno di Sardegna) con la funzione di contenere eventuali espansioni. Questo metodo, tuttavia, non impedì i conflitti locali, che sfociarono nella Prima guerra mondiale.
La Primavera dei popoli (1848)
Nel 1848 scoppiarono rivolte in tutta Europa contro la Restaurazione, a partire da Parigi, coinvolgendo anche i territori dell'impero austriaco e quattro stati. Furono coinvolti anche i lavoratori.
Durante la prima metà dell'Ottocento le richieste popolari non erano realmente ascoltate, ma ora i popoli si uniscono, portando le stesse rivendicazioni in tutta Europa: libertà e costituzione. Si formò così un'opinione pubblica europea che seguiva due ideali principali:
- Liberale: obiettivo della borghesia, ispirato a Locke, secondo cui tutti sono uguali di fronte alla legge.
- Democratico: obiettivo del popolo, ispirato a Rousseau, con una effettiva uguaglianza di diritti e ricchezze.
L'impero austriaco fu indebolito e i regni simbolo della Restaurazione (Budapest, Milano, Venezia, Vienna) furono coinvolti nelle rivolte.
Risultati concreti
- Nel Regno di Sardegna fu concesso lo Statuto Albertino, una costituzione concessa dal re nel 1848.
- In Francia fu proclamata la Seconda Repubblica.
L'unità d'Italia e di Germania rimasero però obiettivi da realizzare.
La Seconda Repubblica francese
Furono indette elezioni per un'assemblea costituente incaricata di scrivere la costituzione. Il popolo radicale e democratico fu sconfitto, perché la maggioranza liberale, sostenuta dalla piccola borghesia, prevalse. L'ideale democratico ebbe successo solo a Parigi, città industriale e più consapevole.
La costituzione prevedeva una repubblica presidenziale con un presidente eletto dotato di forti poteri. Alle elezioni del 1851 fu eletto Luigi Napoleone Bonaparte, nipote di Napoleone, con ideali liberali e appoggiato dalla borghesia.
Il suo incarico doveva durare tre anni, ma con un colpo di Stato non violento riscrisse la costituzione e trasformò il suo ruolo in quello di imperatore (costituzione imperiale). La Francia tornò così a essere un impero con lui sovrano, con il nome di Napoleone III, e il regno durò vent'anni.
La Rivoluzione industriale
La Rivoluzione industriale ebbe inizio in Gran Bretagna e nel nord Europa tra il 1760 e il 1830-40. Fu una trasformazione graduale ma epocale che cambiò il modo di produrre, l'organizzazione del lavoro e la società.
Il primo settore a essere coinvolto fu quello tessile: l'abbigliamento, prodotto a mano in casa o in botteghe, iniziò a essere realizzato con trasformazioni tecnologiche come la macchina a vapore, che garantì rapidità ed energia derivata dal carbone. Nacquero così le fabbriche, luoghi di produzione dove i lavoratori si recavano per utilizzare macchinari specifici.
Nacque anche la classe operaia: persone che lavoravano insieme sviluppando una nuova coscienza collettiva.
Perché in Gran Bretagna?
- Surplus agricolo: la rivoluzione agricola del Sei-Settecento produsse abbastanza cibo per sfamare la popolazione e fornire materie prime all'industria. I campi divennero di proprietà privata e furono acquistati dalla gentry, che investì nella costruzione di fabbriche, offrendo anche manodopera disponibile.
- Commercio internazionale: favorito dalle colonie e dalla forte domanda dovuta all'aumento demografico.
- Presenza di carbone e ferro.
- Canali navigabili: le fabbriche sorsero vicino ai fiumi.
- Fattore culturale e istituzionale: la monarchia costituzionale con parlamento era più flessibile e favoriva l'innovazione. La cultura britannica, pratica e orientata all'azione, era adatta alla creazione di nuovi macchinari.
La società dopo la Rivoluzione industriale
Le classi sociali sostituirono i ceti. Una classe sociale è un insieme di individui accomunati da funzione produttiva, ruolo sociale, interessi e valori. Ad esempio, la classe proletaria cede la propria forza lavoro in cambio di salario e vive nelle stesse zone; si contrappone alla classe capitalista, che investe capitali per arricchirsi con la produzione delle fabbriche.
La questione sociale
Con l'industrializzazione nacque la questione sociale, cioè l'insieme dei costi umani e sociali del progresso: povertà generata dal capitalismo, nuove forme di protesta e tensioni sociali. Nacquero i sindacati, unioni dei lavoratori che rappresentavano i loro interessi contro i datori di lavoro, e gli scioperi, con cui i lavoratori rivendicavano i propri diritti (per primi in Gran Bretagna).
Le ideologie dell'Ottocento
Liberalismo
Ispirato a Locke, il liberalismo rivendica uguaglianza giuridica, libertà e diritti. Sostiene che l'uomo sia dotato di diritti naturali che, attraverso la politica, diventano diritti civili grazie alle costituzioni che limitano il potere politico (moti del 1820-21 e 1830-31). In economia promuove la libertà economica privata e il liberismo, dottrina secondo cui lo Stato non deve interferire con il commercio attraverso tasse o restrizioni. Sostenuto dalla borghesia, desidera mantenere il proprio potere e la propria ricchezza e vuole monarchie costituzionali.
Democratico
Ispirato a Rousseau, il democratico vuole una repubblica, una costituzione e la sovranità popolare (moti del 1848). Da questo ideale si sviluppa il socialismo, che propone la sovranità del popolo e l'uguaglianza economica. Il socialismo nega il liberismo e sostiene che lo Stato debba intervenire per ridistribuire le ricchezze.
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