Revisione e Controllo dei Contributi Previdenziali e Sanitari: Normative e Obblighi del Datore di Lavoro
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Revisione e prestazioni della Direzione del Lavoro in materia di sicurezza sociale
Il Dipartimento del Lavoro ha ampi poteri per sorvegliare i doveri dei datori di lavoro riguardo alla dichiarazione e al pagamento puntuale dei contributi pensionistici e sanitari di qualsiasi tipo.
Questo potere di controllo, per quanto concerne il settore privato, è disciplinato dalle norme del Codice del Lavoro. Inoltre, l'ente ha competenze in materia di controllo e comunicazione integrata dei contributi pensionistici e sanitari dei dipendenti pubblici, inclusi i lavoratori comunali.
È importante sottolineare che non spetta al Dipartimento del Lavoro definire il significato e la portata delle norme pensionistiche e di sicurezza sociale, poiché tali competenze risiedono nelle rispettive soprintendenze di settore (AFP, Sicurezza Sociale e Salute) o nel Servizio delle Entrate per le questioni fiscali. Il Dipartimento del Lavoro è autorizzato all'interpretazione solo quando sono coinvolte questioni lavorative e dottrine giurisprudenziali.
Il paragrafo 6 dell'art. 30 della Legge 18.933 stabilisce che il Dipartimento del Lavoro effettuerà audit di conformità sugli obblighi dei datori di lavoro, conferendo ai propri ispettori il potere di infliggere ammende, esigibili secondo l'art. 448 del Codice del Lavoro.
1. Azione di supervisione del Dipartimento del Lavoro
L'esecuzione di lavori di revisione sul sistema pensionistico e sanitario consiste nel verificare la corretta e tempestiva segnalazione e il pagamento dei contributi presso le diverse istituzioni di sicurezza sociale. Le verifiche riguardano:
- Amministratore del Fondo Pensione (AFP): Verifica dell'iscrizione del lavoratore e del corretto versamento dei contributi in base alle retribuzioni imponibili (Libro Ausiliario delle Retribuzioni, Modulo n. 29).
- Salute (ISAPRE): Controllo del corretto e puntuale pagamento dei premi e della dichiarazione delle condizioni contrattuali concordate.
- Istituto di Normalizzazione (INP): Verifica della dichiarazione e del pagamento dei contributi pensionistici per i lavoratori affiliati ai regimi gestiti dall'INP e dei premi sanitari per chi è iscritto al FONASA.
- Datori di lavoro reciproco: Verifica del contributo previsto dalla Legge 16.744, assicurando che l'input sia correttamente dichiarato in base all'attività economica.
- Cassa di compensazione per gli assegni familiari: Controllo del pagamento dello 0,6% per le aziende con dipendenti FONASA o AFP e gestione degli assegni familiari.
2. Costituzione del debito previdenziale
La revisione del Dipartimento del Lavoro ha il potere di stabilire impegni pensionistici, d'ufficio o su richiesta di parte, qualora un datore di lavoro non abbia dichiarato o pagato i contributi. L'ispettore redige un atto di debito che ha valore esecutivo, permettendo l'avvio di processi giuridici per il recupero dei fondi a favore del lavoratore.
3. Sanzioni
Le violazioni in materia di mancata segnalazione dei contributi sono punite con sanzioni amministrative:
- 0,5 UF per lavoratore: In caso di mancata dichiarazione o dichiarazione incompleta/inesatta.
- 1 UF per lavoratore al mese: Se il pagamento del contributo pensionistico o dell'assicurazione disoccupazione è errato, fuori termine o omesso.
- 0,2 UF per lavoratore al mese: Per mancata registrazione nei codici AFP o mancata segnalazione mensile delle indennità di disoccupazione.
4. Prescrizione
Le norme sulla prescrizione per la riscossione dei contributi sono:
- Con rapporto di lavoro in corso: Termine di cinque anni.
- Senza rapporto di lavoro: Si applicano i termini di prescrizione previsti dall'art. 480 del Codice del Lavoro e dal Codice Civile.
5. Casi particolari
- Lavori pesanti: La Legge 19.404 istituisce un comitato nazionale che può qualificare i lavori come pesanti, imponendo un contributo aggiuntivo (1% o 2% per parte) obbligatorio.
- Addetti alle pulizie: Il datore di lavoro deve versare un contributo mensile pari ad almeno il 4,11% del compenso del lavoratore in un fondo di compensazione.
- Massimale pensionistico: Esiste un limite di 60 UF per il calcolo delle detrazioni contributive.
- Lavoratori con anzianità: È possibile continuare a lavorare dopo la pensione, versando il 10% per la pensione (facoltativo) ma mantenendo l'obbligo per i premi sanitari.
- Tecnici lavoratori stranieri: Esentati dall'obbligo di contributi pensionistici e sanitari se in possesso di certificazione consolare, salvo il contributo per la Legge 16.744.