Riflessioni critiche sugli attentati dell'11 marzo: un dibattito necessario

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Commento critico sulla stampa quotidiana

Il genere dell'opinione, espresso solitamente attraverso colonne, articoli occasionali o contributi regolari di scrittori, pensatori e intellettuali, rappresenta una voce fondamentale nel dibattito pubblico. È il caso della scrittrice Espido Freire, una delle figure più rilevanti della narrativa contemporanea, che in questo testo esprime il suo pensiero sugli avvenimenti dell'11 marzo, a pochi giorni di distanza dall'accaduto.

Struttura dell'argomentazione

L'articolo presenta la tipica struttura dei testi argomentativi:

  • Introduzione: Il dolore per le vittime degli attentati non dovrebbe impedire un discorso razionale sul terrorismo islamico.
  • Sviluppo: La partecipazione spagnola alla guerra in Iraq ha provocato sentimenti di odio e vendetta nel mondo musulmano.
  • Conclusione: La società spagnola non è innocente, nonostante le proteste e le manifestazioni contro la guerra in Iraq e le politiche di Bush, Blair e Aznar.

Analisi critica delle tesi

È chiaro dal tono dell'articolo che l'autrice si schiera tra le voci che si sono opposte all'invasione dell'Iraq e all'imperialismo statunitense. Sebbene si possano condividere molte delle ragioni che hanno animato tali proteste, è necessario dissentire su alcuni argomenti di Freire.

Il mondo islamico è estremamente vasto (quasi un miliardo di persone). Affermare che i musulmani odino la Spagna per la partecipazione alla guerra in Iraq è un'esagerazione; ancor più azzardato è sostenere che tale odio sia la causa principale degli attacchi dell'11 marzo. Poiché la popolazione islamica rappresenta una parte significativa dell'umanità, la maggioranza dei fedeli — nonostante i sentimenti verso Stati Uniti, Israele, Gran Bretagna o Spagna — non può essere considerata complice del terrorismo selvaggio di Al Qaeda, che la maggioranza dei musulmani rifiuta e condanna.

Responsabilità e innocenza

Argomentare, come fa Espido Freire, che la società spagnola non sia innocente degli attacchi equivale a sostenere che la società spagnola sia responsabile del terrorismo dell'ETA a causa della lotta di polizia e della persecuzione democratica contro il gruppo. Al contrario, la società spagnola, così come quella islamica, è innocente rispetto agli attentati dell'11 marzo: questi sono stati il risultato della mente contorta di un gruppo criminale.

È indubbio che la politica imperialista e militarista di George Bush, così come gli interessi delle multinazionali statunitensi e britanniche sul petrolio iracheno, non abbiano giovato alla stabilità globale, ma in questo contesto gli spagnoli rimangono innocenti.

Conclusioni

Condivido con l'autrice la necessità di trovare una spiegazione convincente, razionale e coerente sulle cause dell'11 marzo. È fondamentale per evitare ulteriori vittime innocenti e per garantire che la convivenza tra la società spagnola e l'Islam resti basata sulla libertà, la tolleranza e il rispetto reciproco per la pluralità di idee, sentimenti e convinzioni.

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