Riforme e Conflitti nella Seconda Repubblica Spagnola: Periodo Costituzionale e Biennio Riformista (1931-1933)

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Il Periodo Costituzionale (1931)

Il governo provvisorio concordò di convocare le Cortes Costituenti. In quei mesi, figure come Manuel Azaña, Marcelino Domingo e Largo Caballero redassero i primi decreti in materia militare, agraria e culturale. Il primo conflitto arrivò presto: l'11 e il 12 maggio 1931 si verificarono incendi di conventi a Madrid e in altre città. Questo evento, unito alla riduzione dei privilegi della Chiesa, creò le condizioni affinché i vescovi passassero all'opposizione (espulsione del Cardinale Segura, sostegno della Chiesa al gruppo di destra Acción Nacional, poi CEDA, dal 1933).

Le elezioni del giugno 1931 si svolsero con grande correttezza, con una partecipazione del 70%. La coalizione repubblicano-socialista ottenne una netta vittoria (circa 250 seggi) sui radicali di Lerroux (90 seggi) e sulle destre (circa 80 seggi). L'Assemblea Costituente elaborò una nuova Costituzione in tempi rapidi. I dibattiti più controversi furono quelli legati al tema della religione e dell'autonomia.

La Costituzione fu approvata il 9 dicembre 1931 e stabiliva:

  • Una Camera unica.
  • Il suffragio universale esteso a donne e uomini.
  • Uno Stato "integrale", non federale, ma con la possibilità per le "regioni" di acquisire autonomia.
  • Il riconoscimento dei diritti individuali.
  • La possibilità per il governo di espropriare per motivi di interesse pubblico.

Niceto Alcalá Zamora (Derecha Liberal Republicana) fu eletto Presidente della Repubblica e Manuel Azaña presiedette il governo formato da repubblicani, socialisti e nazionalisti.

Il Biennio Riformista (1931-1933)

Il nuovo governo affrontò una serie di riforme radicali che cercavano la separazione tra Chiesa e Stato, la modernizzazione delle forze armate, il decentramento dello Stato per soddisfare i nazionalisti e la redistribuzione delle terre attraverso la riforma agraria. Queste riforme finirono per dividere il paese in due settori contrapposti.

La Questione Religiosa

La separazione tra Chiesa e Stato e la secolarizzazione di una società a maggioranza cattolica furono una priorità assoluta per i primi governi repubblicani, ma anche una fonte inesauribile di conflitti. Alla radice di questo conflitto c'erano, da un lato, il tradizionale anti-clericalismo di gran parte della piccola borghesia (che a volte si manifestava anche nei settori più emarginati della società) e, dall'altro, l'atteggiamento di una parte dell'episcopato gelosa delle proprie prerogative.

La Chiesa, all'epoca, rappresentava il 2% della spesa pubblica e la sua influenza sull'istruzione era indiscussa. Per modificare questa situazione, furono emanati successivi decreti che sciolsero i gesuiti, confiscarono i loro beni e istituirono il matrimonio civile, il divorzio e la secolarizzazione dei cimiteri. La Ley de Congregaciones del 1933 vietò alla Chiesa e agli ordini religiosi l'insegnamento, il commercio e l'industria, provocando un appello collettivo alla resistenza pacifica da parte dei vescovi.

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