Le Riforme della Seconda Repubblica Spagnola: Modernizzazione e Trasformazione Sociale
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La modernizzazione delle forze armate
Il governo repubblicano era convinto che l'esercito avesse bisogno di una profonda trasformazione. Fu richiesta una riforma volta a creare un esercito professionale e democratico. Venne emanata la Legge sul pensionamento degli ufficiali (1931), che stabiliva che tutti i funzionari in servizio dovessero impegnarsi a favore della Repubblica, offrendo loro la possibilità di andare in pensione con la retribuzione piena. Successivamente fu creata la Guardia d'assalto, una forza di pubblica sicurezza fedele alla Repubblica. La riforma fu accolta da alcuni settori, in particolare dai cosiddetti africanisti, come un attacco alla tradizione e al potere militare.
La riforma del settore agricolo
È stato il più grande progetto intrapreso dalla Repubblica, destinato a porre fine al dominio del latifondismo e a migliorare le condizioni di vita. I primi decreti cercarono di proteggere i contadini senza terra, stabilendo la giornata lavorativa di otto ore nei campi, il salario minimo e l'obbligo per i proprietari di mettere a coltura i terreni adatti.
L'Istituto di Riforma Agraria (IRA)
Fu sviluppata una riforma agraria finalizzata alla modernizzazione dell'agricoltura e all'esproprio dei terreni. Questa legge istituì l'Istituto di Riforma Agraria (IRA), che disponeva di un bilancio annuale per l'indennizzo dei proprietari espropriati ed era responsabile di agevolare l'insediamento delle famiglie rurali.
Fallimento e tensioni sociali
Le ragioni del parziale fallimento furono la lentezza burocratica, la mancanza di budget per i risarcimenti e la resistenza dei proprietari. L'applicazione di questa legge portò a un aumento della tensione sociale: da un lato i grandi proprietari terrieri si opposero, dall'altro i contadini, delusi dai risultati, si orientarono verso posizioni più rivoluzionarie, causando scontri con la polizia.
Riforma dello Stato centralizzato
In Catalogna, il 14 aprile 1931, Francesc Macià, presidente della Esquerra Republicana de Catalunya, proclamò la Repubblica catalana. La Costituzione del 1931 fornì un quadro giuridico per lo statuto di autonomia della Catalogna, sebbene richiese tagli rispetto al progetto originale (Statuto di Nuria). L'approvazione dello Statuto catalano fu osteggiata dalla destra e da alcuni settori repubblicani, ma grazie alla determinazione del capo del governo, Manuel Azaña, fu approvato nel settembre 1932.
Nei Paesi Baschi, il PNV e i carlisti approvarono un progetto di statuto (Statuto di Estella), ma fu adottato solo nel 1936. José Antonio Aguirre fu eletto primo Lehendakari.
La riforma dell'istruzione
I leader repubblicani erano convinti della necessità di migliorare il livello culturale della popolazione. L'obiettivo primario era promuovere un modello di educazione liberale e laica, con una scuola mista, obbligatoria e gratuita, per porre fine all'egemonia dell'istruzione religiosa.
Riforme del lavoro
Il socialista Francisco Largo Caballero avviò una serie di riforme per migliorare le condizioni lavorative. Furono approvate:
- La legge sui contratti, che regolava la contrattazione collettiva.
- La legge sui giurati, che conferiva il potere di arbitrato vincolante in caso di disaccordo.