Rinascimento Italiano: Storia, Mecenatismo e Visione Antropocentrica
Classificato in Plastica e Educazione artistica
Scritto il in
italiano con una dimensione di 2,59 KB
Il Rinascimento: La Rinascita della Cultura Classica
Con il termine "Rinascimento", coniato nell'Ottocento dallo storico francese Michelet, si è soliti indicare la rinascita degli studi classici e l'inizio di un'epoca nuova dopo i "secoli bui" dell'età di mezzo, il Medioevo.
Il contesto politico: Le Signorie
In questo periodo l'Italia è divisa in grandi e piccoli stati: le signorie. I signori chiamano presso le loro corti artisti, poeti, letterati e scienziati per incaricarli di abbellire le città, offrendo loro denaro e protezione.
Il Mecenatismo
Questo è il fenomeno del "mecenatismo", termine che deriva da Mecenate, consigliere di Augusto, che si era distinto per aver radunato presso la corte dell'imperatore le migliori intelligenze del tempo. Da qui, per mecenate s'intende chi promuove e difende le scienze e le arti.
Le principali casate rinascimentali
- Medici a Firenze
- Visconti e Sforza a Milano
- Gonzaga a Mantova
- Estensi a Ferrara
- Della Scala a Verona
- Montefeltro a Urbino
- Malatesta a Rimini
Dalla visione teocentrica all'antropocentrismo
N.B. Se il Medioevo si può sintetizzare con l'espressione memento mori (ricordati che devi morire), che sottintende che la vita terrena è solo la preparazione al giudizio che ci aspetta dopo la morte, il Rinascimento si identifica nel carpe diem del poeta latino Orazio, che invita a godere dei piaceri della vita e a non procrastinare al futuro quanto abbiamo intenzione di realizzare al momento presente.
Mentre nel Medioevo la religione e Dio erano al centro dell'universo, l'Umanesimo dà origine a una nuova visione del mondo: l'uomo diventa padrone del suo destino e la vita terrena diventa più importante di quella dell'aldilà.
Scienza, natura e l'uomo artefice del proprio destino
In questo periodo si diffonde l'interesse per la natura, che viene studiata in modo scientifico, cioè preciso e razionale, ma anche in modo "magico", attraverso l'alchimia e l'astrologia.
Con il Rinascimento si passa da una visione verticale, teocentrica (Dio al centro) della realtà, a una orizzontale, antropocentrica (l'uomo al centro), per cui l'uomo diviene padrone del suo destino e della storia: homo faber suae fortunae, l'uomo artefice della sua sorte.