Risposta Immunitaria Cellulare: Ruolo e Funzioni dei Linfociti T
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La risposta immunitaria cellulare (mediata da linfociti T)
Nell’organismo sono presenti milioni di linfociti T specifici. A seconda delle funzioni svolte nelle risposte immunitarie cellulari, si distinguono:
- T helper: coordinano le attività delle altre cellule immunitarie;
- T citotossici (o killer): distruggono direttamente le cellule alterate dell’organismo;
- T soppressori: bloccano l’attività dei linfociti T e B, inibendo la risposta immunitaria sia umorale che cellulare al termine di un’infezione (il loro meccanismo d’azione non è ancora stato del tutto chiarito).
I linfociti T immunocompetenti sono attivati a formare cloni di cellule T specifiche e della memoria.
Attivazione e presentazione dell’antigene
I linfociti T non sono capaci di legarsi ad antigeni liberi: gli antigeni devono essere loro “presentati” da una cellula APC. Il frammento antigenico (non self) digerito dalla cellula APC viene esposto sulla sua superficie insieme a una proteina di classe II: l’antigene-proteina MHC II viene riconosciuto specificamente dai linfociti T helper.
Il legame solo con l’antigene non è sufficiente per sensibilizzare le cellule T; la presentazione dell’antigene da parte delle APC è essenziale per l’attivazione e la selezione clonale dei linfociti T helper. Le citochine liberate dai macrofagi (IL-1) potenziano ulteriormente la risposta immunitaria.
Il ruolo dei linfociti T helper
I linfociti T helper svolgono il ruolo essenziale di coordinatori della risposta immunitaria cellulare e umorale. Una volta attivati dai complessi non self-MHC II, stimolano a loro volta altre cellule immunitarie. I linfociti T helper liberano varie citochine che:
- Stimolano altri linfociti T helper, linfociti T citotossici e i linfociti B attivati ad accrescersi, dividersi e differenziarsi;
- Richiamano in zona altri tipi di leucociti del sangue che svolgono azioni di difesa;
- Incrementano notevolmente la capacità dei macrofagi di fagocitare e distruggere i microrganismi.
I linfociti T helper interagiscono direttamente con i linfociti B che hanno processato l’antigene, stimolandoli a dividersi più velocemente e producendo cloni di linfociti B della memoria e plasmacellule. La risposta immunitaria si amplifica e gli antigeni vengono attaccati da una moltitudine di elementi immunitari pronti a contrastarli.
Linfociti T citotossici (killer)
I linfociti T citotossici (killer) sono specializzati nell’uccisione di cellule dell’organismo infettate da virus o cellule trapiantate. Riconoscono, tramite un doppio sistema self-non self, la presenza sulla superficie di queste cellule anomale dei complessi antigene-MHC di classe I. I linfociti T citotossici possono distruggere le cellule alterate con modalità dirette e indirette:
- Azione diretta: si legano saldamente alla cellula estranea e liberano sostanze tossiche dai granuli in essi contenuti. Le perforine sono proteine che penetrano nella membrana plasmatica, formando dei pori con conseguente ingresso del liquido extracellulare e citolisi. In questi pori possono penetrare anche i granzimi.
- Azione indiretta: possono secernere l’interferone γ. Il linfocita T citotossico si stacca poi dalla cellula colpita per andare alla ricerca di un’altra cellula bersaglio.
Linfociti T soppressori e memoria immunologica
I linfociti T soppressori reprimono l’attività delle cellule sia T che B, liberando specifiche citochine (IL-10). Essi determinano l’arresto della risposta dopo che l’antigene è stato efficacemente inattivato e distrutto. La maggior parte delle cellule T che hanno partecipato a una specifica risposta immunitaria muore.
Alcuni elementi di ciascun clone attivato sono cellule della memoria a lunga vita, che permangono negli organi linfoidi fornendo la memoria immunologica di ciascun antigene incontrato precedentemente.