La Rivoluzione Liberale in Spagna: Trasformazioni Istituzionali ed Economiche
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La Rivoluzione Liberale e i cambiamenti istituzionali
La Rivoluzione Liberale definisce il processo rivoluzionario spagnolo iniziato con le Cortes di Cadice, proseguito durante il triennio liberale e consolidatosi all'inizio del regno di Isabella II, in coincidenza con la guerra carlista.
I principi fondamentali del liberalismo includono: libertà, uguaglianza e diritto di proprietà. In Spagna, questo processo fu il risultato di un patto tra la borghesia liberale e le classi superiori, segnando la fine definitiva dell'Ancien Régime.
L'attuazione del sistema liberale (1808-1833)
- 1808-1814: Insurrezione popolare contro il potere costituito. L'evento politico di maggior rilievo fu la convocazione delle Cortes di Cadice e la promulgazione della Costituzione del 1812 (la prima Costituzione spagnola).
- 1814-1820: Ritorno al potere di Ferdinando VII.
- 1820-1823: Insurrezioni militari e politiche (il cosiddetto "triennio liberale"). Ferdinando VII riconosce il potere dei liberali.
- 1823-1833: Intervento della spedizione dei "Centomila figli di San Luigi".
- 1833: Morte di Ferdinando VII e inizio delle guerre carliste.
In questo contesto, i liberali scelsero di scendere a patti con l'aristocrazia per superare l'ostilità della Chiesa verso il liberalismo, cedendo terre ai nobili a discapito dei contadini. Questo patto permise il passaggio da un modello economico stagnante a uno orientato alla crescita, sebbene basato su privilegi e sfruttamento del lavoro, creando un divario rispetto al resto d'Europa.
Il modello di Stato liberale si fondava su: sovranità nazionale, partecipazione politica (voto), sistema rappresentativo, diritti di cittadinanza e separazione dei poteri (legislativo, esecutivo e giudiziario).
La Riforma fiscale di Santillán (1845)
La riforma si basava sui seguenti principi:
- Centralizzazione: Solo lo Stato poteva riscuotere le tasse.
- Universalità: Le tasse dovevano essere uguali per tutti in tutta la Spagna.
- Equità: I contribuenti pagano in base alla propria ricchezza.
- Legalità: Approvazione parlamentare obbligatoria.
- Sufficienza: Copertura dei costi ricorrenti.
- Sistematicità: Ottimizzazione del carico fiscale.
La struttura fiscale prevedeva due tipi di imposte: dirette (sulle fonti di ricchezza, come industria, commercio e agricoltura) e indirette (consumi, dogane e monopoli). Le imposte indirette rappresentavano i 2/3 del totale, risultando socialmente ingiuste e limitando la capacità di consumo, il che rallentò la crescita economica e non risolse il problema del disavanzo statale.
Liberalizzazione delle attività economiche
La rivoluzione economica fu completata attraverso la riforma fiscale e misure di promozione agricola:
- Agricoltura: Abolizione dei privilegi della Mesta (1836), trasformazione dei latifondi in proprietà private, privatizzazione delle risorse idriche e libertà di contratto d'affitto.
- Mercato del lavoro e commercio: Abolizione dei vincoli feudali, libertà di commercio (1839), unificazione delle dogane (1834) e libertà d'industria con la scomparsa delle corporazioni.
Queste misure gettarono le basi per un libero mercato interno, fondamentale per lo sviluppo economico a lungo termine.