Rivoluzione Russa del 1905: Cause, Contesto Storico e Conseguenze

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La Rivoluzione Russa: Origini, Contesto Sociale e la Rivolta del 1905

La struttura economica e sociale della Russia zarista

Nel ventesimo secolo, la Russia era un paese in cui l'assolutismo politico ancora sopravviveva. In aggiunta, vi erano grandi differenze tra le città, in cui si erano evoluti il capitalismo e l'industria, e le campagne, rimaste in silenzio con un ritardo di secoli. La concentrazione della proprietà della terra nelle mani della nobiltà e le cattive condizioni di vita degli agricoltori hanno portato a frequenti rivolte contadine.

Nel 1861 fu emesso un decreto di abolizione della servitù della gleba a cui erano sottoposti i contadini, ma non ebbe il risultato atteso: fu concessa la libertà agli ex servi, ma per ottenere la terra che avevano coltivato dovevano pagare al signore un prezzo molto alto. Per questo motivo, molti agricoltori scelsero di migrare verso le città.

Nella parte occidentale dell'Impero, dalla fine del XIX secolo, si era prodotta un'industrializzazione limitata, caratterizzata da un'elevata concentrazione di imprese e dalla forte presenza di capitali stranieri.

Il sistema politico e l'opposizione allo Zar

Dal punto di vista politico, l'Impero era un'autocrazia in cui lo zar aveva il potere assoluto "per diritto divino". La burocrazia e un potente esercito garantivano il controllo dell'Impero, mentre la Chiesa ortodossa era il grande pilastro ideologico del regime.

I contadini, che volevano la proprietà della terra che coltivavano e richiedevano un migliore tenore di vita, furono i primi a respingere il regime zarista e a dare vita a numerosi movimenti di opposizione:

  • I populisti: sostenevano la trasformazione della società rurale e si dichiaravano nemici tradizionali dello zar.
  • L'anarchismo: proliferò attraverso organizzazioni come "Tierra y Libertad" (Terra e Libertà).

La nascita dei partiti politici e le correnti rivoluzionarie

Tra i lavoratori delle città industriali abbondavano le idee marxiste e, nel 1898, fu fondato il Partito Operaio Socialdemocratico Russo (POSDR), che ebbe come leader più importante Lenin. Nei primi anni del Novecento, il POSDR si divise in due correnti:

  • I menscevichi: sostenevano la necessità di una rivoluzione borghese preliminare in Russia.
  • I bolscevichi: sostenevano che la rivoluzione dovesse avere un carattere socialista e dovesse essere diretta direttamente dal popolo.

Allo stesso tempo, cominciarono ad apparire partiti liberali promossi dalla borghesia, come il Partito Costituzionale Democratico (KDT), e il Partito Socialista Rivoluzionario (SR), che difendeva la necessità di distruggere il regime zarista e creare una società collettivista.

La necessità di una società giusta, con una più equa distribuzione della ricchezza, libertà fondamentali e un sistema politico e giudiziario più aperto, prese forza a partire dagli anni Ottanta del XIX secolo. Questa agitazione si mantenne per tutto il regno dello zar Nicola II.

La Rivoluzione del 1905 e la "Domenica di Sangue"

La sconfitta militare nella guerra contro il Giappone fu la causa scatenante dello scoppio di un movimento rivoluzionario nel 1905. La rivoluzione ebbe inizio a San Pietroburgo con una marcia pacifica verso il Palazzo d'Inverno, che fu brutalmente repressa, causando centinaia di morti e migliaia di feriti. Questo giorno fu ribattezzato la "Domenica di sangue".

Durante questa rivolta nacquero i soviet (consigli), ovvero assemblee popolari composte da operai e contadini. Dopo la rivoluzione del 1905, fu istituita la Duma e il ministro Stolypin propose riforme della proprietà terriera, che tuttavia non furono sufficienti a trasformare la struttura profonda dell'Impero.

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