Il Ruolo del Maestro e del Discepolo: Principi di Pedagogia Classica
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Il Buon Maestro
Il maestro esperto, verso di loro [gli studenti], dunque assuma anzitutto i sentimenti di un padre, e sia convinto di prendere il posto di quanti gli affidano i figli. Egli non abbia vizi e non li ammetta negli altri. La sua serietà non assuma i tratti della cupezza e la sua affabilità non sia sguaiata, affinché a causa della prima non gli venga antipatia e a causa della seconda scarso rispetto.
Parli senza risparmio di ciò che è onesto e di ciò che è bene: quanto più spesso ammonirà, tanto più raramente punirà. Si adiri il meno possibile, ma non finga di non vedere i difetti da correggere; sia semplice nelle spiegazioni, resistente alla fatica, assiduo ma non eccessivo.
Consigli per una didattica efficace
- Risponda di buon grado a chi gli fa domande e, di sua iniziativa, interroghi chi non gliene pone.
- Nel lodare le esercitazioni degli allievi non sia né troppo stretto né troppo largo: il primo atteggiamento fa venire a noia lo studio, il secondo genera eccessiva sicurezza.
- Quando corregge gli errori non si mostri aspro e offenda il meno possibile, poiché il biasimo eccessivo allontana molti dal proposito di studiare.
Ogni giorno dica qualche frase, anzi, molte frasi che i suoi uditori poi ripetano fra sé. Ammettiamo pure, infatti, che fornisca abbastanza esempi da imitare grazie agli autori che legge: la viva voce, come si usa dire, nutre però in maniera più piena, specie quando appartiene a un maestro che i discepoli, purché ben educati, amano e temono. D’altronde, a stento si può esprimere quanto più volentieri imitiamo coloro verso i quali siamo ben disposti.
Il Buon Discepolo
Dopo aver parlato tanto dei doveri dei maestri, questo solo raccomando ai discepoli: che amino i maestri non meno dei loro studi e che li ritengano genitori, non certamente dei corpi, ma delle menti.
L'importanza della docilità
Questo rispetto gioverà molto allo studio, perché così li ascolteranno volentieri, crederanno alle loro parole e desidereranno essere simili a loro. Allora, lieti e contenti, si recheranno nei gruppi dei compagni di scuola; ripresi non si arrabbieranno, lodati, proveranno piacere e, grazie allo studio, meriteranno di essere molto amati.
Infatti, come dovere dei maestri è insegnare, così dovere dei discepoli è mostrarsi docili; del resto, nessuna delle due cose basta senza l'altra. E come la nascita dell'uomo è causata da entrambi i genitori e invano spargerai i semi se non li alimenterà il solco preparato in precedenza, così l'eloquenza non può crescere se non con lo sforzo concorde di chi dà e di chi riceve.