La Scoperta e la Colonizzazione dell'America: Storia e Amministrazione

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La scoperta dell'America

La scoperta dell'America da parte di Cristoforo Colombo nel 1492 è stata uno degli eventi più significativi della storia europea, con profonde ripercussioni politiche, sociali ed economiche nei secoli successivi. Colombo, navigatore genovese, presentò il suo piano per raggiungere l'India attraverso una nuova rotta verso occidente, inizialmente al Portogallo e successivamente alla Castiglia.

Dopo difficili negoziati, furono firmate le Capitolazioni di Santa Fe nel 1492 tra i Re Cattolici e Colombo, che stabilirono titoli, benefici e il supporto necessario per il progetto. Il 3 agosto 1492, la spedizione composta da tre navi salpò dal porto di Palos de la Frontera (Huelva). Il 12 ottobre, la flotta raggiunse Guanahani (Bahamas).

Per molto tempo, Colombo credette di aver raggiunto alcune isole della costa asiatica, ma in realtà aveva scoperto un continente sconosciuto all'Europa: l'America. Colombo compì altri tre viaggi tra il 1493 e il 1503. I Re Cattolici rivendicarono la sovranità sulle terre scoperte presso il Papa, ma i disaccordi con il Portogallo portarono al Trattato di Tordesillas nel 1494, che definì la spartizione delle aree di espansione e navigazione: la costa occidentale dell'Africa e il Brasile rimasero in mani portoghesi, mentre il resto dell'America passò sotto il controllo castigliano.

Conquista e colonizzazione

Nel 1518, il processo di esplorazione iniziale era completato. Poiché le terre trovate non offrivano inizialmente la ricchezza sperata, si maturarono due alternative per giustificare lo sfruttamento: la ricerca di un nuovo passaggio per le Indie e l'espansione nel continente.

  • Esplorazioni marittime: Tra il 1519 e il 1522, la spedizione di Magellano ed Elcano realizzò la prima circumnavigazione del mondo, confermando però che la rotta era impraticabile.
  • Conquista territoriale: A partire dal 1519, si estesero le spedizioni di conquista. Hernán Cortés guidò la caduta dell'Impero azteco in Messico, mentre Francisco Pizarro conquistò l'Impero Inca in Perù tra il 1531 e il 1542.

Entro il 1540, l'espansione nel continente era sostanzialmente conclusa. I coloni sfruttarono sistematicamente le risorse minerarie e svilupparono l'agricoltura. Tuttavia, i vantaggi economici contrastavano con l'impatto negativo sulla popolazione indigena. Questo abuso scatenò un aspro dibattito in Spagna, portando all'adozione delle Leggi di Burgos nel 1512, che proclamarono la libertà e i diritti degli indigeni.

Governo e amministrazione

Per organizzare e gestire le ricchezze, lo Stato spagnolo istituì un controllo diretto sui nuovi territori:

  • Casa de Contratación (1503): Con sede a Siviglia, gestiva il commercio, il controllo dell'immigrazione, la formazione dei piloti, lo stoccaggio delle merci e la riscossione del quinto real.
  • Consiglio delle Indie (1524): Istituito da Carlo I, si occupava dello sviluppo legislativo e delle ordinanze per l'America.
  • Vicereami: Dal 1535, l'America fu divisa in due vicereami: Nuova Spagna (capitale Città del Messico) e Perù (capitale Lima). Successivamente, furono creati i vicereami della Nuova Granada e del Río de la Plata.

Il viceré rappresentava la massima autorità. A livello locale, i coloni si organizzarono in città governate dai Cabildos (consigli municipali). Inoltre, a causa della carenza di manodopera, a partire dal XVI secolo fu introdotta la popolazione nera, impiegata nelle piantagioni e nei servizi domestici.

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