Seconda Rivoluzione Industriale, Imperialismo e Prima Guerra Mondiale: Storia e Conseguenze
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Seconda Rivoluzione Industriale e Imperialismo
La Seconda Rivoluzione Industriale ha trasformato radicalmente l'economia, portando a un incremento della produzione e al miglioramento dei sistemi di scambio e trasporto. Grazie alla superiorità finanziaria e militare, le potenze europee hanno creato vasti imperi coloniali in Asia e Africa.
Cause del colonialismo
- Ricerca di mercati: L'Europa necessitava di nuovi sbocchi commerciali.
- Sovrappopolazione: L'eccesso demografico ha spinto le popolazioni a emigrare.
- Nazionalismo conservatore: Sosteneva la superiorità di alcune nazioni e il diritto di prevaricare sugli altri popoli.
Organizzazione coloniale
- Colonie di sfruttamento: Territori soggetti a sfruttamento economico e occupazione politica da parte degli europei.
- Colonie di popolamento: Territori che hanno accolto flussi migratori di popolazione bianca (es. Canada, Australia).
- Protettorati: Territori che hanno mantenuto un proprio apparato statale e amministrativo sotto il controllo esterno.
Distribuzione territoriale e potenze
L'Africa fu quasi interamente spartita tra potenze europee (inglesi, francesi e portoghesi), ad eccezione dell'Abissinia e della Liberia. Per regolare lo scontro di interessi, fu convocata la Conferenza di Berlino (1885).
In Asia, l'India divenne britannica, mentre la Francia si concentrò sull'Indocina. In Cina, le potenze coloniali imposero l'apertura dei mercati attraverso le Guerre dell'oppio (1840-1858).
L'espansione delle potenze mondiali
- Impero britannico: Mirava al controllo delle rotte marittime. L'India, inizialmente gestita dalla East India Company, vide la regina Vittoria proclamata Imperatrice nel 1876.
- Stati Uniti: Si espansero nel Pacifico e nei Caraibi, espellendo gli spagnoli da Filippine, Cuba e Porto Rico.
- Giappone (Era Meiji): Attuò l'abolizione del feudalesimo, la modernizzazione economica e l'apertura verso l'Occidente.
Conseguenze della colonizzazione
Il processo coloniale portò al miglioramento delle infrastrutture, alla nascita di nuove industrie e all'introduzione di misure igieniche e scolastiche. Tuttavia, impose un'economia monetaria, causò la perdita di identità delle culture indigene e creò profonde disuguaglianze sociali.
La Prima Guerra Mondiale (1914-1918)
Definita la Grande Guerra per la vastità del coinvolgimento internazionale, fu causata dalla rivalità tra potenze coloniali, dall'esaltazione nazionalista e dai conflitti nei Balcani.
Alleanze e scoppio del conflitto
Gli Stati investirono massicciamente in armamenti. Si formarono due blocchi contrapposti:
- Triplice Alleanza (1882): Germania, Italia, Austria-Ungheria.
- Triplice Intesa (1907): Francia, Russia, Gran Bretagna.
Il conflitto esplose nel 1914 dopo l'assassinio dell'erede al trono austro-ungarico a Sarajevo. L'Austria dichiarò guerra alla Serbia, innescando un effetto domino di alleanze.
Svolgimento e conclusione
Dopo l'invasione del Belgio, la Gran Bretagna entrò in guerra. Il fronte occidentale si stabilizzò in una logorante guerra di trincea. Nel 1917, la Russia si ritirò a causa della rivoluzione bolscevica (Trattato di Brest-Litovsk), mentre gli Stati Uniti entrarono nel conflitto dopo l'affondamento del Lusitania. Nel 1918, la Germania, stremata, firmò l'armistizio.
Il nuovo ordine mondiale
Trattato di Versailles
Il trattato impose alla Germania pesanti riparazioni di guerra, la riduzione dell'esercito e la perdita delle colonie, dichiarandola unica responsabile del conflitto.
Geopolitica post-bellica
La mappa d'Europa fu ridisegnata: l'Impero russo cedette territori alla Polonia, l'Impero turco fu ridotto e l'Impero Austro-Ungarico si disintegrò. Fu creata la Società delle Nazioni, su proposta del presidente Wilson, con l'obiettivo di garantire la pace e la cooperazione internazionale.