Il Settore della Pesca in Spagna: Struttura, Sfide e Sostenibilità
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Gli spazi di pesca
1. La zona di pesca
La zona di pesca spagnola, o zona di pesca nazionale, si estende dalla costa fino a 200 miglia nautiche, che delimitano la Zona Economica Esclusiva (ZEE), ovvero l'area su cui lo Stato esercita diritti esclusivi di pesca. Il territorio è organizzato in otto regioni: Nord-Ovest, Cantabria, Nord, Levante, Mediterraneo meridionale, Sud Atlantico, Baleari e Canarie.
2. L'attività di pesca
Le caratteristiche principali delle attività di pesca sono:
- Destinazione: Il mercato principale è il consumo umano, con una netta prevalenza del prodotto fresco, sebbene siano in crescita le forme di trasformazione industriale (congelamento, conservazione, salagione e riduzione).
- Distribuzione geografica: La Galizia rappresenta la regione più importante per volume e valore del pescato, seguita dalle altre regioni atlantiche.
- Specie catturate: Oltre il 90% del pescato è costituito da pesci; la parte restante è composta da molluschi e crostacei.
- Flotta: Si divide in una flotta artigianale che opera nella zona nazionale con tecniche tradizionali e una flotta d'altura e di grande altura, che opera in acque internazionali.
- Stato delle risorse: Si registra un progressivo esaurimento delle risorse ittiche nazionali.
3. La crisi della pesca
3.1. Indicatori di crisi
I principali indicatori della crisi sono tre:
- Il declino della popolazione impiegata nel settore.
- La riduzione del contributo al PIL.
- Il deficit commerciale del settore ittico, dovuto alla necessità di importare grandi quantità di prodotti per soddisfare il consumo interno e all'aumento degli acquisti di prodotti trasformati o conservati.
3.2. I problemi del settore
La pesca spagnola affronta gravi criticità gestite attraverso una politica settoriale coordinata da diversi livelli:
- Unione Europea: Fissa gli orientamenti generali basati su competitività e sostenibilità.
- Governo spagnolo: Predispone la pianificazione generale e le linee guida specifiche in accordo con le direttive europee.
- Comunità Autonome: Hanno competenza sulle acque costiere, marine e sulla molluschicoltura.
3.2.1. Problemi legati alle risorse
La pesca si concentra in aree idonee per l'impostazione delle reti:
- Risorse limitate: La piattaforma continentale è stretta e l'eccessivo sfruttamento, unito all'inquinamento, ha impoverito le risorse.
- Quote comunitarie: Le zone comunitarie sono soggette a un sistema di quote per garantire la sostenibilità delle catture.
- Restrizioni internazionali: La pesca globale è limitata dalla creazione di Zone Economiche Esclusive.
3.2.2. Problemi demografici
La popolazione impiegata nel settore è in calo, invecchiata e con un basso livello di istruzione. Per affrontare queste problematiche si punta a:
- Promuovere la competitività e la diversificazione.
- Concedere aiuti ai giovani pescatori per l'acquisto della prima imbarcazione.
- Migliorare la formazione professionale e creare nuovi percorsi di studio.
3.2.3. Problemi economici
La flotta è sovradimensionata rispetto alle reali possibilità di pesca, a causa dell'aumento dei costi del carburante e delle restrizioni internazionali. Le misure di ristrutturazione includono:
- Riduzione delle dimensioni della flotta.
- Ammodernamento tecnologico.
È inoltre necessaria una maggiore diversificazione economica, l'adozione di nuove tecnologie, il miglioramento della trasformazione dei prodotti e l'adeguamento agli standard di sicurezza e benessere animale dell'Unione Europea.
3.2.4. Problemi sociali
Molte zone costiere soffrono per la ristrutturazione del settore. Le soluzioni includono il miglioramento delle infrastrutture portuali, il sostegno all'acquacoltura e la riconversione professionale dei pescatori.
3.2.5. Questioni ambientali
L'attività genera impatti negativi come:
- Sovrapesca: L'uso di attrezzi indiscriminati minaccia l'estinzione di alcune specie.
- Inquinamento: Rischio di sversamenti di carburante dalle navi.
4. Acquacoltura
L'acquacoltura consiste nell'allevamento di specie acquatiche, marine o d'acqua dolce.
- Acquacoltura marina: Sviluppata principalmente lungo la costa cantabrica e in Galizia (mitili, ostriche, vongole e fasolari).
- Acquacoltura d'acqua dolce: Concentrata sulla trota arcobaleno (Galizia, Catalogna e Castiglia) e, in misura minore, su granchi, carpe e storioni.