Il Sexenio Democratico in Spagna: Dalla Rivoluzione Gloriosa ad Amedeo I
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Il Sexenio Democratico (1868-1874)
Il Sexenio Democratico (1868-1874) viene indicato come il culmine della rivoluzione liberale nel secolo iniziato e finito con l'individuazione del sistema di Isabella II. Questo periodo fu caratterizzato dai settori più conservatori del liberalismo, che avevano lasciato il controllo del paese a una piccola oligarchia, impedendo la modernizzazione dell'economia e dello Stato.
L'avanzamento della coscienza politica delle masse portò alla richiesta dell'estensione dei diritti politici a tutti i cittadini, come espresso nelle rivoluzioni democratiche del 1848 in Europa e nel movimento cartista in Inghilterra.
Le Cause della Gloriosa Rivoluzione
Le cause della Gloriosa Rivoluzione (settembre 1868), che porterà alla fine del trono di Isabella II, sono dovute a diversi fattori:
Cause Economiche
- Crisi economica: una situazione di disoccupazione e fame tra la classe operaia, unita al desiderio della borghesia di ammodernare l'economia.
- Crisi del settore tessile: causata dall'embargo sulle importazioni di cotone dagli Stati Uniti dopo la Guerra Civile Americana.
- Crisi della costruzione ferroviaria: le aspettative frustrate di rendimento fecero crollare il prezzo delle azioni e gli investimenti in nuove linee.
- Crisi del mercato europeo: portò al rimpatrio dei capitali investiti in Spagna.
- Cattivi raccolti: negli anni 1866 e 1867 comportarono l'aumento del costo del grano e la fame.
Cause Politiche
- Regime oligarchico: Isabella II aveva alternato il potere tra i generali O'Donnell e Narváez. La Costituzione del 1845 aveva trasformato il paese in un regime repressivo, incapace di essere riformato dalle istituzioni e mantenuto al di fuori della politica per la stragrande maggioranza della popolazione.
- Gestione arbitraria: La regina aveva affidato la gestione politica in modo arbitrario ai suoi favoriti e amici, indipendentemente dal sistema politico.
- Repressione: Per fermare ogni risposta al regime, si ricorse alla forza, come manifestato negli eventi della Notte di San Daniele e nella repressione della rivolta dei sergenti della caserma di San Gil.
- Isolamento della Corona: La morte dei generali Narváez e O'Donnell, i suoi principali sostenitori, lasciò la regina con un limitato supporto militare, soprattutto dopo il massacro della guarnigione di San Gil.
Il Patto di Ostenda e l'Esilio
Tutte le forze politiche a sinistra del partito moderato (progressisti, democratici, repubblicani e più tardi l'Unione Liberale) firmarono il Patto di Ostenda, al fine di rovesciare la dinastia e creare uno stato democratico per evitare una rivoluzione sociale.
I militari a capo del complotto (Serrano, Prim e Topete) sostennero che la Gloriosa Rivoluzione non fosse una rivoluzione popolare, ma uno dei tanti colpi di stato militari del secolo. L'insurrezione della flotta a Cadice il 18 settembre fu seguita da numerose caserme in tutto il paese, fino alla battaglia di Alcolea, dove le truppe regie furono sconfitte e la Regina fu costretta ad attraversare il confine in esilio.
Tuttavia, vi fu una rivoluzione civile parallela che portò alla nascita di comitati rivoluzionari locali e alla creazione di una milizia armata, i Volontari della Libertà, dimostrando la politicizzazione sociale e il desiderio di partecipazione politica. Le giunte militari e i volontari furono convinti a sciogliersi per lasciare il potere nelle mani di un governo provvisorio guidato dai generali Serrano e Prim, che convocò le Cortes Costituenti a suffragio universale maschile.
Modernizzazione e la Costituzione del 1869
Altre misure volte a modernizzare l'economia furono l'istituzione della tariffa Figueroa, per la liberalizzazione del mercato, e la creazione della peseta come unità monetaria. Le nuove Cortes adottarono la Costituzione del 1869, un testo che stabiliva:
- La sovranità nazionale basata sul suffragio universale maschile.
- La monarchia parlamentare.
- La radicale divisione dei poteri.
- Una carta dei diritti e delle libertà.
Si trattava di un sistema democratico che permetteva la partecipazione politica di tutte le parti in un ordine parlamentare.
Il Regno di Amedeo I di Savoia
La scelta di un nuovo monarca, scartando i Borboni, portò alla selezione tra diverse dinastie europee. Amedeo I, della dinastia italiana dei Savoia, fu il prescelto. Il monarca si presentò nel rispetto del sistema costituzionale democratico, ma dovette affrontare il rifiuto di diversi settori:
- I monarchici tradizionalisti (carlisti) e la corte borbonica.
- I repubblicani.
- Il clero, che rifiutava la dinastia che aveva posto fine allo Stato Pontificio.
- Le classi popolari, che deridevano il re straniero.
Il generale Prim, suo grande difensore, morì in un attentato il giorno prima dello sbarco di Amedeo in Spagna nel gennaio 1871. L'instabilità dei governi (sei governi e tre elezioni generali in due anni), la rivolta di Cuba dopo il Grito de Yara (1868) sostenuta dagli Stati Uniti, e l'inizio della Terza Guerra Carlista nelle province basche e in Catalogna, portarono Amedeo I, in seguito alla richiesta del governo di sciogliere il corpo di artiglieria, a rinunciare alla corona.