Simbolismo y Naturaleza en la Poesía de Maragall y Costa i Llobera

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La vaca cega de Joan Maragall

Nella poesia "La vaca cega", l'autore vuole trasmettere la bellezza della natura attraverso un essere vivente: la mucca. Joan Maragall mostra sentimenti, esperienze ed emozioni umane vissute dalla protagonista del poema, offrendo un chiaro esempio di personificazione.

Questa poesia è composta da 23 versi, con un ritmo che supera l'arte maggiore. Si riscontrano diverse figure retoriche:

  • Enumerazione: nella quarta strofa, "i loro amici, le scogliere, da una virgola, il silenzio dei prati e delle banche".
  • Personificazione: "embanyada la testa con un gesto tragico, lampeggiando sulle ragazze morte e tornare indietro".

Struttura e Temi

La struttura del poema alterna terzine, quartine e, infine, una decima reale. Nella prima parte, la mucca appare come un animale irrazionale con una somiglianza umana sentimentale; l'autore usa parole brevi per riprodurre l'immagine della mucca che cammina lentamente. La seconda parte ci presenta la tragedia, spiegando come la mucca diventa cieca. Nella terza e quarta strofa, la tragedia si intensifica attraverso il ricordo del passato. Infine, nell'ultima parte, l'io poetico scompare parzialmente e l'autore descrive il paesaggio come se fosse all'interno della scena.

In questa poesia, vediamo l'uso della natura tipico dei modernisti come un palcoscenico pieno di avversità, dove l'essere vivente viene attaccato dall'uomo della massa, rappresentato come un individuo perverso, frustrato e mediocre.

Lo Pi de Formentor

Miquel Costa i Llobera (Pollença 1854 - Palma di Maiorca 1922) proveniva da una famiglia ricca con grandi proprietà rurali ed è stato discepolo di Josep Lluís Pons i Gallarza. Ordinato sacerdote nel 1888, ha continuato la sua creazione poetica, presiedendo nel 1906 i Giochi Floreali di Barcellona, dove fu riconosciuto come maestro dagli intellettuali più significativi del periodo.

Nella sua produzione modernista si distinguono due periodi. Il primo è caratterizzato da una poesia romantica; nel 1885 pubblicò una raccolta contenente opere come L'arpa, La Vall e Miramar. Tra queste spicca "Lo Pi de Formentor", pubblicato nel 1875 e considerato un capolavoro della poesia romantica.

Ispirazione e Analisi

Miquel Costa i Llobera si ispirò alle visioni selvagge dei pini incastonati nelle falesie della penisola di Formentor (Maiorca). Spesso, quei paesaggi visti fin da giovane servirono da ispirazione per gran parte del suo lavoro.

  • Prima e seconda strofa: L'autore descrive l'albero e il luogo in cui si trova, sottolineando come Dio lo abbia posto nel punto più alto.
  • Terza strofa: Descrive il movimento degli uccelli, il sole e il vento tra i rami.
  • Quarta strofa: Si sofferma sulla longevità dell'albero e sulla sua capacità di sopravvivere grazie alla Madre Natura.
  • Quinta e sesta strofa: Il poeta attribuisce all'albero attributi divini, elevandolo a elemento dominante del paesaggio.

Nelle ultime due strofe, l'autore dichiara la sua ammirazione e invidia verso il pino, descrivendolo come un eroe che osserva tutto, dagli uccelli che passano alla luce dell'alba. Il pino è un simbolo ricorrente che assume valori diversi, venendo personificato come un guerriero forte e resistente.

Conclusione

In conclusione, la poesia esprime una forte ammirazione verso l'albero. L'autore vorrebbe possedere la stessa forza del pino per affrontare le tempeste della vita (metafora dei problemi e della depressione). È un'opera che celebra le qualità di questo pino con un sentimento sincero, capace di trasmettere al lettore la stessa profonda ammirazione.

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