Sistemi di Gestione della Sicurezza sul Lavoro: Procedure di Audit e Valutazione dei Rischi
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Funzioni e Obiettivi degli Audit di Sicurezza
1. Funzione degli strumenti di controllo
È assodato che i controlli siano uno strumento di gestione. La funzione di questo strumento è quella di eseguire una revisione sistematica, formale e indipendente della gestione di un'attività o di un sistema di gestione, al fine di verificare che ciò avvenga correttamente e sia conforme al sistema stabilito.
2. Obiettivi dei controlli della Salute e Sicurezza sul Lavoro (SSL)
Di seguito si elencano cinque obiettivi principali:
- Rilevare e identificare le debolezze nei sistemi di gestione per procedere al miglioramento della Salute e Sicurezza sul Lavoro (SSL).
- Verificare la conformità a tutte le norme vigenti in materia.
- Valutare l'efficacia della gestione rispetto alla politica e agli obiettivi definiti dalla società.
- Verificare l'efficacia delle azioni correttive intraprese per sanare le carenze individuate.
- Proteggere l'organizzazione da potenziali passività.
3. Estensione della verifica nel programma di audit
L'estensione (o portata) è legata alla definizione delle attività, degli impianti o dei luoghi da sottoporre a revisione, nonché alle normative legali o alle regole interne da applicare. Questa sezione deve fornire risorse sufficienti per realizzare gli obiettivi specifici proposti.
4. Requisiti del personale di audit
Un revisore deve possedere i seguenti requisiti:
- Essere approvato secondo i criteri di revisione contabile stabiliti.
- Essere indipendente, per quanto possibile, dalle zone da controllare.
- Avere conoscenza, esperienza e familiarità con le attività o le aree da sottoporre a controllo.
- Possedere un'adeguata formazione ed esperienza in attività di controllo.
- Possono essere revisori interni (appartenenti alla stessa società) o revisori esterni.
Metodologia e Classificazione delle Non Conformità
5. Azioni nella fase di revisione
In base alla metodologia degli audit, le azioni principali includono:
- Incontro e colloquio: Riunione con la dirigenza (in caso di revisione esterna) o colloqui con persone selezionate (in caso di audit interno).
- Raccolta di informazioni: Confronto con il sistema giuridico e la gestione della società per identificare punti di forza e di debolezza.
- Valutazione delle prove: Verifica della conformità e individuazione delle deviazioni rispetto alle norme.
- Relazione dei risultati: Condivisione degli esiti in un incontro finale con il personale dello stabilimento.
6. Criteri di classificazione delle Non Conformità
- Categoria 1: Fallimento completo rispetto a quanto specificato nelle procedure applicabili.
- Categoria 2: Fallimento completo come previsto in alcune sezioni delle norme, disposizioni o procedure applicabili.
- Categoria 3: Prestazioni carenti rispetto alle regole e procedure stabilite.
7. Responsabilità del Capo del Gruppo di Controllo (Pre-Audit)
Il responsabile deve:
- Confermare e definire la portata della revisione.
- Verificare il calendario degli incontri.
- Raccogliere e distribuire informazioni rilevanti.
- Revisionare la legislazione vigente e le procedure della pianta.
- Effettuare una visita preventiva allo stabilimento, se necessario.
- Predisporre protocolli o liste di controllo.
- Preparare i documenti per la revisione.
- Confermare il programma con il gruppo di audit e la società.
Gestione dei Rischi e Indicatori di Prestazione
8. Non conformità nel sistema di gestione dei rischi
Queste corrispondono a: incidenti e inconvenienti, violazioni o deviazioni dai requisiti di sicurezza, igiene industriale, medicina del lavoro (secondo legge o regolamento interno), problemi relativi a prodotti, attrezzature, attività o documentazione.
9. Non conformità nelle attività di produzione
- Incidenti e mancati incidenti (near-miss).
- Deviazioni rilevate tramite tecniche preventive (indagini, osservazioni, ecc.).
- Incidenti stradali durante il trasporto di merci pericolose o mancanza di documentazione di sicurezza.
10. Fasi delle azioni correttive e preventive
- Attuazione delle azioni: Ogni azione deve avere un responsabile e una data di esecuzione assegnata.
- Documentazione e registrazione: È necessario documentare le azioni correttive e preventive in modo parallelo ai sistemi di qualità e ambiente per evitare inefficienze.
11. Indicatori Reattivi e Preventivi
- Indicatori Reagenti: Derivano da fatti già accaduti, come infortuni, malattie professionali o fallimenti del sistema di gestione.
- Orientamenti di Prevenzione: Rappresentano lo sforzo compiuto per eliminare gli incidenti e garantire la conformità ai requisiti.
12. Esempi di indicatori
- Indicatori Reagenti: Livello di gravità, tasso di frequenza, indice di infortuni, tasso di perdita.
- Indicatori Preventivi: Indice di intenti, indice di intensità, indice di monitoraggio, rispetto degli obiettivi.
13. Costi della sicurezza
I concetti principali includono:
- Investimenti in salute e sicurezza.
- Costi fissi di sicurezza.
- Costi della non-sicurezza: Perdite generate da incidenti verificatisi.
- Protezione contro atti antisociali.
- Costi delle polizze assicurative.
- Indennità percepite per danni causati da incidenti.
Elementi del Sistema di Gestione SSO
14. Definizione ed elementi del sistema
Il sistema è parte integrante dell'organizzazione che gestisce i rischi associati alla Sicurezza e Salute Occupazionale (SSO). Gli elementi includono: (a) Requisiti generali, (b) Criteri SSO, (c) Pianificazione, (d) Attuazione e funzionamento, (e) Controllo e correzione, (f) Revisione della direzione.
15. Politica di Sicurezza della società
La gestione superiore deve definire la politica SSO, che stabilisce gli obiettivi generali e l'impegno per il miglioramento. La Politica deve:
- Essere adeguata alla natura e alla portata dei rischi.
- Includere l'impegno al miglioramento continuo e al rispetto della normativa.
- Essere documentata, attuata e mantenuta.
16. Metodologia per l'identificazione e gestione dei rischi
La metodologia deve:
- Essere determinata per ambito, natura e tempistica (proattiva prima che reattiva).
- Prevedere la classificazione dei rischi e definire quelli da eliminare o controllare.
- Essere in linea con l'esperienza operativa.
- Fornire informazioni per l'individuazione delle risorse e dei bisogni formativi.
- Sviluppare controlli per monitorare l'efficacia delle azioni.
18. Aspetti legati alle conseguenze di un evento
- Natura e quantità di energia rilasciata.
- Sostanze pericolose nella zona interessata.
- Esistenza di rischi sinergici per altri soggetti.
- Reattività post-incidente.
- Condizioni meteorologiche locali (illuminazione, rumore, spazio).
- Numero di persone esposte e livello di vulnerabilità.
Obiettivi e Miglioramento Continuo
20. Definizione degli obiettivi
L'organizzazione deve stabilire obiettivi considerando: 1. Requisiti legali; 2. Pericoli e rischi SSO; 3. Opzioni tecnologiche e finanziarie; 4. Esigenze aziendali e delle parti interessate.
21. Tipologie di obiettivi nei processi
- Obiettivi Proattivi: Si applicano alle misure di controllo o prevenzione (es. attivare tecniche di controllo S&SO).
- Obiettivi Reagenti: Si applicano alle misure correttive e ai parametri di prestazione (incidenti, infortuni, ecc.).
22. Caratteristiche degli obiettivi
Gli obiettivi devono essere coerenti con la politica, distribuiti nell'organizzazione, scritti in modo chiaro, realizzabili entro un termine certo, sfidanti e misurabili.
23. Fasi della gestione dei rischi
Le fasi includono: Identificazione del rischio, Valutazione dei rischi per ogni pericolo, Selezione dei rischi non tollerabili, Proposta di misure preventive, Prevenzione e Verifica dell'efficacia.
24. Vantaggi dell'analisi di rischio
- Miglioramento delle prestazioni aziendali.
- Priorità ai rischi e ottimizzazione dei costi.
- Supporto alla direzione strategica.
- Comprensione comune dei rischi e fiducia degli stakeholder.
Inventario delle Attività e Aree Critiche
25. Inventario delle attività critiche
Si sviluppa in due tappe: suddividere le occupazioni nei loro compiti componenti e individuare le attività fondamentali.
26. Definizioni di criticità
- Settore o area critica: Zona dell'impianto con attrezzature o compiti vitali per la produzione, con alto potenziale di perdita.
- Attrezzatura critica: Macchinario che, se guasto o usato in modo errato, può causare gravi perdite di produzione o lesioni.
- Processo critico.
27. Passaggi per l'inventario di aree e attrezzature
- Dividere lo spazio fisico in settori e elencare tutte le squadre presenti.
- Stabilire la criticità di ogni zona e attrezzatura.
28. Consigli per un buon inventario
- Usare moduli adeguati per la raccolta dati.
- Suddividere correttamente lo spazio fisico.
- Elencare le condizioni non sicure.
- Sviluppare l'elenco in base ai livelli di criticità decrescenti.
29. Probabilità media di insorgenza della perdita
È la media aritmetica di tutte le probabilità di evento associate a condizioni o azioni sub-standard in aree o attrezzature significative.
30. Concetti di compito
- Compito (Task): Sequenza di attività di una persona per raggiungere un risultato assegnato.
- Compito critico: Attività che, nelle condizioni esistenti, potrebbe comportare perdite gravi.
Sezione II: Test a Risposta Multipla
- Maggiore è l'esposizione a una situazione pericolosa: C) maggiore è il rischio associato.
- Nella scala dei valori delle conseguenze si considerano: C) danni a persone e cose.
- Nell'analisi del danno, la priorità va data a: C) persone.
- La motivazione rappresenta: C) L'efficacia della spesa per l'azione proposta.
- Il fattore di giustificazione serve a confrontare: A) Varie misure di controllo alternative.
- La giustificazione per le misure di riduzione del rischio: C) solo l'1, 2 e 3.
- Un valore di motivazione inferiore a 10: C) Indica che la riduzione del rischio è così piccola che la spesa non è giustificata.
- Valori 0 (non prima di 6 mesi) a 3 (entro 72 ore) indicano: D) la scala di prossimità del verificarsi.
- Un inventario delle attività critiche è essenziale per: B) solo 1 e 3.