Società e Organizzazione Politica nell'Antica Grecia e a Roma
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La società nella Grecia classica
La Grecia classica è stata un mosaico di città-stato indipendenti (polis), caratterizzate da strutture sociali complesse e da una netta divisione tra uomini liberi e schiavi.
La società ateniese
Atene era una democrazia composta da cittadini e meteci:
- I cittadini: Uomini di età superiore ai 20 anni, nati da padre e madre ateniesi, che godevano di pieni diritti.
- I meteci: Stranieri residenti ad Atene con diritti civili limitati, dediti principalmente ad attività commerciali.
- Gli schiavi: Rappresentavano più della metà della popolazione. Non godevano di diritti ed erano considerati proprietà del padrone. La condizione di schiavo si ereditava o si acquisiva tramite prigionia di guerra o cattura da parte dei pirati. Svolgevano ogni tipo di lavoro.
La società spartana
Sparta era uno stato militarista con una rigida organizzazione sociale:
- Gli Spartiati: Costituivano la casta guerriera con pieni diritti. Chiamati hómoioi (gli uguali), seguivano una formazione militare dai 7 ai 20 anni.
- I Perieci: Uomini liberi, stranieri residenti nei villaggi vicini a Sparta sotto il suo controllo.
- Gli Iloti: Discendenti di popolazioni conquistate, privi di diritti, sfruttati nel lavoro e talvolta mobilitati nell'esercito.
L'organizzazione della Grecia classica
La Polis
La polis greca si definiva attraverso tre elementi: un territorio con un agglomerato urbano principale, l'indipendenza politica e un corpo civico unito. Fino all'epoca di Alessandro Magno, la Grecia non era uno Stato unitario, ma un insieme di polis indipendenti che condividevano istituzioni simili: un'assemblea, un consiglio e dei magistrati.
La democrazia ateniese
L'attività politica era riservata ai cittadini maschi:
- L'Assemblea: Aperta a tutti i cittadini.
- Il Consiglio (Boulé): Composto da 500 cittadini scelti annualmente a sorte.
- I Magistrati: Funzionari eletti o sorteggiati, inclusi i 10 strateghi che dirigevano le operazioni militari.
Il regime militare spartano
Sparta era un regime oligarchico guidato da due re (diarchia) con funzioni ereditarie. L'assemblea popolare (Apella) approvava le proposte del Consiglio degli anziani (Gerusia), composto dai due re e 28 membri sopra i 70 anni. I veri governanti erano i 5 efori, eletti annualmente.
L'organizzazione politica di Roma
L'epoca monarchica e repubblicana
Nella monarchia, il re deteneva poteri religiosi, politici e militari, affiancato dal Senato. Con la Repubblica, si instaurò un sistema volto a evitare la concentrazione del potere, basato su magistrature temporanee e collegiali. Il Senato dirigeva la politica estera e l'economia, mentre i comizi centuriati gestivano le elezioni e la cittadinanza.
La società romana
Inizialmente divisa tra patrizi e plebei, la società romana evolse fino a concedere la cittadinanza a tutti gli abitanti liberi dell'impero nel 212 d.C. (Editto di Caracalla). Con il declino dell'Impero nel III secolo, si distinsero gli honestiores (i più onorevoli) e gli humiliores (i più umili), con la nascita della figura dei coloni.
Le origini indoeuropee
Le popolazioni indoeuropee si diffusero tra il V e il VI millennio a.C. dall'Europa centrale e dalle steppe siberiane. La loro economia si basava sull'agricoltura e l'allevamento. La lingua greca, tra le più antiche testimonianze indoeuropee, si evolse nei dialetti ionico, eolico, dorico e arcado-cipriota, confluendo poi nella koinè ellenistica. Il latino, originariamente una lingua italica del Lazio, si impose in tutta la penisola grazie all'espansione politica e alla potenza politica di Roma.