I Sofisti e il Dibattito tra Nomos e Physis nella Filosofia Greca
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Caratteristiche comuni dei Sofisti
I Sofisti erano un gruppo di educatori che operavano nell'Atene del V secolo a.C. Essi insegnavano ai giovani, dietro compenso, varie arti tra cui la finanza, le leggi e il linguaggio. Tutti possedevano grandi doti di eloquenza ed erano veri padroni del linguaggio.
Essendo spesso stranieri, e grazie alla visione ampia che avevano delle leggi e delle società, non crearono scuole di pensiero unitarie. Anche se ciascuno aveva il proprio pensiero particolare, condividevano alcuni tratti comuni:
- Erano esperti di educazione e grandi insegnanti di linguaggio.
- Erano oratori eccellenti.
- Sostenevano posizioni scettiche, alcuni in modo moderato, altri con radicalismo.
- A causa del loro scetticismo, adottavano una posizione relativista.
- Per quanto riguarda la religione, mantenevano una posizione agnostica.
Tutti sostenevano il vantaggio che le società fossero regolate da leggi positive, e che la base di queste risiedesse nella volontà umana e non in una legge naturale, considerata dai sofisti come inconoscibile.
Nomos e Physis in Socrate e nei Sofisti
Nel V secolo a.C. emerge la contrapposizione concettuale tra l'ordine necessario e naturale della Physis, come base delle leggi, e la volontà umana come suo fondamento. Si tratta dell'opposizione tra physis e nomos.
Definizioni fondamentali
- Physis (Natura): intesa come espressione della realtà di tutte le cose, ciò che le rende ciò che sono; un principio indipendente, necessario e universale nei suoi modi.
- Nomos: l'insieme delle leggi stabilite dai componenti di una particolare società umana per sviluppare standard e creare istituzioni utili alla convivenza in tale società.
Mentre in passato si riteneva che le norme sociali (il nomos) fossero il prodotto di una volontà divina o naturale, i sofisti spiegavano tali norme attraverso l'intenzione umana. Il nomos si basa quindi solo sugli interessi e sul pensiero umano, rispondendo esclusivamente al proprio vantaggio.
Il confronto con Socrate
Questa visione, sostenuta dai sofisti, fu criticata da Socrate. Per i sofisti, la contrapposizione tra nomos e physis significava che la fonte e il fondamento di tutto il diritto era ridotto a un insieme di pratiche doganali o convenzioni umane, non derivate dalla natura.
Essi conclusero quindi che tutte le leggi, le norme sociali, i valori morali, le istituzioni politiche e anche la cultura in generale (nomos) sono il risultato della convenzione umana e non derivano dalla natura (physis), la quale rappresenta qualcosa che ha uno scopo in sé e non è il risultato di un accordo.