I Sofisti e Socrate: Storia, Pensiero e Metodo della Filosofia Greca
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I Sofisti: I Maestri della Sapienza e della Parola
Il termine sofista deriva dal greco sophía (“sapienza”) o sophós (“saggio”) e indicava originariamente colui che possedeva una conoscenza ampia ed enciclopedica. Oggi questo termine ha assunto una connotazione negativa, riferendosi ad atteggiamenti poco spontanei o a ragionamenti capziosi. I sofisti erano intellettuali che offrivano il proprio sapere in cambio di denaro; di solito, i loro clienti erano giovani provenienti da famiglie altolocate. A differenza dei filosofi precedenti, si spostavano di città in città per tenere lezioni, non limitandosi alla propria patria.
Confronto tra Presocratici e Sofisti
| Presocratici | Sofisti |
|---|---|
| Ricercano il principio fondamentale della realtà (arché). | Soddisfano i clienti fornendo una conoscenza che favorisca la virtù (successo nella vita pubblica). |
| Il loro sapere riguarda la natura (physis) e l’essere nella sua generalità. | Si interessano degli esseri umani e del mondo sociale. |
| Metodo d’indagine basato sulla razionalità e sull’osservazione nello studio della natura. | Metodo d’indagine basato sulla razionalità e sull’osservazione nello studio della realtà umana. |
| Focus sul funzionamento della natura. | Focus sul funzionamento della società. |
La Sofistica si basa su tre componenti principali:
- La tradizione: i comportamenti individuali.
- Le leggi: la distribuzione dei ruoli e dei poteri.
- Il linguaggio: lo strumento mediante il quale le leggi sono formulate e discusse.
La Sofistica è l'arte della parola, che identifica nel linguaggio lo strumento principale mediante il quale i singoli individui possono esercitare la loro influenza nella società. Il loro modello educativo è diverso dalle forme tradizionali (miti e poesia): essi forniscono una visione del mondo umano, spiegano come funziona la società e come comportarsi nella vita politica per avere successo.
I Grandi Protagonisti della Sofistica
Protagora e il Relativismo
Vissuto nel V sec. a.C. in Tracia (Asia Minore), Protagora è celebre per le opere Sulla verità e Le antologie. Il cardine del suo pensiero è l'assunto: “L'uomo è misura di tutte le cose”.
- Relativismo: atteggiamento filosofico che non ammette verità assolute e principi immutabili.
- Visione individualista: le caratteristiche delle cose dipendono dal singolo individuo, dalla comunità che condivide un sistema di norme o dall’umanità nel suo complesso.
- Arte politica: considerata la tecnica essenziale della vita associata, basata sulla giustizia e sul rispetto delle leggi.
Gorgia: Il Nichilismo e la Retorica
Gorgia nega radicalmente l'essere attraverso tre tesi fondamentali:
- Nulla è: nulla soddisfa le caratteristiche che l'essere dovrebbe avere (eternità, unicità e incorruttibilità).
- Nulla può essere conosciuto: non esistono criteri per stabilire se ciò che pensiamo corrisponda a ciò che è.
- Nulla può essere comunicato: non esistono dati esterni che conferiscano un significato univoco alla parola “essere”.
Per Gorgia, il linguaggio non comunica l’essere, ma serve a stabilire come appaiono le cose. Sviluppa così la teoria della persuasione attraverso la retorica (la capacità di elaborare discorsi efficaci e convincenti).
Socrate: La Ricerca della Verità Interiore
Attivo ad Atene alla fine del V sec. a.C., Socrate si distinse dai sofisti perché insegnava gratuitamente e amava dialogare con i giovani, focalizzandosi sulla ricerca interiore dell’uomo. Utilizzava il linguaggio per discutere e non per persuadere; per questo motivo, il suo pensiero si manifesta solo in forma orale, essendo basato sulla discussione e sulla cooperazione nella ricerca della verità.
Socrate partecipò alle guerre del Peloponneso e, sebbene fosse descritto come esteticamente sgradevole (simile a un sileno), era considerato un uomo di estrema saggezza. Non ricoprì mai cariche politiche, pur avendo amici influenti. Figlio di uno scultore e di una levatrice, Socrate paragonò la sua attività a quella della madre coniando il termine Maieutica: l'arte di far “partorire” la verità alle anime, attraverso il dialogo filosofico.
Il Metodo Socratico e i suoi Obiettivi
La domanda fondamentale di Socrate è: “Che cos’è?” (ti estì), ovvero la ricerca della definizione universale. Socrate osserva che gli esseri umani valutano le cose in base a determinati valori, ma spesso non sanno definire i criteri di tale valutazione (ad esempio, sanno fare esempi di coraggio ma non sanno definire il “coraggio” in sé). Si può uscire dall’ignoranza soltanto riconoscendo di essere ignoranti.
- L’ironia socratica: consiste nel simulare ignoranza per analizzare ciò che gli altri credono di sapere, svelandone progressivamente l’inconsistenza.
- L’elenchos (confutazione): metodo di argomentazione razionale basato sul contrasto tra tesi e obiezioni.
- Il processo dialogico: 1) Richiesta di una definizione; 2) Applicazione dell'ironia; 3) Stato di confusione dell'interlocutore; 4) Maieutica per trovare un sapere genuino.
La Concezione Etica e Religiosa
Per Socrate, virtù (areté) e sapere coincidono. L’eccellenza nel comportamento è possibile solo se si conosce ciò che è bene. Una buona azione è virtuosa solo se compiuta consapevolmente. Da qui derivano due concetti chiave:
- Il male come ignoranza: chi agisce male lo fa perché non conosce il bene. Nessuno è malvagio per natura, ma solo per mancanza di conoscenza.
- Felicità (eudaimonía): non può esserci felicità senza virtù. La felicità del malvagio è solo un'illusione.
Il Processo e la Morte di Socrate
Nel 399 a.C., Socrate fu accusato da Meleto e Anito di corrompere i giovani e di empietà. Nonostante potesse scegliere l'esilio, Socrate accettò la condanna a morte per rispetto verso le leggi, che considerava sacre. Sosteneva che un'ingiustizia subita non giustificasse il compimento di un'altra ingiustizia (fuggire illegalmente). Morì bevendo la cicuta, circondato dai suoi discepoli.
Il Dáimon e l'Oracolo di Delfi
Socrate parlava spesso di un dáimon, una voce interiore (coscienza) che lo distoglieva dal compiere azioni errate. La sua fama ebbe inizio quando l'Oracolo di Delfi lo proclamò l'uomo più sapiente del mondo. Socrate interpretò questo responso con la celebre frase "Scio nihil scire" (So di non sapere).
Indagando tra i sapienti del tempo, notò che:
- I poeti: componevano per ispirazione ma non sapevano spiegare razionalmente le proprie opere.
- Gli artigiani: erano esperti nel loro mestiere, ma credevano erroneamente di essere sapienti anche in altri ambiti.
Il vero senso dell'oracolo è che sapiente è colui che sa che la propria sapienza è nulla rispetto alla verità assoluta. Molti, vedendo i giovani imitare Socrate e mettere in discussione le false certezze, lo accusarono ingiustamente di corruzione.
Glossario Essenziale
- Etica (ethos): Comportamento, abitudine, orientamento delle proprie scelte.
- Morale (mos, moris): Rispetto delle norme e delle leggi.