La Spagna durante la Prima Guerra Mondiale e la crisi del 1917
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La Spagna e la Prima Guerra Mondiale: neutralità ed espansione economica
Nel 1913, il governo conservatore fu formato da Eduardo Dato. Durante il conflitto europeo, la Spagna mantenne una posizione di neutralità. La società spagnola si divise profondamente tra due fazioni:
- Germanofili: le classi superiori, la Chiesa, l'esercito e il re, favorevoli agli Imperi Centrali (Germania e Austria), rappresentanti dell'autorità e dell'ordine conservatore.
- Aliadofili: le correnti più progressiste, favorevoli alle potenze alleate (Francia e Inghilterra), che incarnavano ideali democratici.
La neutralità favorì una grande espansione economica, rendendo la Spagna un fornitore chiave di prodotti industriali e agricoli. Tuttavia, questo portò a un forte aumento dei prezzi. Sebbene furono anni di buoni affari, i profitti non vennero reinvestiti per migliorare i sistemi di produzione, alimentando una forte speculazione che causò un calo del tenore di vita per le classi inferiori.
La crisi del 1917: tensioni sociali e politiche
La situazione economica derivante dalla guerra accentuò le differenze sociali, creando un clima di tensione che esplose nel 1917. L'impatto della Rivoluzione Russa spaventò la borghesia, spingendo i governi ad adottare misure repressive contro il movimento operaio. La crisi del 1917 si articolò su tre livelli principali:
1. Crisi militare
L'esercito spagnolo soffriva di un numero eccessivo di ufficiali rispetto ai soldati e l'inflazione aveva ridotto il valore degli stipendi. Il malcontento portò alla formazione delle Juntas de Defensa (Commissioni di difesa), associazioni militari diffuse in tutta la penisola che chiedevano aumenti salariali e la fine delle promozioni per merito di guerra. Il manifesto del 1917 accusò il governo dei mali del Paese, esigendo un rinnovamento politico.
2. Crisi politica
Il governo sospese le garanzie costituzionali, chiuse le Cortes e impose la censura sulla stampa. In risposta, fu organizzata l'Assemblea dei parlamentari catalani con l'obiettivo di convocare Cortes Costituenti e ristrutturare lo Stato. Tuttavia, il movimento non ebbe successo a causa del rifiuto delle forze monarchiche di partecipare al programma.
3. Crisi sociale
La conflittualità sociale fu alimentata dalla riduzione dei salari reali. Si creò un'unità d'azione tra i sindacati UGT e CNT. Nell'agosto 1917, l'UGT, sostenuta dal PSOE, proclamò uno sciopero generale a tempo indeterminato. Lo sciopero ebbe un grande impatto, causando violenti scontri a Madrid, Barcellona, Bilbao e nelle Asturie. La reazione del governo fu duramente repressiva: venne dichiarata la legge marziale, causando oltre 70 morti e circa 2000 prigionieri.
Conseguenze e fine del sistema della Restaurazione
Gli eventi del 1917 non riuscirono a porre fine al sistema politico della Restaurazione, ma portarono alla formazione di governi di concentrazione instabili. L'incapacità di contenere l'inflazione e di ripristinare l'ordine sociale segnò il declino definitivo di un'epoca.