La Spartizione dell'Africa e la Conferenza di Berlino del 1884

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La Spartizione dell'Africa: La Conferenza di Berlino

Fino alla fine del XV secolo, l'Africa era un continente quasi sconosciuto, tranne che nella sua parte settentrionale, bagnata dal Mediterraneo. In quest'area si erano insediate antiche civiltà come quella egizia o territori colonizzati da Greci, Romani e Arabi. Oltre le sponde del Mediterraneo, l'Africa apriva vasti deserti che l'uomo bianco non era ancora riuscito ad attraversare.

L'esplorazione costiera e le barriere geografiche

Nel XV secolo, per timore dell'espansione dei turchi, si rese necessario cercare nuove rotte per raggiungere l'Oriente, la terra della seta e delle spezie; i portoghesi costeggiarono quindi la costa africana per raggiungere l'India. Il profilo del continente venne ben delineato, ma l'insediamento degli europei rimase limitato agli scali commerciali costieri. Una penetrazione in profondità non fu possibile a causa della geografia africana: un continente con poche baie sicure, promontori e fiumi navigabili, caratterizzato da rapide, abbondanza di deserti e giungle dal clima insalubre.

Il XIX secolo e il ruolo di Bismarck

Nel XIX secolo, i progressi medici e tecnologici resero finalmente possibile la colonizzazione dell'Africa. Le potenze colonizzatrici si resero conto che ciò avrebbe creato molti conflitti tra loro, pertanto cercarono di regolarli fissando norme di base nella Conferenza di Berlino del 1884. La conferenza fu convocata a Berlino poiché, dopo l'unificazione, la Germania era diventata l'elemento guida della diplomazia europea.

Bismarck, che dirigeva la diplomazia, cercava un'alleanza con le potenze rivali, il che gli permetteva di mantenere isolata la Francia e alimentare la rivalità tra le altre potenze. Bismarck si rese conto che l'insediamento coloniale sarebbe stato una fonte di conflitto, quindi decise di allontanarsene, incoraggiando gli altri a creare imperi coloniali. In questo modo, Bismarck intendeva affermare il potere della Germania come arbitro delle tensioni. Sapeva anche che la Francia avrebbe desiderato un impero, il che l'avrebbe messa in contrasto con l'Inghilterra, lasciandola isolata.

Misure adottate alla Conferenza di Berlino

Alla Conferenza di Berlino furono prese le seguenti misure per gestire la colonizzazione dell'Africa:

  1. Se una potenza occupava due punti della costa, poteva considerare come proprio il territorio compreso tra questi due punti.
  2. Fu decretata la libertà di navigazione dei fiumi Congo e Niger.
  3. Nel cuore dell'Africa fu stabilito uno stato, lo Stato Libero del Congo, che fu assegnato come proprietà personale al re Leopoldo II del Belgio. Successivamente, egli lo lasciò in eredità alla nazione, poiché il parlamento belga aveva finanziato l'occupazione del territorio.

Conseguenze della spartizione

Queste misure furono adottate per garantire l'occupazione rapida di un continente fatto di deserti e giungle, facendo sì che le colonie finissero per disegnare i propri confini attraverso meridiani e paralleli. La libertà di navigazione in questi fiumi era necessaria, poiché rappresentano le uniche vie d'accesso verso l'interno dell'Africa, insieme al Nilo, permettendo di raggiungere il cuore del continente.

La consegna del Congo al re del Belgio fu giustificata per evitare tensioni per il controllo dell'Africa centrale, un'area di grande valore strategico. Il re del Belgio, ansioso di possedere una colonia, pianificò una strategia affinché le sue richieste fossero accettate dalle grandi potenze, mascherando il suo possesso coloniale sotto forma di uno Stato Libero creato con dichiarate finalità umanitarie.

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