Storia dell'Arte Antica: Tecniche della Ceramica Greca e Pittura Egizia

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L'Arte come Conoscenza e Comunicazione

L'arte nell'antica Grecia aveva una funzione pratica e sociale: aiutava a conoscere l'esterno e l'interno di se stessi. Come la filosofia, l'arte traduce la conoscenza e il sapere in immagine, parlando a tutti.

Dalla Preistoria alla Scrittura

Nella preistoria, la comunicazione avveniva attraverso le immagini:

  • 1) Pittogrammi: Figure stilizzate riconoscibili, senza simboli (es. Altamira in Spagna e Lascaux, pitture parietali).
  • 2) Ideogrammi: L'idea viene trasmessa come immagine attraverso simboli (punti, frecce), senza ancora una componente fonetica.
  • 3) Scrittura Sillabica: Basata sulle sillabe.
  • 4) Scrittura Alfabetica: Basata sui suoni.

L'Arte Greca e il Concetto di Cosmos

L'arte greca si fonda sul concetto di cosmos, rappresentando figure umane, divine e naturali attraverso uno stile simmetrico e geometrico. Si seguono canoni, ovvero regole precise. L'elemento più emblematico è il tempio (dedicato alla divinità). Per i greci, l'arte è tutto ciò che deriva dall'abilità tecnica.

La Produzione dei Vasi

La pittura si sviluppa sui vasi destinati alla vendita, realizzati da artigiani in botteghe e laboratori:

  • 1) Ceramisti (Vasai): Utilizzano l'argilla perché non secca rapidamente ed è economica. L'argilla viene depurata e degassata dai detriti con un setaccio, poi lavorata al tornio per dare la forma. Viene dipinta con l'ingobbio (acqua e argilla ferrosa) sia all'interno che all'esterno per renderla impermeabile.
  • 2) Ceramografi: Decorano il vaso. Durante l'infornatura, il colore della vernice si modifica; finché è fresca può essere lavorata, poi una volta secca si sigilla.

Le Fasi della Cottura

  1. Prima fase: Immissione di ossigeno. Il vaso diventa rosso e si modificano sia l'argilla che la vernice.
  2. Seconda fase: Sottrazione di ossigeno. Si ottengono le figure nere.
  3. Terza fase: Nuova immissione di ossigeno. Il vaso torna rosso, mentre le figure restano nere. I particolari vengono poi incisi con un punzone.

Tecniche Decorative

  • Figure Nere e Figure Rosse: I dettagli vengono rifiniti con pittura a freddo e il vaso viene sigillato per evitare l'assorbimento.
  • Tecnica Policromatica: Prevede l'uso di più colori su fondo bianco (diffusa a Corinto intorno al 630-640 a.C.).

Analisi di Opere Celebri

Anfora di Achille e Aiace

Quest'opera di epoca arcaica (VII-VI sec. a.C., circa 530 a.C.) è un'anfora di Tipo A (altezza 61 cm) con anse quadrate, orlo svasato, spalla, ventre e piede a doppio scalino. I vasi venivano venduti in tutta la Grecia e nelle colonie; l'anfora serviva per liquidi e granaglie.

Presenta figure nere con una composizione statica (ferma, simmetrica e armoniosa, simbolo di bellezza ideale) ed emotiva, poiché riflette lo stato d'animo durante il gioco (astragali) per riacquisire la ragione durante le follie della guerra. L'autore è Exechia, famoso artista di Atene, che si firma sia come ceramista che come ceramografo. Le scritte hanno una funzione didascalica: raccontano e celebrano l'evento.

Tomba di Nebamun: Caccia nella Palude

Risalente al 1356 a.C. in Egitto (altezza 81 cm), quest'opera utilizza la pittura a secco. La figura è ieratica (inespressiva e immobile) per sottolineare la natura divina e distinguersi dagli altri. Viene applicata la proporzione gerarchica: Nebamun è più grande, mentre la figlia è posta sotto di lui. La rappresentazione è di 3/4 perché non si usano espressioni. Le figure sono stilizzate poiché gli artisti dipingono a memoria ciò che conoscono. Il potere è simboleggiato dal serpente in mano e dalla scena di caccia con la papera rossa e il gatto.

Preparazione della Parete

La parete veniva preparata con un impasto di fango, paglia e gesso per ottenere un intonaco con superficie bianca e piana. Il lavoro coinvolgeva un gruppo di artisti:

  • 1) Progetto: L'architetto realizza il disegno in scala ridotta.
  • 2) Disegnatore: Riporta il disegno in grande scala.
  • 3) Pittore: Colora utilizzando pigmenti derivati da terre o minerali macinati, uniti ad agglutinanti (acqua o uova).
  • 4) Scriba: Inserisce i geroglifici con funzione di didascalia.

Olpe Chigi

Risalente al 640 a.C. (altezza 30 cm), è una brocca (vaso allungato con orlo largo e labbro allungato) usata per versare liquidi durante i banchetti. Si tratta di ceramica dipinta policroma trovata in una tomba etrusca a Veio. Appartiene all'età geometrica. Presenta il Giudizio di Paride con didascalie nel fregio centrale, battaglie nel fregio superiore e scene di caccia con animali nel fregio sottostante.

Vaso François

Un cratere a volute (con orlo e pancia grandi) utilizzato per miscelare acqua e vino nei banchetti. La tecnica è ceramica dipinta a figure nere su fondo rosso. Le figure sono realistiche e ritraggono scene dell'Iliade e dell'Odissea. La "voluta" indica la forma del manico.

Eracle e Anteo in Combattimento

Un cratere a calice (la cui forma richiama un bicchiere o un fiore) del 510 a.C. Realizzato in ceramica dipinta a figure rosse su fondo nero, con anse poste in basso. Risale all'età classica e raffigura la lotta tra Eracle e il gigante Anteo.

Vaso del Dipylon (Lamento Funebre)

Realizzato a figure nere su fondo rosso nel 760 a.C., fu ritrovato nella necropoli del Dipylon ad Atene. L'autore è il Maestro del Dipylon. Il tema è sacro: il vaso è decorato con motivi geometrici (zig-zag, denti di lupo), cervi e capre. Al centro si trova la decorazione del lamento funebre, che raffigura una donna sul letto di morte circondata da due donne, due uomini e un bambino. L'opera rappresenta la tragicità dell'evento con finalità celebrativa. La destinazione d'uso era quella di segnale per la sepoltura di una nobile donna ateniese (la committente).

Voci correlate: