Storia della Colonizzazione Americana e l'Epoca delle Riforme in Spagna
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Istituzione del dominio coloniale: la colonizzazione delle Americhe (XVI e XVII secolo)
La conquista del Nuovo Mondo ebbe inizio con i viaggi di Colombo, la conquista delle Indie Occidentali e la scoperta dell'Oceano Pacifico. Da quel momento iniziò la conquista della terraferma. Molti paesi esplorarono l'America nel XVI secolo e, una volta dominata gran parte del continente, l'operazione fu sistemata e organizzata. Le prime fasi generarono numerosi casi di sfruttamento del lavoro indigeno, ridotto quasi in schiavitù. I monarchi cercarono di evitare ciò in seguito alle lamentele espresse da alcuni religiosi.
Gli indigeni furono incorporati nella Corona di Castiglia e le istituzioni castigliane furono imitate per organizzare il proprio governo, come il vicereame (con il viceré come rappresentante del re in questi territori); questi erano divisi in governatorati, amministrati da governatori subordinati al viceré. I distretti (aree in cui vi era un'ampia popolazione indigena) erano simili ai governatorati. I consigli (cabildos) erano le unità amministrative di base, la cui organizzazione era simile a quella delle città castigliane.
Organi di controllo e amministrazione
- Udienze (Audiencias): Rappresentavano il più alto organo giudiziario. Accertavano l'attuazione delle leggi e controllavano l'operato del viceré.
- Consiglio delle Indie: Organo decisionale per gli affari americani.
- Casa de Contratación: Aveva il compito di organizzare e controllare tutto il commercio e la navigazione con l'America.
La rapida scoperta di metalli preziosi portò a dettare norme di funzionamento e commercializzazione. Furono stabiliti l'encomienda, che assegnava gruppi di indigeni ai nuovi coloni per il lavoro, e il sistema della mita, che prevedeva turni di lavoro obbligatorio per gli indigeni.
L'Illuminismo in Spagna e in Castiglia-La Mancia
La maggior parte delle opere illuminate furono orientate alla critica dei fattori responsabili dell'arretratezza economica e intellettuale della Spagna, vale a dire: la grande influenza della Chiesa, il basso valore sociale attribuito a scienza e tecnologia e la povera situazione agraria. Carlo III, con l'aiuto di uomini illuminati, lanciò una serie di riforme per affrontare l'arretratezza economica e culturale:
- Riforme economiche: Introduzione di nuove tecniche agricole per aumentare la produzione e miglioramento delle terre.
- Riforme istituzionali: Fu dato più potere ai comuni a scapito della nobiltà locale.
- Riforme religiose: Limitazione del potere dell'Inquisizione, espulsione dei Gesuiti e maggiore influenza del re nelle nomine ecclesiastiche.
- Riforme militari: Fu istituito il sistema di leva obbligatoria, noto come sistema della quinta (un giovane su cinque doveva prestare servizio militare).
Sviluppi in Castiglia-La Mancia
In ambito castigliano, il secolo manchego segna il ritorno in primo piano nella politica nazionale grazie a battaglie come quelle di Almansa, Brihuega e Villaviciosa, che furono favorevoli ai Borboni. La nostra regione sostenne il candidato francese Filippo d'Angiò.
Per quanto riguarda l'economia, l'agricoltura rimase il settore dominante, nonostante i metodi di allevamento non variassero da quelli tradizionali. L'industria tessile incontrò seri progressi, ma la mancanza di comunicazioni, materie prime e capitali provocò la crisi di molte imprese. Il commercio beneficiò dei miglioramenti nelle comunicazioni con Madrid e l'Andalusia, oltre all'abolizione di dogane e pedaggi.
Nella società, la nobiltà e il clero mantennero la loro importanza, sebbene scoppiassero rivolte per la fame e il prezzo del pane anche nella nostra regione. In campo culturale, il progresso fu alimentato dalle università e dalle biblioteche. In conclusione, lo sviluppo industriale e agricolo e la creazione di biblioteche e scuole dimostrarono l'enorme vitalità delle idee illuminate.