Storia della Dittatura di Franco: Evoluzione Politica e Resistenza
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La Fase Azzurra del Franchismo
Nell'agosto del 1939, il primo governo formato dopo la vittoria della Guerra Civile manifestò chiaramente un orientamento fascista, con una netta prevalenza della Falange. In realtà, sebbene la dittatura di Franco avesse formalmente adottato il modello del partito unico, quest'ultimo non arrivò mai a dominare lo Stato; accadde piuttosto il contrario. Franco decise di istituzionalizzare la dittatura per motivi legati al consolidamento del proprio potere assoluto come leader.
Il fascismo fu progressivamente abbandonato man mano che le sorti della Seconda Guerra Mondiale cambiavano; quando la sconfitta delle potenze dell'Asse divenne inevitabile, il regime cercò di cambiare volto.
L'estetica e l'ideologia fascista furono sostituite dal nazionalcattolicesimo, che collegava il regime alle vecchie istanze antiparlamentari e antiliberali dei settori cattolici più conservatori (come l'ACNP).
Il consolidamento del potere franchista fu reso possibile attraverso l'emanazione di una serie di leggi fondamentali:
- Legge sui principi del Movimento Nazionale.
- Legge del Referendum Nazionale.
- Legge di Successione alla Capi dello Stato.
2. La repressione e la fine della modernizzazione
La dittatura di Franco interruppe bruscamente il processo di modernizzazione della Spagna. Nel dopoguerra, la vita civile fu totalmente dominata dai vincitori del conflitto. Franco promulgò la Legge sulle Responsabilità Politiche, il cui scopo era diffondere un clima di colpevolezza e criminalizzare chiunque si fosse opposto alla sua ascesa.
Tra le principali norme repressive si ricordano:
- La Legge di Epurazione dei Funzionari Pubblici.
- La Legge per la Repressione della Massoneria e del Comunismo.
- La Legge sulla Sicurezza dello Stato.
Tra il 1939 e il 1945, quasi mezzo milione di persone cercarono rifugio in Francia, finendo spesso in campi di concentramento o subendo esecuzioni. Questo esilio di massa portò alla distruzione della cosiddetta Edad de Plata (Età d'Argento) della cultura spagnola.
3. L'opposizione politica e la resistenza
L'opposizione politica sentì la necessità di coordinare le proprie forze per proiettare un'immagine di coesione internazionale, sperando in un intervento degli Alleati che ponesse fine alla dittatura. Fu formata la Junta Española de Liberación, ma la sua azione fu percepita come un'iniziativa che comportava più rischi che benefici potenziali.
Nonostante la possibilità di un ritorno alla monarchia, Franco definì la Spagna come un "regno", ma scelse il principe Juan Carlos come suo successore solo in una fase successiva.
I comunisti (PCE) divennero la forza più attiva dell'opposizione. Fornirono sostegno ai maquis, veterani repubblicani che continuarono la lotta armata sotto forma di guerriglia. Si distinguevano tre gruppi principali:
- Elementi politicizzati.
- Gruppi isolati.
- Guerriglia urbana.
Il momento culminante della resistenza fu l'invasione della Val d'Aran, che l'esercito franchista riuscì a soffocare rapidamente. Il fallimento della guerriglia portò il PCE a cambiare strategia, puntando sulla mobilitazione di massa.
Anche la Chiesa cattolica iniziò a mostrare i primi segnali di distanziamento dal regime. Nel 1946, si registrò inoltre una notevole attività di protesta e agitazione a Barcellona.