Storia dell'Epigrafia e Origini della Scrittura: Dai Pittogrammi all'Alfabeto Latino

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Cos'è l'Epigrafia: Definizione e Oggetto di Studio

Viaggio della scrittura: Il termine epigrafia deriva dal greco Epi (preposizione che significa "sopra") e Graphein ("scrivere"). Letteralmente, l'epigrafia è lo "scritto sopra". Lo studio dell’epigrafia comprende l’analisi della scrittura e del suo supporto (l'oggetto che ospita il testo). Si tratta della scienza che si occupa di studiare tutti i documenti scritti su supporti di vario tipo.

Materiali e Tecniche di Produzione

Questi oggetti possono essere realizzati in diversi materiali: lapideo (pietra), metallo, ceramico, vitreo o piombo. La superficie può essere la parete di una montagna, un monumento o un qualsiasi oggetto d’uso comune. Il modo di produrre la scrittura è variato nel tempo: può essere incisa, graffita, dipinta o impressa.

La finalità del messaggio scritto è altrettanto varia: può essere pubblica, privata, sacra, divina, giuridica, sepolcrale o onorifica. L’epigrafia ha due limitazioni principali: le leggende monetali (che rientrano nella numismatica) e i testi scritti su papiro (che appartengono alla papirologia).

L'Epigrafia Latina e il Contributo di Theodor Mommsen

Esiste un'epigrafia per ogni alfabeto: accadica, sumerica, egiziana e latina. L’epigrafia latina, in particolare, studia i documenti compresi tra il VII secolo a.C. (introduzione della scrittura) fino alla caduta dell’Impero Romano.

Iscrizione: Non è un termine latino originale, ma è stato coniato dagli umanisti come calco del termine epigraphei. I Romani chiamavano il documento scritto "titulus, tituli", mentre la "tabula" indicava l’oggetto fisico su cui si scriveva.

Theodor Mommsen è il primo studioso tedesco che separa la storia dall’epigrafia come disciplina autonoma alla metà del 1800. Tuttavia, l’epigrafia era già amatissima dagli umanisti durante il Rinascimento (Ciriaco d'Ancona è considerato il primo paleo-epigrafista per le sue trascrizioni). La passione per questa disciplina nasce dalla scoperta dei testi antichi. Le abbreviazioni utilizzate sono le stesse che si ritrovano nelle monete, come ad esempio SC per Senatus Consultus.

Le Origini della Scrittura nel Vicino Oriente

La scrittura nasce nel Vicino Oriente per motivi contabili. I Sumeri e gli Egiziani furono i primi a utilizzarla per centralizzare le funzioni amministrative e gestire il surplus alimentare redistribuito in razioni. Era necessario eseguire calcoli e conservarne la memoria.

Nel IV millennio a.C. compaiono oggetti d’argilla (sigilli) con forme evocative delle razioni. Un sigillo poteva avere la forma di una spiga e, successivamente, un disegno per l’identificazione.

I Tre Stadi dell'Evoluzione della Scrittura

  • Primo stadio: Nasce la prima scrittura composta da pittogrammi (rappresentazione grafica dell’oggetto distribuito).
  • Secondo stadio: Il passaggio dal pittogramma all'ideogramma (simbolo grafico che rappresenta un’idea) è molto rapido. L’ideogramma possiede una pluralità di significati e richiede segni determinativi. Le scritture ideogrammatiche sono molto complesse; per questo, il sapere era selettivo e richiedeva un lungo addestramento. La casta degli scribi esercitava la scrittura e deteneva tali competenze. I geroglifici (scrittura sacra) e il cuneiforme sumerico sono esempi di scritture ideogrammatiche.
  • Terzo stadio: Inizia la scrittura fonetica, dove al segno è legato un suono (fonema). Inizialmente il suono è sillabico e la scrittura è mista (monogrammi e fonogrammi). La scrittura sumerica si stilizza diventando cuneiforme.

Dalle Scritture Egee all'Alfabeto Fenicio

Nel II millennio a.C. nel Mediterraneo orientale appaiono le scritture minoiche (Lineare A) e miceniche (Lineare B), basate su ideogrammi e fonogrammi sillabici. La Lineare A non è stata ancora decodificata (potrebbe essere anatolica), mentre la Lineare B, decodificata nel 1956, è una forma di paleogreco.

Nel 1200 a.C., con la distruzione dei palazzi, la scrittura scompare temporaneamente. A partire dal 1000 a.C., i Fenici compiono l’ultimo passo: inventano una scrittura alfabetica in cui a ogni segno grafico corrisponde un suono, senza ideogrammi. Si compone di 22 segni corrispondenti a 22 consonanti. Essendo semplice, non richiede una casta di specialisti: tutti possono impararla.

Il termine "Alfabeto" deriva dai primi due segni fenici: Alef (che significa testa di bue/capra) e Bet. I Greci adattarono l’alfabeto fenicio alla propria lingua tra il IX e il X secolo a.C., aggiungendo le cinque vocali.

Le Prime Testimonianze in Italia: Osteria dell'Osa

La prima forma di scrittura in Italia è greca. Nel sito dell'Osteria dell'Osa sono state rinvenute 600 tombe databili tra il IX e il VII secolo a.C. In particolare, le tombe 482 e 483 mostrano un mix di riti (inumazione e incinerazione) legato a un clan esogeno.

In una di queste fosse è stato rinvenuto un oggetto con un graffito in alfabeto greco con andamento destrorso (da sinistra a destra). L’iscrizione è cruda e riporta la parola "Euoin", interpretata come un grido rituale o un riferimento al lino (simbolo di ricchezza). Risale al 770 a.C., precedendo la celebre Coppa di Nestore di Ischia.

La Più Antica Documentazione Latina

La più antica documentazione in alfabeto latino risale al 630 a.C., ritrovata sempre nell'Osteria dell'Osa in una tomba femminile. Si tratta di un graffito eseguito a freddo su una olla (recipiente ceramico) vicino al piede del vaso.

L'iscrizione riporta: "Salvetod Tita" (scrittura destrorsa e progressiva). Non presenta abbreviazioni né segni di interpunzione. Tita è un nome proprio femminile, mentre Salvetod è una forma arcaica di saluto (simile a "salve"), tipica dei riti del banchetto aristocratico a cui le donne partecipavano fino al V secolo a.C. È interessante notare come le prime due iscrizioni rinvenute in Italia siano entrambe legate al mondo femminile.

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